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Dall’arte Bizantina, all’iconografia sacra, attraverso le cromie dell’Artista, Rita Mantuano da Cosenza – Critica di Pasquale Solano

Dall’arte Bizantina, all’iconografia sacra, attraverso le cromie dell’Artista, Rita Mantuano da Cosenza – Critica di Pasquale Solano.

 

La Pittrice Rita Mantuano da Cosenza, in una Recente immagine

La Pittrice Rita Mantuano da Cosenza, in una
Recente immagine

San Francesco di Paola, è un Santo, molto conosciuto nel mondo, non solo nell’ambito territoriale calabrese, che già in vita, lo ha visto Protagonista, di prestigiosi e divini prodigi, quelli che la Pietà popolare, definisce miracoli. Era molto amato dai suoi conterranei del tempo ed il suo operato, era sempre diretto a favore della povera gente, mentre veniva osannato nell’ambito meridionale d’Italia, per poi assumere una dimensione universale.

Fondò l’Ordine dei Minimi già riconosciuto dalla bolla pontificia come Congregazione eremitica paolana di San Francesco d’Assisi  e  seguì una povera ed umile condizione di vita, che si basava sull’esempio  e gli insegnamenti di Gesù  Cristo, nonché  del Poverello d’Assisi. Non solo passò giustamente agli onori degli altari, grazie al capitolo vaticano di Papa Leone X°, ma fu dichiarato Celeste Patrono presso Dio della Calabria, da Papa Giovanni XXIII°, mentre L’Unicef, lo ha proclamato Ambasciatore dei bambini e dei giovani di tutta la Calabria – Pure la Sovrana, Regina Paola Ruffo di Calabria, Moglie di Alberto II°  Re del Belgio, ha una particolare devozione per questo Santo.

Non solo nell’ambito Calabrese, ma anche in varie regioni d’Italia, si venera San Francesco di Paola,in Chiese a Lui intitolate,per non parlare poi delle Congregazioni dell’America Latina.

Rita Mantuano da Cosenza: ”San Francesco di Paola”, o “San Francesco di Paola in estasi”

Rita Mantuano da Cosenza: ”San Francesco di Paola”, o “San Francesco di Paola in estasi”

Per questo mi piace definirlo un “Santo Universale”. Paola, la graziosa Città In provincia di Cosenza, che nel 1416 gli ha dato i Natali, quest’anno nel VI°  Centenario della nascita, vuole ricordarlo con un’eccellente esposizione pittorica,alla quale partecipano Artisti, provenienti con le loro opere,da ogni parte del Pianeta. È un modo come un altro,di rendere omaggio attraverso l’arte, ad uno dei suoi Figli Migliori e tutta la regione Calabria è pienamente favorevole a questa iniziativa. In passato Famosi Artisti, hanno creata la loro versione, per illustrare San Francesco da Paola, con opere di straordinaria bellezza, che hanno coinvolto positivamente, anche il mondo della Critica, come il Dipinto di Francesco Cappella, che Illustra il Santo in uno dei suoi miracoli.

Personalmente, credo che esistano delle assonanze o similitudini,  tra i miracoli di Gesù e quelli Compiuti da San Francesco di Paola. Infatti, Gesù, diede da mangiare  alla folla, che lo ascoltava, con un suo prodigio, tramite la moltiplicazione dei pani e la medesima cosa, fa il Nostro Santo in un paesino  della Calabria che si chiama Galatro, ad un certo Cola Banaro  ed altri suoi amici, che non avevano da mangiare. Un’ altro miracolo compiuto da Nostro Signore, fu quello di camminare sull’acqua, sfidando le leggi gravitazionali della fisica e la medesima cosa, avviene anche con San Francesco di Paola, il quale,dopo un netto rifiuto, da parte di un barcaiolo, che doveva trasportarlo assieme ai suoi seguaci  via mare, fino alla vicina Sicilia, stende il mantello sulle acque, e su questa “Imbarcazione”, attraversa Lo stretto di Messina.

