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I Murales e la Land Art

I Murales e la Land Art

Il Muralismo, ( in spagnolo  mural ) è una tecnica pittorica che realizza un dipinto  in una parete, un soffitto o altra superficie permanente in muratura. È divenuto celebre come movimento pittorico in Messico,  dove nasce e, dopo la rivoluzione messicana del 1910; esprime e rappresenta le lotte sociali, gli aspetti della vita quotidiana ed i sentimenti nazionalisti legati al delicato periodo storico in cui si inserisce.

Con questa tecnica pittorica vengono soppiantate le tecniche e gli strumenti tradizionali, come il cavalletto, per dare spazio alle vernici per automobile, al cemento, colorato con la pistola ad aria. Alcuni muralisti usano anche i mosaici di lastre percolate.

A partire dal 1930, quest’arte, dichiarata arte ufficiale della Rivoluzione, per il Messico, si diffonde anche in Argentina, Perù, Brasile, Stati Uniti. In Italia, la ritroviamo, con il suo  vasto patrimonio  nel paese di Orgosolo, cittadina posta nel cuore della Barbagia,  antesignano nella diffusione di questa arte , anche nel resto del territorio sardo.

La pittura può essere realizzata con varie tecniche come l’affresco, ottenuto dipingendo con pigmenti stemperati in acqua, su intonaco fresco.  I soggetti dei murali sono spesso raffigurazioni allegoriche ispirate a motivi ed ideali politici.

La tradizione muralistica della Sardegna si fa risalire a Pinuccio Sciola, ad un gruppo di architetti milanesi ed ancora, al maestro Francesco Del Casino, durante gli anni della contestazione giovanile; questi, originario di Siena, inizia la sua carriera pittorica con una produzione legata allo stile di Renato Guttuso  dapprima e con  influenze legate all’arte di Pablo Picasso poi; si trasferisce ad Orgosolo nel 1964 dove inizia la sua opera come muralista.  Il primo murale fu realizzato nel 1969 da un gruppo anarchico milanese con firma “Dioniso” ma, fu solo a partire dal 1975 e grazie al maestro Francesco Del Casino, che iniziò l’opera di abbellimento delle pareti spoglie del centro bMur_praarbaricino, con la collaborazione dei suoi alunni delle scuole medie.

I Murales raccontano episodi di vita sociale, la voce dei disoccupati, la lotta all’emancipazione femminile, la guerra di Spagna, la siccità, la pastorizia, la politica, le fatiche, le denunce e le conquiste della comunità orgolese, quali i fatti di Pratobello del 1969 dove viene riportata la lettera scritta da Emilio Lussu agli orgolesi in cui li esorta alla lotta, sostenendo che “Quanto avviene a Pratobello contro pastorizia e agricoltura è provocazione colonialista, perciò mi sento solidale con pastori e contadini. Rimborso danni e premio in denaro è  un offensivo palliativo che non annulla, ma aggrava la giustizia. Se fossi in condizioni di salute differenti sarei con loro”.

Mur_gueEvidente, l’influsso cubista, anche con citazioni esplicite alla Guernica di Picasso; con  colori brillanti, figure solide e squadrate, volti asimmetrici, nodosi ed ipertrofici. Nel tempo, però, lo stile dei murales si è arrichito di altri stili quali il trompe-l’oeil  ed il surrealismo, con un’intera piazza dedicata a Joan Miro. Il loro linguaggio è semplice, accompagnato da didascalie spesso in dialetto orgolese. Le tecniche anch’esse semplici,  utilizzano vernici ad acqua.Mur_org

Di molti murales realizzati negli anni passati, non si conoscono purtroppo gli artisti.

I Murales, oggi, rappresentano nuove forme di arredo urbano ma mantengono inalterato il messaggio di un’arte collettiva e popolare, con le rappresentazioni di vita quotidiana, di personaggi e professioni rurali che danno vita alle tradizioni popolari dell’ambiente in cui vengono collocati.


L’artista muralista, Pina Monne, originaria di Irgoli, inizia nel 1996 le sue opere muraliste nei diversi paesi della Sardegna. Le sue rappresentazioni sono intrise di un realismo minuzioso, in uno spaccato fotografico nel quale prendono vita gli abitanti del paese e dove rivivono come personaggi nelle tradizioni, negli abiti, nelle professioni legate al mondo rurale, negli episodi di vita quotidiana. La sua arte si discosta, per tali motivi, dal muralismo originario essenziale e stilizzato di memoria picassiana.  Cromatismo intenso, minuziosità nelle descrizioni delle vesti o dei costumi tradizionali sardi, finanche quasi a contarne e toccarne materialmente le pieghe o, a sentirne l’intensità e la consistenza del tessuto. Le pieghe dei volti, le espressioni reali ed intense commuovono e scoprono le anime dei personaggi colti nella loro umanità. Il suo lavoro, è teso a restituire identità ai luoghi che rappresenta, costruendo con il nuovo ed eliminando ciò che è vecchio.


