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Annamaria Lo Bello

Annamaria Lo Bello nasce il 08 Ottobre 1971 ad Albenga (SV). Vive la sua infanzia e adolescenza in Sicilia, nella città di Termini Imerese. Studia e si diploma all’Istituto Magistrale. Vive attualmente a Cerda e  svolge la sua attività di insegnante di scuola dell’infanzia a Campofelice di Roccella.

E’ maestra  infatti, e   da molti anni  ha lavorato con bambini dai tre ai dieci anni ai quali trasmette giornalmente la sua passione per l’arte attraverso laboratori d’arte grafico-pittorica. L’amore per la pittura nasce gia’ in età adolescenziale. Nel corso degli anni ha approfondito e sviluppato le tecniche pittoriche come autodidatta. Dipinge per passione e si dedica  con un impegno più costante alla realizzazione di tele nel 1999.

Nel 2004   tiene la sua prima  personale a Cerda dove trova  un gradito riscontro da parte del pubblico.  La sua pittura è espressione pura dell’anima, dipinge per trasmettere le proprie emozioni. Attraverso l’arte cerca di comunicare  le proprie idee e  stati d’animo.  Il cromatismo acceso dei colori dà ai suoi dipinti una forte carica emotiva. Predilige gli astratti e la sua voglia di sperimentare la porta ad utilizzare materiali di vario genere quali  sabbia, smalto, acrilico  e olio per la realizzazione delle proprie opere e ama amalgamarli sentendo fra le mani la materia pura che si forma.

Anima sognatrice, il mare, le stelle, la luna e l’universo infinito ispirano il suo modo di dipingere. L’uomo sempre protagonista , con il suo vissuto, viene rappresentato con forme astratte di manichini che si guardano, di donne spigolose ma amanti della musica e della vita , omaggiando i grandi artisti come Picasso e De Chirico, dipinge “ l’uomo “ bisognoso di cambiamento, che si ribella alla società di cui fa parte. L’artista approda poi nell’infinito cosmico per cercare di appagare quel senso di curiosità verso tutto ciò che è sconosciuto, curiosità inesauribile che la porta ad andare verso la libertà pura dello spirito, oltre gli schemi, andare con lo sguardo in uno spazio indefinito e perdersi nella poesia  e nell’incanto di esso. Nel 2015 prepara una seconda mostra personale dal titolo “ I colori dell’anima”, presso l’associazione culturale “ CERDACCANTO “  nel comune di Cerda ( PA).


 

Iscrizione al catalogo artisti  L’ELITE 2016- selezione arte

Iscrizione al catalogo artisti IOARTE 2016

Partecipazione al concorso di pittura online “GLIARTISTIANONIMI” dal 15/12/2015 al 05/01/2016

Mostre collettive:

– Biennale di Milano , presentata da Vittorio Sgarbi, dal 05/09 2015 al 01/10/ 2015 ;

– “Spoleto  incontra Venezia” , dal 10 al 31 Ottobre  a cura del Prof. Vittorio Sgarbi presso la “Milano Art Gallery” di Venezia;

– “Visioni Collettive”  DEL 13/11/2015 presso lo store di Pacofrancisco a Palermo con l’associazione di artisti del “ Laboratorio dei creativi”


 

La pittura racconta la sua storia. Questa storia resta impressa nella materia della pittura, una materia sensibile, mobile, malleabile, intrisa dell’eco della vibratile mano dell’artista. Una materia che, ora più densa, ora più rarefatta, attraversa piani e prospettive differenti e coniuga in commistione armoniosi equilibri di scenari narrativi. In questa orchestrazione la luce acquista un ruolo da protagonista: si unisce e si accorpa alla materia, senza mai rimanere fagocitata da essa, accompagna e modula la forma e la ingloba in sé. Con il mutare della luce e della sua incidenza, la materia si modifica e si trasforma gradualmente. In questo avvicendarsi di differenti stati d’aggregazione, di differenti intensità cromatiche, di differenti fasi luminose, di differenti atmosfere, così come nella metamorfosi continua e progressiva della materia, si delinea la storia che la pittura di Annamaria Lo Bello ci racconta. Per lei la materia della pittura è il colore, la pasta cromatica composta dalle molteplici sfumature. La pittura non è concepita come rappresentazione oggettiva e il colore non è un semplice mezzo di lavoro né strumento qualunque, bensì si qualifica come realtà autonoma. E’ una realtà che la Lo Bello può praticare e nella quale può identificarsi per esprimere il proprio stato interiore e il moto dell’animo. Ella, tra tutte le materie, considera la pittura come la più adatta alla manipolazione, quella che nel potenziale espressivo è la più pronta ad assumere l’impronta della sua sensibilità, la più simile all’anima e all’essenza della filosofia, che attende i segni che la memoria e il sentimento vogliono imprimerle. Le opere trasmettono le pulsioni interiori e introspettive che la guidano nell’atto creativo. Per l’artista la materia pittorica è impressionabile, poiché assorbe e trattiene le sensazioni, le percezioni e le passioni, che si posano sulla sua superficie.

