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INTERVISTA A EMANUELE GUZZARDI (Attore) di Stefania Ranieri

INTERVISTA A EMANUELE GUZZARDI (Attore)

 

Emanuele Guzzardi è nato a Roma dove da qualche anno si è diplomato presso “Il Cantiere Teatrale”. Ha inoltre frequentato per un anno uno dei prestiggiosi corsi della “Officina Pasolini”.
Numerose e differenti, per genere, le sue esperienze di palcoscenico.
Ma lasciamo che sia lui a raccontarsi……………….

  

  1. Ciao Emanuele, anzi Lele visto che tutti ti chiamiamo così!
    Ci racconti da dvoe, per te, tutto è cominciato?

 Avevo 19 anni ed ero in vacanza con una mia ex in un villaggio in quel di Teramo. Come ben si sa ogni sera c’è uno spettacolo diverso. Una sera c’era la “corrida” con gli ospiti del villaggio e per pura casualità (neanche volevo) veniamo iscritti alla serata.

           Bene da quella sera non sono più voluto scendere dal palco!

 

  1. Quanto credi che conti la formazione “in aula”?

 

La formazione in aula è importante perché oltre ad imparare dai vari insegnanti e anche dai compagni, ci si mette costantemente in gioco.

  1. Hai mai interpretato un personaggio per te “troppo stretto” o con il quale comunque non sei mai riuscito a stringere un vero legame?

 

Non mi è mai capitato perché cerco di trovare sempre il lato positivo del personaggio, proprio perché è raro che i personaggi scritti dai grandi autori siano solo buoni o solo cattivi.

 

  1. Oggi di Teatro si può vivere?

 

Questa è un’ ottima domanda alla quale non so rispondere; ma credo che se si riesce ad entrare nel giro delle grandi produzioni si può star bene per qualche mese.

  1. Hai preso parte a diversi cortometraggi per il web ,quali sono le differenze più importanti che hai riscontrato tra la recitazione davanti ad una telecamera e quella teatrale?

 

Uno dei “problemi” degli attori teatrali che recitano davanti alla macchina da presa, secondo il mio modesto parere, è la voce; perché chi recita a teatro è costretto a portare la voce per farsi sentire dal pubblico, mentre se si gira qualcosa per il cinema, televisione, web si è costretti a parlare come nel quotidiano, senza arrivare ai soffiati che sono la cosa che più odio.

  

  1. Molto spesso gli attori teatrali trovano grandi difficoltà nel rapporto con la telecamera, è stato così anche per te?

 

A me piace recitare davanti alla macchina da presa. Il segreto è sapere che esiste ma far finta che non ci sia.

 

  1. Se non facessi l’attore?

 

Me lo chiedo sempre e non riesco a pensarmi a svolgere qualsiasi altro mestiere.

  1. Prima di essere attori, questa è una mia ferma convinzione che puoi smentire se vuoi, siamo tutti spettatori. Quanto, da spettatore, oggi sei più esigente?

 

Non smentisco, anzi è importante andare a vedere spettacoli a teatro. Si, da quando ho iniziato la mia formazione sono molto esigente.

 

  1. Dai un consiglio ad un ragazzo che ha appena maturato la decisione di voler fare del Teatro la sua professione.

 

LASCIA PERDERE! Seriamente parlando, in questo momento il problema è che molti vogliono fare “ l’ attore” non sapendo neanche di cosa si tratti. Secondo me l’attore è sacrificio, dedizione, conoscenza ma soprattutto PASSIONE. Quindi se non si ha la vera passione per il palco è meglio lasciar perdere e cercare un altro lavoro.

  

  1. Ricordi la primissima battuta che hai pronunciato davanti ad una platea?

 

La mia prima battuta fu: “Così in foto vieni più alto!” Romoletto, REVOLUTION. 2012.

Grazie per la disponibilità Lele e SEMPRE MERDA!

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