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Alba Abritta: Il linguaggio dei sentimenti, rivelato attraverso la Magia del colore – by Pasquale Solano

Alba Abritta: Il linguaggio dei sentimenti, rivelato attraverso la Magia del colore – by Pasquale Solano

PASQUALE SOLANO·LUNEDÌ 1 FEBBRAIO 2016

Oggi, cari Amici Lettori, ci occuperemo di un’Artista, che sta facendo parlare molto di sè, specialmente nell’ambito del Meridione d’Italia – Il suo gentile tratto cromatico, è riuscito a coinvolgere il mondo dell’arte, fino al punto che un’ Illustre Critico, l’ha definita sommariamente con questa frase: “La sua arte è un connubio di emozioni, esse esaltano la scena pittorica rendendole altamente significative.  Ha una raffinata esecuzione tecnica e una potenza comunicativa. ”Anche io sono d’accordo, con il pensiero esposto da questo Illustre Collega: Aggiungo solo, che l’ ”Abritta”, è in grado attraverso le sue opere, di coinvolgere il Visionatore, fino al punto di renderlo Partecipe, del soggetto rappresentato.  Inutile dire, che nelle sue opere, si leggono tanta poesia, passione, romanticismo ed il tentativo di rendere il mondo migliore  – Perciò, non rimane altro, che farvela conoscere:

foto 1

La Pittrice Argentina Alba Abritta da Buenos Aires, in una recente foto

Alba Abritta, è nata a Buenos Aires, in Argentina e fin dalla tenera età, si è sentita attrarre dal mondo della pittura, fino a farlo diventare nel sociale, un personale canale di comunicazione.   Naturalizzata Italiana, dato che vive e lavora nel nostro Paese da molto tempo, ha partecipato ad eventi d’arte molto importanti, come: L’Accademia dei Bronzi e le Edizioni Ursini, senza contare la sua presenza in molte altre mostre, tra le quali, quella a cui ha dato vita in Santo Stefano di Rogliano, la graziosa Cittadina Calabrese, in cui vive e lavora da tanti anni.  I suoi Autori preferiti, di cui cerca di seguire le orme, sono gli Impressionisti, come: Vincent VanGogh, Monet, Manet, Renoir, Degas e molti altri – A giudicare dalle sue opere, pare che il grande Maestro Van Gogh, abbia esercitata una notevole influenza pittorica, anche se poi Van Gogh, dall’impressionismo, passò all’espressionismo: Infatti la nostra Autrice, tenta di avvicinarsi, allo stile punto e virgola del grande Maestro, proponendo medio-campiture che vanno sul genere della posterizzazione fotografica,tentando di avvicinarsi il più possibile, allo stile di Van Gogh – La nostra eccellente Pittrice, ha ricevuto attestati di merito e partecipazioni a non finire, in molti eventi, nei quali ha presenziato e mi sembra doveroso, proporvene uno, tra i più significativi:

 Uno dei numerosi attestati, rilasciato all’Artista Alba Abritta da Buenos Aires

Uno dei numerosi attestati, rilasciato all’Artista Alba Abritta da Buenos Aires

Non ci resta altro da fare, che visionare le sue opere, per renderci realmente conto di cosa è capace di creare e calibrare con una giusta considerazione, le sue attitudini artistiche.

foto 3

Alba Abritta-“ La Violoncellista”, ovvero “ La melodia dei colori”- Polimaterico – cm 100 x 100. Anno 2013