Per la Lo Bello la materia pittorica ha una vita sua propria ed è pronta ad accogliere echi, richiami e memorie; è concepita come una “presenza assoluta”, un presente assoluto e il presente non è altro che un futuro che diventa passato, un “passato che non fu mai presente” rievocando le parole di Gilles Deleuze. Per lei la materia pittorica è in perfetta analogia con il fluire della vita, con la memoria del vissuto e dell’esistenza. Nella materia della pittura ci sono tutte le materie del mondo. L’operato artistico della Lo Bello si inserisce nella tendenza a voler rappresentare e inquadrare la materia della pittura con un valore autonomo intrinseco, scevro da condizionamenti e forzature convenzionali, uscendo dagli schemi e dai meccanismi standardizzati, per cercare un’espressione stilistica alternativa e non consueta. L’interesse appassionato per la pittura si congiunge alla vivace curiosità nella sperimentazione di materiali diversi per natura e nella loro aggregazione e fusione. La sua spinta sperimentale permette di scoprire i segreti più reconditi della lavorazione di tali materiali e di ottenere la miglior resa nelle soluzioni proposte. Per l’artista la pittura è politematica, fatta di materiali e componenti eterogenei e di stratificazioni multiformi. Nelle immagini di tendenza e orientamento astratto-informale, talvolta arricchite e integrate da una matrice di figurativo stilizzato, la prospettiva spaziale si trasforma in prospettiva cromatica. Il colore, denso, intenso e corposo, diventa un fattore primario e fondante del suo fare arte. Il ruolo dominante e determinante del colore, all’interno delle composizioni, è indice di una formula espressiva che nasce e scaturisce direttamente dalle emozioni e si alimenta di quanto generato dall’animo dell’autrice, producendo un’operazione creativa che risolve e fa confluire la fase dell’ideazione in quella dell’esecuzione. 

E’ la via del fare quella che la Lo Bello vuole percorrere, nell’incontro interattivo e compartecipe con l’essenza sostanziale costitutiva della pittura, basata sul gesto che nasce da uno stimolo d’impulso profondo, accompagna i materiali e si adegua ad essi nell’elaborazione. Nella sua tendenza all’arte astratta aspira a rendere visibile l’invisibile. La sua pittura ha la funzione di dare corpo all’invisibile e la materia, presentata nella sua più recondita valenza intrinseca, allude al piano della dimensione spirituale e introspettiva. La pittura della Lo Bello suggerisce l’essenza degli elementi e la sua mano è guidata e sorretta da quella che Bachelard definisce “l’immaginazione materiale”. Nella scala di parametro con la realtà, le immagini sono concepite secondo una visionarietà cosmica e universale e attraverso la prospettiva di “cosmografia” del mondo che ispirano la vena creativa dell’autrice. Il ciclo artistico della Lo Bello convoglia in una pittura visionaria, con la tendenza a valicare i bordi, a sfuggire ad ogni delimitazione, a suggerire allo spettatore uno sconfinamento al di là dei perimetri delimitanti, dove la materia pittorica non si fa metafora della realtà, ma “metonimicamente” si protende verso essa.

Elena Gollini – curatrice d’arte e giornalista


Visita la pagina facebook di Annamaria Lo Bello 



 

 

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