Nessuno potrà mai dimenticarlo e nemmeno le Autorità Civili e Religiose di Paola, che vogliono ricordarlo, per il grande valore umano e cristiano, nel VI° centenario della nascita. Quello che però  mi sorprende di più, in questa esposizione, è l’opera della Pittrice Rita Mantuano da Cosenza, la quale con una sua realizzazione pittorica, sulle orme dello stile bizantino, rende omaggio al Santo, con una spettacolare, quanto povera e sacra iconografia. Infatti l’Autrice di cui parlo, non colloca nel suo dipinto il Santo, in una dimensione surreale, paradisiaca per intenderci,attorniato magari da una Corte celeste, in cui sono quasi sempre presenti gli Amorini e Creature spirituali, tipo Angeli- Seguendo proprio l’esempio e l’umiltà  di San Francesco,  lo raffigura mentre una Mano Divina, gli infonde la Charitas, un termine Greco, che in realtà significa Amore.

Infatti  la sacra Scrittura,dove dice che Dio è Carità, vuole intendere che Dio è Amore, specialmente verso i fratelli e San Francesco, questo lo sapeva benissimo dato che  applicò la carità, come proprio stile  di Vita. Naturalmente la “Mantuano”,  ha raffigurato anche l’immancabile bastone e la povertà  del saio francescano.  L’arte Bizantina, ebbe le sue origini,  nella Città che oggi noi chiamiamo Istanbul, fondata dall’Imperatore Costantino alla quale diede il nome di Costantinopoli, sulle rovine dell’antica Bisanzio (Da qui il nome stile Bizantino), corrente artistica, che in Italia, raggiunse il suo culmine, nei celebri mosaici di Ravenna.

L’iconografia Sacra, nella maggior parte di questa corrente, venne utilizzata dalla Chiesa Ortodossa e quasi sempre le immagini, possiedono una gradevole quanta immensa gradazione di luce. Questo stile, è  stato applicato anche nell’opera di Rita Mantuano da Cosenza, nell’illustrare il Santo di origine Calabrese.

Al di là di ogni giudizio, positivo o negativo che sia, c’è da aggiungere un’ulteriore considerazione, che ora vado ad illustrare: Al tempo del Santo, ancora non esistevano i colori veri e propri che utilizziamo oggi ed ogni artista, doveva crearsi anche i supporti. Le tele, specialmente quelle utilizzate per le Pale d’Altare, dovevano subire un appropriato trattamento artigianale, prima di essere utilizzate per la pittura. Infatti al tessuto, venivano aggiunti, un gesso particolare,   con dei leganti speciali dell’epoca, tipo colla di pesce o di coniglio.

Anche l’arte Bizantina, aveva le sue regole d’esecuzione, tra cui la creazione delle tempere, ricavate per il colore, amalgamando uova, collante ed erbe o minerali, per ottenere la tinta desiderata. Non dobbiamo meravigliarci poi più di tanto, se pensiamo che anche Leonardo, nel suo famoso Cenacolo, utilizzò  appunto le uova. Certo oggi, con le aneline ed  i moderni preparati, con la chimica che ha fatto passi da gigante, la tempera, si ottiene in maniera diversa.

Al tempo di San Francesco di Paola, con questa tecnica, venivano create opere di inestimabile valore, che sono giunte fino a noi, magari dopo qualche piccolo intervento di restauro. La Pittrice Rita Mantuano da Cosenza, ha voluto di propria volontà e scelta, rispettare queste regole, attenendosi scrupolosamente alle ricette Bizantine, proprio per rispettare l’epoca del Santo: Infatti, ha utilizzato come supporto, una superficie lignea di Tiglio, di cm 30 x 35,  sulla quale ha stesa l’ingessatura,  ed una volta asciutta, ha dato il via all’esecuzione, proprio con la tempera all’uovo, arricchita però  dalla foglia-oro, usata ampiamente sulle superfici pastellate delle cornici – Il risultato, come ben si può notare, è sotto gli occhi di tutti e quindi a lavoro ultimato, abbiamo una doppia opera, cioè un’opera sull’opera.

Chi s’intende d’arte, sa perfettamente cosa voglio dire. I volumi piani del dipinto, rispettano la norma e sono contenuti, ciò vale a dire, che sono in fedele armonia con la realtà, senza eccedere nelle campiture, mentre i contorni espongono nei loro ragionevoli contrasti, un senso sacro – iconografico, che risulta aggraziato, all’occhio dell’Osservatore, il quale a sua volta, probabilmente  convinto dalla bellezza dell’opera, entra come il Santo, in una profonda estasi Cromatica.

Grazie di avermi letto.

Pasquale Solano

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