Che alla nostra brava Pittrice, possa piacere la musica, non ci sono dubbi e lo potremo constatare anche su altri suoi dipinti – In un’area di cm 100 x 100, l’ ”Abritta”, offre una gentilezza cromatica, che va ad interessare molte campiture.  Il tratto della pennellata, è fermo e deciso, con un manierismo tutto personale e particolare; infatti molte zone, vengono illustrate, con l’eccellente sistema della posterizzazione fotografica, un procedimento che riducendo le aree circoscritte, va a formare globalmente il dipinto, pressapoco come nel puntinismo (Pointellisme) – La nostra Autrice, in questa eccellente opera, tende ad illustrare 3 figurativi: 1°-la scenografia, viaggia con una ritmica d’arte moderna, tentando di far emergere la realtà, attraverso una paesaggistica surreale, con una composizione che appare disordinatamente”Ordinata”- Questo è il vero mondo che appartiene alla bellissima Violoncellista, un universo che ha alle spalle, proprio come si fa garante la scenografia. Le tinte vengono esposte con maestria tra calde e fredde,oltre a qualche accenno di colore neutro,mentre quello predominante è l’effetto luce, rivelato con infallibile maestosità nel giallo dominante. L’intera elaborazione, vistosamente “Accesa”, sembra far da cornice al soggetto,che invece,con la melodia prodotta dallo strumento,vaneggia senza meta,nel buio più assoluto dell’anima. L’aspetto delicatamente persuasivo e accettabile,nei suoi tratti somatici, marca nel viso della giovane donna,un sottile dolore,conferendole un’assenza spirituale,anche se fisicamente presente.  Le note generate dallo strumento,sembrano alimentare, quella sottile pena,che viene trasformata in lacrime, le quali sgorgano copiosamente dagli occhi.  Tuttavia, non dobbiamo minimamente pensare, che la situazione, sia poi tanto drastica,nella sua dinamicità, fino a toccare la soglia di un dolore profondo, in quanto, dietro il pianto, viene celata la maschera di un sorriso: Quindi la musicista, è assorta, in un mondo tutto suo e vista la sua bellezza, siamo propensi a pensare, che possa avere problemi che riguardano l’amore. Il suo sguardo è perso nel vuoto e suona la sua condizione, sulle corde dell’anima, mentre siamo propensi a pensare, che è talmente assorta nella sua riflessione, da non accorgersi che sta suonando, qualche melodia, che già conosce, in cui le mani, sanno già automaticamente pigiare, sulle corde.  Come facciamo a sostenere quanto appena esposto ? È vero, non esiste altra spiegazione, in quanto lo spartito vero e proprio giace in terra, alla base del violoncello, nella campitura bassa centrale – Praticamente, anche se è visibile un’altra Concertista, siamo propensi a pensare, che la giovane Violoncellista esegua un assolo, cioè dà vita ad una melodia, le cui note, riescono a commuoverla, fino alle lacrime e fin qui, siamo tutti d’accordo, in quanto la musica, possiede anche questo potere sull’animo umano – Il semplice look, indossato dalla nostra bella Concertista, testimonia che l’esecuzione del brano musicale, non avviene nell’ambito di una prova d’orchestra ed infatti il soggetto indossa la pura semplicità, quella che definendo i meravigliosi tratti somatici, accentua maggiormente la sua naturale bellezza. Un’anonima Violinista, sulla campitura sinistra, accompagna la melodia della Violoncellista, in maniera ordinata e come prescrive la regola, ossia leggendo le note sullo spartito, adagiato sul leggio.  L’anonimato della Violinista (dato che non è visibile il viso), stà ad indicare che la sua presenza, è da associare ai sentimenti originati dall’anima, che accompagnano il brano musicale, presenza che anche se è visibile,non è, nel suo aspetto,da ritenere fisica: Elementi che globabilmente considerati, originano un dipinto, di questa straordinaria bellezza e potenza pittorica, dove Soggetti fisici, innalzano a maggior ragione i sentimenti. Appartengono a questo mondo musicale, altri 2 soggetti, sempre della stessa Autrice:

Alba Abritta da Buenos Aires: ”Suonatrice d’arpa ”,ovvero: ” Le vibrazioni musicali dell’anima” - Olio su tela cm 100 x 70 – 2015

Alba Abritta da Buenos Aires: ”Suonatrice d’arpa ”,ovvero: ” Le vibrazioni musicali dell’anima” – Olio su tela cm 100 x 70 – 2015

Alba Abritta da Buenos Aires: ” La Suonatrice di violino”,ovvero: ” L’incanto della musica” olio su tela cm 100 x 70 – 2015

Alba Abritta da Buenos Aires: ” La Suonatrice di violino”,ovvero: ” L’incanto della musica” olio su tela cm 100 x 70 – 2015

Passiamo cari Lettori ad analizzare un’altra opera dell’Abritta, la quale con il suo linguaggio pittorico,è riuscita davvero a coinvolgerci:

Alba Abritta da Buenos Aires: ” Ballerina di flamenco”

Alba Abritta da Buenos Aires: ” Ballerina di flamenco”

foto 7

Particolare del viso della”Ballerina di flamenco”, dell’Artista Alba Abritta, in cui sono percepibili, attraverso il magnetismo oculare, anche quelle emozioni, che riaffiorano attraverso la danza, generando visibilmente, una moderata quanto euforica ed autoritaria energia.

