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L’Arte della lavorazione del legno, attraverso un suo valido interprete: Claudio Verdoni da Roma – di Pasquale Solano

Claudio_verdOggi, cari Amici Lettori, prenderemo in considerazione una disciplina dell’arte, che sembrava accantonata e trascurata, ma che in realtà, ha origini antichissime e sono giunte a noi, opere immortali di inestimabile valore. Negli ultimi tempi, pare che molti Artisti italiani, si siano dedicati a questo tipo di arte: Parleremo quindi, dell’intagliatura su legno e di un suo valido Esponente, che sta facendo veramente tanta strada, in questo campo, affermandosi  con molti apprezzamenti  ed io, sono uno di quelli, che mi sono accorto, del suo particolare talento artistico: Non rimane altro che occuparci di:

L’Artista Claudio Verdoni da Roma, che nella foto sta eseguendo un tracciato, che servirà come orientamento, per una delle sue belle opere - Naturalmente si serve di uno strumentino, per intagliare e togliere il legno eccedente.

L’Artista Claudio Verdoni da Roma, che nella foto sta eseguendo un tracciato, che servirà come orientamento, per una delle sue belle opere – Naturalmente si serve di uno strumentino, per intagliare e togliere il legno eccedente.

Premetto, che per cimentarsi in questa disciplina dell’arte, occorre per ottenere dei buoni risultati, tanta ma tanta pazienza, costanza,  creatività e volontà di riuscire –  Di solito per questo genere di realizzazioni, gli Esecutori, prediligono un legno duttile, comunemente detto dolce, ricavato e preferito dalla famiglia delle Conifere, che si presta ad essere magnificamente lavorato –   I legni più indicati sono: L’abete,  il pino, l’obice, il Cimolo, il pioppo,il tiglio e tanti altri ancora, mentre quelli sconsigliati sono quelli denominati legni duri, in quanto non si prestano ad essere ben lavorati,come vorrebbe l’Artista e quindi comportano molti aspetti complessi –   I più comuni sono: Il castagno, l’ulivo, il pero, L’ebano, il noce europeo ed  il bosso – Naturalmente l’Artista intagliatore, sceglierà un campione da lavorare, in cui non sono presenti, gli antipatici nodi del legno e preferirà  invece un supporto, ricco di striature, che conferiranno all’opera, un  particolare carisma finale  di ornamento –  Tuttavia,   per procedere in opere di questo tipo occorre, una necessaria attrezzatura o strumentazione, che facilita la realizzazione.

Certo nell’antichità, non si disponeva dei  mezzi  o utensili,  anche elettrici che abbiamo oggi e occorreva molto più tempo,  per finire un lavoro – Innanzitutto, è necessario un banco da lavoro, come quello dei falegnami, disponendo quindi di morse per bloccare l’opera, durante la lavorazione: Per ottenere dei buoni risultati, sono indispensabili  però, questi  pratici strumenti:

Bulini, scalpelli, sgorbie e mazzuolo,che sarebbe un martello in legno –  Naturalmente consiglio di acquistare della carta vetro, da utilizzare,  a secondo delle esigenze, variando la grana, che se ben utilizzata,servirà a completare un’opera  e praticare successivamente a lavoro terminato, almeno una mano di vernice protettiva, facilmente reperibile in commercio –

Se poi desiderate conferire, quel tocco di antichità, vi consiglio di passare sul legno della gommalacca, ( vi dirò come si prepara),  quindi una mano di mordente ( noce scura è l’ideale) – Successivamente due mani di vernice trasparente opaca –

Come si prepara la gommalacca, per impermeabilizzare il legno, nel caso si dovessero restaurare dei mobili ?

Occorre per prima cosa, procurarsela in un negozio di ferramenta o in un  colorificio – Il negoziante, vi proporrà due forme diverse di gommalacca –   La prima si presenta  a scagliette  rotonde, che servono più come riempimento per piccoli fori o imperfezioni. La seconda invece sono sempre delle scaglie,dello spessore di un’ostia. Acquistate tranquillamente quest’ultima. Alcune ditte la propongono già bella e composta, anche se vi consiglio di farla voi: Almeno avrete maggiore soddisfazione –  Prendete un’albanella in vetro, munita di tappo per la chiusura e riempitela per ¾ di gommalacca, esattamente, quella che avete acquistata –  Aggiungete poi, fino a coprire la gommalacca, dell’alcool a 94°, reperibile sempre nel negozio dove avete acquistata la gommalacca ( In farmacia non lo troverete mai, dato che viene messo in commercio, quello per disinfettare,cioè’ a 90°.

