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Cubismo

Il Cubismo è un’espressione con cui si è soliti rappresentare una corrente artistica ben riconoscibile, distinta e fondativa rispetto a molte altre correnti e movimenti che si sarebbero successivamente sviluppate. Tuttavia il cubismo non è un movimento capeggiato da un fondatore e non ha una direzione unitaria. Il termine “cubismo” è occasionale: nel 1909 Matisse osservando alcune opere di Braque composte da “piccoli cubi” le giudicò negativamente, e Louis Vauxcelles l’anno dopo le chiamò “bizzarrie cubiste”. Da allora le opere di Picasso, Braque e altri vennero denominate cubiste[1].

Si può tuttavia individuare in Paul Cézanne, un pittore che nelle sue solitarie sperimentazioni è stato in grado di prefigurare quelli che saranno lo stile, la visione e le tematiche cubiste.

Oltre a loro ne hanno fatto parte: Pablo Picasso,Georges Braque, Guillaume Apollinaire, Robert Delaunay, Marcel Duchamp, suo fratelloRaymond Duchamp-Villon, Jacques Villon, Francis Picabia, Gino Severini. Altri importanti autori del periodo furono Albert Gleizes, Jean Metzinger, Marie Laurencin, Max Weber, Louis Marcoussis, Roger de la Fresnaye, František Kupka, Léopold Survage e Félix Tobeen.

Nel cubismo si possono individuare tre tappe:

  • Cubismo semplice (1907-1909): semplifica le forme e riduce a pari volumi.
  • Cubismo analitico (1909-1911): raffigura il soggetto guardandolo da diversi punti di vista come accadeva nella visione prospettica. Le forme vengono scomposte e ricomposte sulla tela. Questo però rende i soggetti dei punti spesso quasi indecifrabili.
  • Cubismo sintetico (1911-1915): semplifica le forme scomposte inserendo piani larghi e colorati. Spesso è adottata la tecnica del collage polimaterico cioè fatto con giornali, cartoni, tele cerate, carte da gioco. Non c’è scopo narrativo: i soggetti, senza importanza, sono ripetuti numerose volte .

La storia del cubismo è divisa in tre fasi fondamentali, quella del cubismo formativo (1907-1909), quella del cubismo analitico (1909-1912) e quella del cubismo sintetico (1912-1915). Se con la fase protocubista ci si dedica a composizioni di ampio respiro e dimensione in risalto su uno sfondo convenzionale e non definito, è con il movimento successivo, detto analitico che inizia l’elaborazione di una sfaccettatura fitta, minuziosa, che tende a mostrare l’oggetto nei suoi molteplici aspetti, analizzandolo. Il terzo momento, detto sintetico, ha inizio verso la fine del 1909 e consiste in una più libera e intuitiva ricostruzione di tale oggetto espresso nella sintesi con cui si presenta alla mente del pittore nell’attimo in cui lo pensa rivivendolo interiormente.

È in questo terzo momento (1912-1921) che comincia anche l’uso di incollare sulla tela inserti ritagliati da giornali e da stampati o materiali vari (collages) che è, tra le innovazioni introdotte dai cubisti, la più interessante. È la tecnica tendente a raggiungere un risultato artistico mediante la disposizione, secondo un ordine voluto, di vari elementi di diversa materia, riuniti con l’unica funzione di costituire un fatto plastico indipendente da qualsiasi intenzione imitativa.


Fonte Wikipedia

 

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