La danza, viene giustamente considerata, una disciplina dell’arte ed è nata con l’uomo.  A noi, sono pervenute testimonianze, che già nei secoli anteriori al Cristianesimo,specialmente presso gli Ellenici, gli Egizi ed i Popoli Assiro, Fenicio, Mesopotamico e successivamente quello Latino, La danza,ricopriva un’arte davvero basilare e coinvolgente.  Attraverso dei movimenti, che sono sulla stessa frequenza, di un ritmo musicale, si originano dei sentimenti o si da pieno sfogo, alla propria personalità, quasi per distanziarsi dalla durezza della realtà – Con la scoperta del nuovo mondo,ossia del Continente Americano, gli Spagnoli,imposero oltre alla lingua, anche la loro civiltà, il loro modo di manifestarsi – Infatti il Flamenco, è una danza di origine spagnola – Alba Abritta, essendo di origine argentina, conosce questo tipo di danza e cerca di rappresentarla maestosamente, in questa sua opera pittorica-A prima vista, ”La Ballerina di Flamenco”, potrebbe apparire come un dipinto monocromo, cioè elaborato con un solo colore nelle sue tonalità, più o meno accentuate,ma noi non siamo d’accordo su questo, in quanto, sono visibili altre tinte – Il colore dominante è il rosso,che nella visione popolare, indica l’amore, la passione, la forza dominatrice, mentre il concetto naturale sugli animali, esprime solo nervosismo, perdita del controllo: Infatti, alcune specie di animali, in presenza di questo colore, diventano aggressivi, praticamente non si controllano più: Un esempio pratico, lo possiamo senz’altro notare nel comportamento dei tori, nelle arene.  Il Toro però non è l’unico animale a subire il condizionamento di questo colore.  Spesso molti Artisti, illustrano il loro nervosismo, o lo stato d’animo, proprio attraverso il Rosso, che come è noto, è un colore primario, assieme al giallo ed al blu—

Il flamenco,è una tipica danza spagnola e spesso i suoi Ballerini si esibiscono, indossando scarpe adatte, il cui tacco,viene battuto ripetutamente, con moderata forza, sul pavimento, proprio per accompagnare il ritmo, dando origine a questo ballo, che con il suo fascino melodico e le sue chitarre, è riuscito a conquistare il mondo intero – Si narra che i Gitani ( Un’etnia di Zingari ) nei loro accampamenti, ogni sera,attorno ad un falò, si esibivano nella danza del flamenco e con il tempo questo ballo, si sia allargato a macchia d’olio, fino ad essere rappresentato nei migliori e maggiori teatri del mondo – Ogni movimento, ha una precisa funzione ed un personale significato, mentre la logica ossia l’anima ritmata della danza medesima, viene espressa dall’energico ticchettio delle scarpe sul pavimento, suono che viene a sua volta, accompagnato dalle nacchere – Sotto certi aspetti, il flamenco è da considerare una danza sensuale, anche se in origine, come sopra menzionato, assumeva un’importanza quasi divinatoria o di protesta, in quanto si riteneva una forma di autentico esorcismo, praticamente una sorta di scaramanzia-Tutte le negatività, venivano scongiurate, per dare spazio ad un’esistenza migliore ed i Gitani, ne avevano proprio il bisogno, con la vita nomade che conducevano-Detto questo,passiamo ad analizzare il dipinto:

L’opera rappresenta,come in uno scatto fotografico, un momento particolarmente suggestivo della danza,nel quale la Ballerina “Impone”, la sua autorità cromatica e sotto certi aspetti quella deliziosamente biologica.