Non girate il miscuglio per nessun motivo, anzi sigillate con il tappo .Se potete, ma non è necessario, fate riposare in un luogo  non troppo freddo,possibilmente in ambiente poco illuminato, per circa 6 ore. Successivamente, quando aprirete  il contenitore in vetro, noterete che la gomma –  lacca, si è sciolta e se volete, potete anche girare il composto con una piccola asta o bastoncino pulito. Assicuratevi che sulla superficie da trattare, non  sia presente della polvere: Quindi passate con un pennello la gommalacca e aspettate un’oretta.

Potrebbe anche succedere che, il legno assorbe molto materiale e se questo dovesse accadere, passate una seconda mano –  Quando passerete il mordente, con la tonalità desiderata, create con un pò di fantasia le striature, le quali a lavoro ultimato, sembreranno un prodotto del legno. Per ottenerle,la pennellata dovràessere, decisa e veloce,  con il pennello  non troppo carico di mordente –  Due mani successive di flatting opaco, concluderà felicemente  l’operazione –  Questo per quanto riguarda un mobile, un carrello in legno o una sedia  –

Molti artisti, che praticano l’intagliatura, esaltano invece, le forme delle loro opere, finalizzandole con la pittura opaca trasparente –  Questa vernice, conferirà all’opera, oltre alla bellezza estetica, protezione dalla luce e dagli agenti atmosferici esterni, tipo pioggia freddo o umidità –

Nel caso che accidentalmente l’opera dovesse rigarsi o presentare imperfezioni non previste, tipo fori, striature allargate, potete creare uno stucco speciale, chiamato appunto, pasta di legno, che per il basso costo, vi propongo di acquistare . Adoperate carta vetro fina per togliere gli spessori finali superflui –

Senza accorgermene,vi sto proponendo di diventare ottimi falegnami e restauratori:Detto questo, ricordate che ogni opera d’Artista Intagliatore, è un’originale, in quanto non potrà  mai essere riprodotta, su scala industriale, a meno che non si crei una matrice vera e propria –

Claudio Verdoni da Roma: ” Natività ”. H. cm 16 - L. cm 19 - Spessore supporto cm 5

Claudio Verdoni da Roma: ” Natività ”. H. cm 16 – L. cm 19 – Spessore supporto cm 5

Analizziamo ora, un’opera di Claudio Verdoni da Roma,così ci rendiamo conto delle sue potenzialità artistiche, in questo campo:

Nei secoli, tanti Artisti, più o meno famosi, hanno voluto, con le loro opere, rendere omaggio alla nascita di Gesù. Successivamente San Francesco d’Assisi, creò la rappresentazione del primo presepe, tradizione che è giunta, come ben si  sà,  ai nostri giorni. La scena lignea rappresentata dagli scalpelli del nostro bravo “ Verdoni”, riproduce lo stesso tema, con la variante che rappresentare la natività, lavorando il legno, richiede una particolare abilità,  maestria ed attenzione, oltre che un’infinita pazienza. Il nostro Autore, prima ha disegnato il progetto, servendosi di un bulino con punta d’acciaio, oppure ha inciso con un coltellino da taglio. Guardando la bellezza profonda e l’ omogeneità di una opera di questa portata, sono io il primo a togliermi il cappello, in segno di apprezzamento.

In effetti una realizzazione di questo tipo,in arte, viene denominata bassorilievo, in quanto le figure, sono poco profonde, mentre se  Claudio,  avesse staccato nettamente i  oggetti dal fondo, facendoli apparire in primissimo  piano, ossia abbastanza emergenti,  avremmo potuto osservare un’ altorilievo –  Per progetti di questo tipo,  occorre innanzitutto, tracciare un disegno, di ciò  che si vuole rappresentare e di solito, lo si fa,  servendosi di uno strumento chiamato bulino. Coloro che hanno maggiore padronanza della tecnica, usano invece il sistema tradizionale di un coltellino,che incide obliquamente la traccia  super giù  a 45°, su ambo il tracciato. Quando il disegno è stato rivelato, L’Artista provvederà  all’intaglio vero e proprio,cioè a togliere i legno eccedente ed iniziare adare la forma voluta, tramite l’uso di uno scalpello e del mazzuolo.

