Museo dell'Arte

Arte - τέχνη - art - kunst - искусство - アート

Maria Teresa Tedde da Sassari, di Pasquale Solano

 

 

Dalla mia Residenza, in San Nicola Arcella (CS), oggi giovedì 15 marzo 2018, per Grazia di Dio, desidero far conoscere al grande Pubblico, attraverso le pagine di questa nota rivista, l’estro letterario della Poetessa Sarda:

 

Oggi cari Amici Lettori, ci occuperemo di un’Autrice veramente fuori dalla norma, ossia dalla comune retorica poetica, che ci viene proposta periodicamente su larga scala, dalle riviste del settore, se non dai rotocalchi specializzati del mondo della letteratura. Cosa voglio intendere lo capirete, man mano che procederemo con questa intervista. Come al solito, ringraziamo la rivista ”Il Museo dell’Arte ”, per lo spazio culturale che disinteressatamente ogni volta  mette a nostra disposizione, con il suo Staff, Redattori compresi e tutti coloro che si adoperano per promuovere l’arte e la letteratura in questo contesto. Da tempo ormai faccio anche io parte di questa grande famiglia, in qualità di Critico Opinionista e so che i miei articoli, con le mie interviste sono molto seguiti, il che onora non solo il Sottoscritto, ma anche il Direttore Michele Sirca e la sua Gentile Collaboratrice Signora Teresa Loriga – Cari amici, vi posso assicurare che la nostra intervista, ha qualcosa di insolito e vi spiego il perché: La rivista è Sarda, il Direttore e la sua Collaboratrice pure e guarda caso, pure l’Intervistata Maria Teresa Tedde: Quindi giochiamo in casa.

Dopo questi brevi preliminari, ci apprestiamo a conoscere la Poetessa Maria Teresa Tedde da Sassari:

La Poetessa Sarda Maria Teresa Tedde in una foto recente, durante un reading poetico.

Notate la profondità dello sguardo, in quegli occhi che sembrano descrivere un punto indefinito, pure se visti da una certa angolazione. Da questo secondo me, possiamo dedurre che, Maria Teresa  è l’immagine Vivente della poesia, se è poi vero, come dice il proverbio, che gli occhi sono lo specchio dell’anima – Almeno a me, questa’immagine suggerisce quest’impressione).

Prima di entrare nel vivo del suo estro poetico, impariamo a conoscerla, attraverso una sua  sintetica biografia:

Maria Teresa Tedde, Docente in pensione, vive a Sassari e si dedica senza riserve a mettere “nero su bianco”, i suoi versi di amore e di rinascita di speranze ed a esprimere emozioni universali con la schiettezza di chi non sa e non vuole calzare maschere o armature, dando perciò voce a sentimenti immediati e non filtrati dalla ragione. Ha scritto anche racconti e romanzi, con uno dei quali ( A /R ovvero viaggio con andata e ritorno) si è classificata terza al concorso letterario “ Il Giunco – città di Brugherio (Milano). Ha pubblicato tre libri di poesie: Suggestioni d’anima (youcanprint edizioni) Il Volo dell’Aquila – La Luna nel Cerchio (youcanprint edizioni) Azzurri fili d’oro ( CTL editore), mentre è in procinto, di pubblicare la quarta silloge. Molte sue poesie sono state inserite in Antologie e, dietro selezioni, ha partecipato a diversi readings poetici in varie città italiane (Milano, Torino, Firenze, Collinas (Oristano), Cagliari, Sassari, