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Donato Ungaro

Donato Ungaro nasce a Hirson (Francia) il 28/07/1960 e si trasferisce all’età di tre anni in Salento, a Taviano. Fin da ragazzo si sente attratto da tutto ciò che è creazione artistica. Le sue idee nascono seguendo il solo flusso emotivo delle sensazioni.

Partecipa a mostre collettive e personali fin dagli anni ’80.
Tra le sue ultime collettive “Triennale di arti Visive” di Ferrara, dove Ungaro si aggiudica il primo premio e la partecipazione alla Biennale di Roma del 2016.
Vincitore del Premio Leonardo da Vinci nel gennaio 2015 a Cesenatico con l’opera “Anime”.
Da lunedì 21 dicembre in mostra nella sua città fino al 07 gennaio 2016, presso il palazzo marchesale De Franchis con la personale “ULIVO. DALL’ESSENZA LA FORMA”.
Durante l’inaugurazione il Sindaco di Taviano, avv. Carlo Portaccio consegnerà un attestato di merito all’artista concittadino.

“Opere scultoree dall’elegante assemblaggio – nel commento del critico – direttrice di Artexpò Gallery, Mariarosaria Belgiovine – astrattista, con riferimenti metafisici, con un messaggio che trasfigura la realtà, rivalutando la materia con effetti di lirica armonia. Il sentimento motivo vibra fra le sue composizioni, offerte alla visione ottica virtuale, con dialogo di struggente creatività”

“ Con grande maestrìa – ha dichiarato la nota critica d’arte Nadia Celi, curatrice della Galleria Prima Luce di Ferrara – Ungaro da forma e vita a meravigliose opere dalle forme arcuate e tondeggianti, partendo da semplici ceppi di legno. Ungaro attraverso l’uso sapiente dei suoi strumenti di lavoro, crea delle cavità attraverso cui fa entrare lo spazio, creando una ritmica alternanza di volumi pieni e di vuoti”.

“Nelle opere di Ungaro – dichiara la nota gallerista e critica d’arte Rosa Didonna, Art Director Globalart di Noicattero – si sente l’influsso dei grandi maestri che hanno lavorato il legno, Brancusi, Calder, Arp Mirò. Si nota lo stile che un pittore come Mirò affida ai colori puri per trasmettere quell’emozione surrealista e una elevata perizia tecnica. Lo scultore Ungaro trasferisce questa tecnica in una dimensione surrealista. Il suo messaggio è di doppiare la natura attraverso l’artificio dell’art, è qualcosa che anche soltanto per la scelta della tecnica richiede un impegno molto elevato. L’artista crea e trasforma il legno dandogli un’anima umana che vibra e sente con una ricerca dell’infinito, cercando di identificarsi, di ritrovarsi in stati ed emozioni dei più profondi sentimenti. Le impressioni d’ordine estetico non offrono all’osservatore un altro mondo, ma un mondo come desidera lui, come lo immagina lui, in cui il soggetto, l’imitazione, l’espressione, l’idea sono sulle più alte cime dell’ispirazione. Un vero artista può creare spontaneamente o deliberatamente, nel primo caso si tratta dell’immaginnzione, nel secondo della sua fantasia intesa a trasformare la realtà in maniera creativa. Mi sembra che anch’egli, Donato Ungaro, possa entrare artisticamente in questa idea di recuperare gli archetipi dell’arte. Egli s’intona perfettamente nel mondo contemporaneo ed è in sintonia con i grandi artisti che lo hanno preceduto. L’esperienze delle sue mani danno vita, producono creano qualcosa di diverso”.

Attualmente in mostra presso la Galleria “Mentana” di Firenze fino al 07 marzo 2016, presso la Galleria “Mantovart” a Mantova fino a metà gennaio 2016 e presso la Galleria “Artè Prima Luce” a Ferrara in permanenza.

Fonte: 365 Giorni nel Salento


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