A questo punto, apparirà la sagoma del basso rilievo, non certamente finito e per farlo, l’Artista, si servirà di raspe, carta vetro di vari formati, lime per legno, stucco per legno addizionato ad un collante.per renderlo più stabile e resistente ed ancora l’utilizzo di qualche strumentino supplementare, per togliere le parti spesse e dare una forma plausibile ed accettabile,  su ciò che intende rappresentare .Tanti adoperano anche utensili elettrici, però durante l’uso, occorre fare molta attenzione. Solo una volta che lo Scultore ligneo, decide che la sua opera,è stata portata a termine,  allora passerà  alla stesura di una vernice, che proteggerà nel tempo il legno – Di solito una comune lacca va bene, anche se viene preferita una mano di Flatting lucida od opaca. Il legno però produce gli antipatici tarli, di cui si nutrono,fino a farlo diventare una sottile e fine segatura,appena percepibile al tatto. A questo inconveniente, si può procedere o rimediare,  in questo modo, per evitare danni maggiori, ad opera finita. Si prende il pezzo di legno da lavorare e lo si mette in un contenitore di plastica, tipo quei sacchetti neri, che adoperano gli Operatori ecologici.

Si spruzza dentro del  DDT e si deve chiudere ermeticamente il sacchetto, magari con una cordicella o uno spago qualunque, in modo che l’aria non  possa nè entrare,  nè uscire –   Si mette in un luogo fresco, possibilmente lontano da fonti di calore, tipo i raggi solari del periodo estivo, che potrebbero sciogliere l’involucro e far passare l’aria; quindi si lascia riposare per almeno 3 giorni. Molti restauratori, preferiscono iniettare del DDt o altro insetticida, con la siringa nel  piccolo foro,  causato dal tarlo, ma secondo me non concludono nulla, in quanto l’ago della siringa entra fino ad un certo punto e non viene valutato invece, che questo parassita del legno crea le sue microscopiche gallerie a zig – zag, quindi non in linea retta.

Procedendo invece come ho consigliato io, l’odore penetra dappertutto,  distruggendo anche le uova, depositate –   Il rilievo della ”  Natività ” del Verdoni, è proporzionato in scala, quindi rispettoso del le dimensioni reali ed anche la ”  Tondeggiatura  ” dei soggetti rappresentati, è finemente curata, distanziandosi da un effetto scenografico che allude alla semplicità e povertà della Sacra Famiglia  – L’effetto interno della grotta, è allegoricamente convincente, per poi distribuirsi nelle zone esterne alla scena – Gli animali rappresentati, sembrano addolcire la  “ Natività ”, in quanto molto avvicinati  al Pargoletto in fasce, offrendo l’illusione di scaldarlo, con la loro calda respirazione. In realtà, anche il mondo animale, volle rendere omaggio ad uno straordinario evento di queste proporzioni, circa due millenni fa, anche se ogni anno, celebriamo  il Natale,come una delle più grandi ricorrenze della Cristianità –

Di solito,nelle mie recensioni, parlo quasi sempre di dipinti, però  l’arte di “ Verdoni”, ci

Claudio Verdoni da Roma - “ Medusa”: bassorilievo su legno Bahia - Altezza cm 45 - Larghezza cm 38 – Profondità cm 5

Claudio Verdoni da Roma – “ Medusa”: bassorilievo su legno Bahia – Altezza cm 45 – Larghezza cm 38 – Profondità cm 5

sta facendo davvero incuriosire, per cui non mi rimane altro che prendere in esame, un’ altra sua realizzazione:

Esistono molte versioni nella mitologia greca, che parlano di Medusa, una delle tre Gorgoni,  cioè  tre sorelle, che avevano il potere di pietrificare, coloro che avessero incrociato il loro sguardo. Infatti Perseo, per decapitare la medusa, vide la sua immagine riflessa sullo scudo –  In Effetti, l’etimologia del termine Medusa, ha pura derivazione dal greco e dovrebbe significare Protezione,Guardiano. La sua immagine nel corso dei secoli,  venne  illustrata in un modo anomalo: Pur avendo sembianze umane, possiede una chioma composta da una massa di serpenti: Parla di lei Omero, nella sua Odissea, come pure Virgilio, nell’Eneide e la sua mitologica immagine, è stata raffigurata da molti illustri Artisti. Basta Pensare allo Scudo con testa di medusa del Caravaggio, o alla Medusa di Rubens, per non parlare poi di Scultori del calibro di Benvenuto Cellini  o del Bernini –  La fantasia, poi l’ha collocata in romanzi, film e nell’epoca dell’informatica, cioè  questa attuale, è stata anche inserita,  nei video – giochi.

Sul pianeta Marte, le sono state dedicate anche le Medusae Fossae  e una casa cinematografica d’importanza mondiale, acquistata da Silvio Berlusconi, porta il suo nome. Ogni Artista infine,  ha voluto dire la sua con la pittura. In una mostra durante il Festival di Sanremo, notai una bella scultura, che rappresentava la versione pittorica di Michelangelo Merisi: Per concludere  Claudio Verdoni da Roma, ci propone,la sua versione, con questo magnifico bassorilievo su legno Bahia –  Sicuramente, a prima vista,la visione, ci offre un effetto  iperrealistico  ed è normale in rappresentazioni di questo tipo.

