Museo dell'Arte

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Giuliana Bacciu

Giuliana Bacciu, nasce nel 1960 a Brunella,   un piccolo paese della Sardegna nord-orientale.

Già dalla primissima infanzia dimostra di avere una vivace fantasia e una spiccata curiosità verso qualsiasi materiale plasmabile che si presti ad elaborazione creativa ( carta, argilla, legno, vetro, tessuti… ), ma soprattutto dimostra una certa familiarità col disegno  e ben presto diventeranno,  con la pittura, la sua grande passione.

Da bambina  amava  disegnare  qualsiasi cosa  colpisse la sua attenzione,  sui fogli di carta, sui marciapiedi, sui muri, sulla terra… utilizzando non soltanto matite o penne ma anche qualsiasi altro strumento che potesse lasciare un segno grafico ( cocci di ceramica, pezzi di carbone, legnetti, vetri… ). I suoi disegni erano particolareggiati poichè aveva la capacità di cogliere la tridimensionalità delle cose e il senso della prospettiva.

All’età di 12 anni circa, dopo aver acquistato  una valigetta di colori ad olio, iniziò a dipingere a olio su tela.

Il suo approccio con la pittura era stato del tutto autonomo e da autodidatta poichè non aveva mai ricevuto lezioni a proposito. Amava dipingere scorci del suo paese, nature morte, figure umane,  ma aveva affrontato anche temi particolari; dalla raffigurazione dei sogni che l’avevano particolarmente colpita,  alle rappresentazioni che riguardavano problematiche sociali (  diseguaglianze economiche, violenza sulle donne, considerazioni sulla religione ). Questi dipinti erano  concettualmente e stilisticamente non molto elaborati,  erano dettati dalla sua mente di adolescente che si poneva con atteggiamenrto critico nei confronti della società e a modo suo rappresentava con la pittura una forma di protesta.

Questa grande passione per l’arte è stata successivamente integrata e arricchita con lo studio.

Dopo la scuola dell’obbligo si era iscritta  all’Istituto Statale d’Arte di Sassari ( sezione ceramica ) e aveva così  iniziato a studiare le varie correnti artistiche e i numerosi  artisti, subendone inevitabilmente l’influenza.  In un primo momento ha avuto una grande attenzione per la pittura rinascimentele  ed alcuni artisti come Leonardo e Tiziano, delle cui opere osservava le campiture cromatiche, la prospettiva aerea e la velatura delle carni.

Più tardi ha avuto un grandissimo trasporto per l’Impressioismo francese, in modo particolare per le opere di Monet, di cui  amava la trasparenza delle acque, le varie ricerche sulla luce, la rappresentazione delle sensazione visiva, il tema delle ninfee.

Per un periodo di tempo ha attinto dalle opere di Monet.

Conseguito il diploma di “Design Industriale” si iscrive successivamente  al Magistero in  “Materie Letterarie con indirizzo Archeologico-artistico”, dove discute la tesi di laurea in Storia dell’Arte, sulla scultura a Sassari tra Ottocento e Novecento.

Nonostante abbia iniziato a dipingere da quando era piccola, è stato soltanto nel 2000 che ha iniziato a prender parte a qualche  collettiva e a diverse estemporanee di pittura ( vincendo alcuni primi premi )    e per diversi  anni ha esposto durante le sagre paesane, facendosi conoscere da un pubblico più ampio.

Atualmente  la sua evoluzione artistiaca  prosegue nella ricerca e nella sperimentazione.

I temi trattati sono: paesaggi,  nature morte,  fiori, ma ultimamente anche raffigurazioni di scene campestri, di rituali pagano -religiosi e in modo particolare rappresentazioni  di figure femminili in costume tradizionale, e si  dedica inoltre a quella che era stata la sua prima passione:  il disegno. infatti esegue a matita numerosi ritratti di persone a lei care.

Quando dipingo provo una piaceole sensazione di benessere interiore, penso sempre che la mia pittura deve essere come una poesia, in cui i versi  si assemblano secondo i criteri metrici della musicalità e delle assonanze. Così concepisco la pittura, un abbinamento cromatico  e un’armonia di forme e colori che si  giustappongono per creare poesia… la  poesia d’mmagine.



 

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