I movimenti,in simbiosi tra loro, equivale a dire che uno sostiene equilibratamente l’altro,in una carrellata progressiva, che a quanto pare vorrebbe trasgredire le regole, cercano di adattarsi simultaneamente alla realtà, con il preciso scopo di annullare ove occorre, la tristezza della monotonia, per offrire uno spazio illimitato, alla bellezza della vita-I tratti somatici, specialmente nei particolari del viso, offrono un perfetto equilibrio cromatico, i quali affrontano con eleganza, un’eccellente saturazione, in un perfetto quanto sobrio contrasto d’immagine, che viene ampiamente evidenziato e valorizzato, nelle campiture delle torsioni delle mani,con dita, che vorrebbero motivare l’euforia del momento.  Molto penetrante e persuasivo appare l’aspetto oculare, che sembra scrutare con forza e determinazione, il Visionatore, il quale sua volta, viene assorbito dalla gentilezza cromatica del ricco vestito, mentre l’aspetto totale dell’opera, viene alleggerito nel suo proporzionato passo di danza, in un contesto quasi celestiale, dato che l’Autrice sulla base del dipinto, offre un’impressione, cioè non illustra il polverone causato dal battito incalzante dei tacchi sul pavimento, ma colloca l’intera elaborazione, in un sito un pò insolito, cioè abbiamo la netta impressione, che la Ballerina, stia danzando sulle nuvole – Il contesto generale, viene successivamente rafforzato, da un effetto scenografico illimitato, in cui evince una risoluta profondità di campo, ossia un’ottima sensazione di prospettiva, che a giudicare dalle tonalità, potrebbe benissimo rappresentare “Il Vuoto”dell’esistenza umana, in questo caso, quello dell’universo femminile – A ragion veduta, la Donna, vorrebbe imporsi maggiormente e far capire, la sua necessaria presenza ed importanza, nel sociale e soprattutto il suo ruolo speciale, nell’Umanità, a cui lei stessa ha dato vita – Forse una semplice danza, non riuscirà mai a farlo capire, considerato l’egoismo umano, ma per

Alba Abritta:”Ballerine in movimento” o “Prova di ballo” -Olio su tela cm 50 x 50 2014

Alba Abritta:”Ballerine in movimento” o “Prova di ballo” -Olio su tela cm 50 x 50 2014

lo meno Alba Abritta, ha cercato di esporre il suo concetto, attraverso questo suo meraviglioso dipinto – Sappiamo benissimo, che la musica in sè stessa, spesso è pregna del linguaggio individuale dell’anima e come un Compositore crea un brano, così anche una brava Interprete del colore, come Alba Abritta, può esprimere cromaticamente la sua opinione.  A volte,ascoltiamo musica, la cui melodia, rappresenta molte volte, la colonna sonora della nostra esistenza e più o meno, siamo tutti legati ad una canzone, che ci ha coinvolti, specialmente sul lato sentimentale.  Ascoltando le sue note, riviviamo dentro di noi, la magia di un’epoca, nella quale i nostri sogni, si perdevano tra la realtà e la dolcezza di un nostro desiderio  – Ecco infatti, l’ultima realizzazione pittorica, che riguarda la nostra Pittrice, che ancora una volta, tende a coinvolgerci, nel mondo della danza, provenendo Lei medesima,da una Terra, Patria del famoso tango.