A Qualcuno potrebbe suscitare sgomento, ansia e perchè no, anche qualche giustificata fobia –  I serpenti, vengono magistralmente raffigurati con una scrupolosa e dettagliata cura, anche nei  minimi particolari, mentre il viso femminile, pur mantenendo un costante riferimento ellenico,  ci riporta per i tratti somatici, allo stile egizio –  Le striature del legno,poi tonificano in bellezza naturale l’iconografia, garantendo un ottimo rilievo,che eccelle maestosamente nelle rifiniture –  Il nostro Autore, deve avere avuto un’infinita pazienza, nelle incisioni col bulino, sul corpo ossia come  ricavare le squame, che come potete ben constatare,osservano un preciso disegno geometrico, proprio come si presentano  questi  rettili, nella realtà. Ma c’è di più, cari Amici: le tonalità tra il corpo dei serpenti ed il viso femminile, sono differenti e qui il nostro Autore,  ha voluto giocare il suo asso nella manica in fatto d’arte –  Noi, da buoni Osservatori, ne prendiamo coscienziosamente atto, assicurando  il nostro più totale rispetto artistico, ad un Autore di questa portata – Sinceramente credo che seguirò  Il” Verdoni” ed  a breve, proprio su questa rivista, gli  dedicherò un’intervista, almeno cari Lettori, avremo il modo di conoscerlo meglio. Sono più che sicuro,che sarete d’accordo con me –

Claudio Verdoni da Roma, è  un’Artista autodidatta,cioè che si è imposto e creato  da sè, senza frequentare corsi appropriati di incisione. Non per questo è in coda a nessuno, in quanto la storia, documenta  che molti Autori, sono emersi, senza uno studio specifico ed oggi, molti di loro, vengono considerati e studiati negli Atenei  di  tutto il mondo. Il “ Verdoni”, già dalla prima infanzia, sentiva la necessità di esprimersi con le sue sculture ed in età scolastica, già con il das e le argille, dava vita alle sue prime creazioni, che naturalmente sorprendevano i suoi Insegnanti –  Col trascorrere del tempo, ha voluto confrontarsi con la difficile arte dell’incisione sul legno e dalle prime pirografie, ha voluto creare i suoi tuttotondi.

Affascinato dall’arte del rilievo, si è talmente immerso in questa disciplina, che allo stato attuale, è diventata il suo campo di battaglia preferito –  Anche un’ Intagliatore, come un Pittore, riesce con  scalpelli, mazzuolo e borchie alla mano, ad esprimere il proprio stato d’animo o ciò che vuole artisticamente rappresentare. La scultura lignea, è un ramo dell’arte molto difficile da seguire, ma non Per Claudio Verdoni da Roma, che con queste sue magnifiche opere,c i ha regalato un grande saggio di maestria, mentre noi siamo convinti, che farà ancora,  tanta  ma tanta strada, nell’olimpo dell’arte –

Claudio Verdoni da Roma, nella sua umiltà artistica, a differenza di molti altri suoi Colleghi, non è alla rincorsa o alla ricerca della celebrità, o dei vani sogni di gloria,  che lo collocherebbero sul piedistallo dell’arte, per cui si autodefinisce,  uno: ” Scultore per caso” –  Se troverete qualche bassorilievo o tuttotondo, firmato con questo pseudonimo, sappiate che in realtà,  è  proprio lui –  Grazie –

Eccovi altre sue realizzazioni lignee:

Claudio Verdoni da Roma:” La Vanità ” - Tuttotondo eseguito con legno di quercia - H - Cm 29 - Circonferenza nel punto massimo di cm 25Quest’opera è stata ricavata, basandosi su quella originale –

Claudio Verdoni da Roma:” La Vanità ” – Tuttotondo eseguito con legno di quercia – H – Cm 29 – Circonferenza nel punto massimo di cm 25

Grazie per avermi letto: Pasquale Solano.

(PS –  Autorizzo la diffusione,  nonchè   la pubblicazione di questa mia recensione, sul Museo dell’Arte: Quindi i Signori Michele Sirca e Teresa Loriga, hanno la facoltà esclusiva,  di renderla nota, solo per fini promozionali,  dell’Autore di cui ho parlato: Grazie)

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1 Comment

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  1. L’ arte espressa dallo scultore Verdoni Claudio e’ ispirata dall’amore e dal rispetto per la natura il legno che ha saputo ” piegare ” esprimendosi e regalandoci calde emozioni.I suoi lavori sono bellissimi e mi piacciono da morire.

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