L’artista poliedrica e versatile, Maria Teresa Podda, originaria di Orgosolo, sperimenta la sua attività di recupero dei Murales di Orgosolo inizialmente sotto la guida del Prof. Francesco Del Casino e di Diego Asproni e, successivamente in collaborazione con altri pregiati artisti locali. Realizza così i  propri  Murales sia nel paese natio che nei paesi limitrofi. La sua ricerca dell’arte si estende anche all’ambiente, alla natura ed agli oggetti che ne fanno parte, come le pietre e da qui, prendendo spunto dalla Land Art crea il mondo dei suoi Pedrales.

La Land Art è una forma di arte contemporanea che nasce negli Stati Uniti, tra il 1967 e 1968, caratterizzata dall’intervento diretto dell’artista sul territorio naturale. Il contesto sociale in cui quest’arte nasce, così come per il Muralismo, di contestazione, ricalca la tensione e la sfiducia insita nel popolo avverso uno Stato che aveva perso di autorevolezza. Lo scopo provocatorio di quest’arte fu quello di creare un rapporto diretto con l’ambiente e con la natura, per ritrovare un continuum tra arte e vita e realtà quotidiana aprendosi alla cultura di massa e superando quella di élite, attraverso un processo di riflessione dei linguaggi artistici e del sistema dell’arte. La Land Art è il risultato di questo esperimento che si fonda  ed esprime anche attraverso altri movimenti artistici quali la Pop Art, Fluxus ed Happening, Performance Art e Body Art, Minimal Art, Land Art- Earth Works, Process Art, Arte povere, Arte Concettuale.

Gli artisti della Land Art, sono fanatici della natura, delusi dal modernismo metropolitano e desiderosi di valutare il potere dell’arte al di fuori dell’ambiente asettico degli spazi espositivi ed anche delle aree urbane intervenendo direttamente  nell’ambiente naturale, negli spazi incontaminati. Il loro scopo è quello di allargare il campo di azione dell’arte, fino a farlo coincidere con tutta la realtà, sia fisica che mentale. Ciò che è interessante osservare è il processo creativo che si compie, dato dall’agire sul territorio, mettendo in gioco un eterno rapporto tra uomo e mondo. Il concetto dell’opera statica viene superato, per divenire un’opera  mutevole nel tempo e nello spazio.  I land artisti, usano lo spazio e gli elementi naturali. I progetti realizzati sono perlopiù  scultorei, poiché creazioni tridimensionali, proiettate nel luogo e nel tempo.  Lo scopo è quello di rappresentare un’opera in cui il tempo e le forze naturali mutano gli oggetti ed i gesti.  Agire in luoghi solitari, abbandonati o intoccati, porta l’uomo all’analisi della sua limitatezza di fronte al cosmo. L’opera che si crea è perciò destinata ad un mutamento, quello ineluttabile della natura stessa che, con la sua forza assorbente ingloba a sé tutto. Alla fine, tale arte è solo concettuale, esiste perché immortalata in immagini poiché nel  suo luogo d’origine si è già trasformata..

I Pedrales di Maria Teresa Podde, concettualmente esprimono il senso dell’appartenenza all’ambiente, tipico della Land Art , dove le pietre vivono di vita propria. I colori, intensi e lo stile, ricordano quello dei murales ma, il limite espresso nelle pareti qui spazia per confondersi nella natura campestre ed andare contro il concettualismo  statico urbano.   I Pedrales, si trovano in luoghi isolati, in cui lo sguardo distratto dell’uomo e la sua opera indifferente verso il territorio, viene assorbito dalla forza della stessa natura.  Le pietre di Maria Teresa prendono vita, cariche di simboli arcaici e linguaggi inespressi, osservano il mondo circostante, alle volte enigmatiche, altre volte beffarde, in una presenza immutevole ed eterna finchè la natura stessa compirà il suo corso, attraverso la sua forza assorbente di ritrasformazione, per darle così  nuova vita..

Comunque la si esprima, l’Arte, compie il grande miracolo di lasciare a chiunque voglia coglierlo, un

messaggio universale.

Che sia espressione di tensioni sociali, di sentimenti ed umane tradizioni o, di armonia e fusione con l’ambiente circostante e del superamento dei limiti concettuali imposti, l’Arte è libera!; libera di esprimere ciò che vuole e di lasciare ai posteri un’eredità eterna ed inestimabile.

Buona  Arte a tutti!

                                                                                                                                                     Teresa Loriga

 


©Teresa Loriga

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