Anche in questo dipinto, emergono alla grande le tonalità calde,per esprimere quel “fuoco di passione”, tipico delle danzatrici Argentine – I vestiti,sembrano alieggiare, per offrire l’impressione di una leggerezza musicale, che con i movimenti delle ballerine, sostengono la danza vera e propria.  Un paesaggio dai toni fortemente surreali, funge da scenografia, la quale è da collocare in un immediato passato – Il flusso di luce, che illumina i soggetti, viene fornito da quella finestra, adattata a mò di sipario, mentre le tende laterali, garantiscono l’esibizione sul palco, o meglio ancora all’interno di un teatro o ampio salone – Ottimo il getto delle ombre sulla pedana, i quali giocano tra contrasti particolari, su magnifiche campiture illuminate, per spegnersi con garbate pennellate alla base delle scarpette, naturalmente nei punti proposti dalla nostra Autrice – La scena sommariamente rappresenta un’esibizione, da collocare certamente alla Belle epoque, quando erano in voga spettacoli di questo tipo, riferibili alla fine dell’800 e primi del 900 – Ancora oggi, seguiamo con grande interesse, programmi televisivi, in cui la danza, è una tappa obbligatoria.  È veramente e pittoricamente loquace, la torsione dei piedi delle ballerine, i quali esprimono un movimento,in perfetta sincronia, con un’ipotetica musica, contesto del quale, fanno parte queste tre meravigliose Creature – Oltre alla passione,il dipinto,esprime un’equilibrata dolcezza d’immagine, particolareggiata da una gentile impostazione cromatica, che assume una posizione di tutto rispetto, nella didascalia del colore: Il movimento da interpretare, infine è celato nella posizione della prima ballerina di destra, per poi essere trasportato sulla danzatrice centrale ed infine progredire su quella di sinistra. Ricominciando questo procedimento, avremo l’impressione di assistere al movimento di un balletto vero e proprio e specialmente le nostre Lettrici, saranno veramente coinvolte-

Non vorrei appesantire ulteriormente il mio giudizio su questa Brava Interprete del colore, anche se mi piacerebbe parlare di lei all’infinito, in quanto la ritengo una valida Artista: Quindi mi limiterò ad illustrare la sua prossima composizione artistica, opera che l ‘ ”Abritta”, presenta proponendo un nuovo soggetto.

 Alba Abritta:” Borgo Pugliese dopo la pioggia”-Olio su tela 70 x 50 – 2014

Alba Abritta:” Borgo Pugliese dopo la pioggia”-Olio su tela 70 x 50 – 2014

Questa volta Alba, con questo dipinto, eccelle veramente in professionalità, superando sè stessa – Infatti presenta un tipico paesaggio pugliese, subito dopo un’abbondante pioggia e questo corso, illuminato a sera,non è altro che il tentativo del famoso Trompe l’oeil, cioè offre l’alternativa di una tridimensionalità, ad un dipinto piano – Durante il corso dei secoli,molti Artisti, anche famosi, hanno cercata questa risoluzione alle loro belle opere, mentre molti altri, tra cui appunto gli Impressionisti, hanno illustrato paesaggi di questo tipo.  I riflessi delle luci e del cielo, vengono magistralmente esposti,sul lastricato della strada,in cui sono presenti delle pozzanghere, ossia zone più basse rispetto alla reale superficie – In questo corso, è presente la vita, con quelle persone, che prospetticamente visibili in lontananza, includono l’anonimato, in quanto non si vedono in viso. Ottimo il porticato, con quei portoni che alludono allo stile barocco, mentre la magia della sera, viene accentuata ed annunciata dai lampioni accesi, che progressivamente portano alla bella chiesa, probabilmente una cattedrale o basilica, i cui tratti, vengono in parte celati dalla foschia o dalla sottile presenza della nebbia: Qui cari Amici lettori, si denota la capacità di un’Artista, proprio nel rappresentare la realtà – Assai reale, appare infine, l’effetto del bagnato, con i suoi convincenti riflessi, in cui le luci sembrano specchiarsi, con il preciso scopo di tonificare l’opera, adattandola in una sfarzosa e vivace allegoria, la quale tutto sommato, ”sostiene”, la bellezza del dipinto – Il sipario cromatico si chiude, con il volteggiare nel cielo, di un festoso stormo, che sembra annunciare la sera, dopo che è cessata la pioggia.   La vita può ricominciare, mentre la sera avvolge con il suo manto stellato, l’intero creato, con l’auspicio che domani, sarà un giorno migliore. Con questa ultima considerazione, abbiamo conclusa la nostra recensione, sperando che l’esposizione, sia stata di vostro gradimento:  Alba Albritta, vive e dipinge in Calabria e se Qualcuno di Voi, è rimasto ammaliato, dal suo modo di esprimersi con la pittura, potrà senza dubbio commissionarle qualche opera, mentre posso garantire. che la seguirò nella valutazione dei suoi lavori

Grazie per avermi letto: Sia Io, che Alba Albritta, vi porgiamo i saluti, accompagnati dal più elevato senso di stima:

Pasquale Solano e Alba Abritta da Buenos Aires.

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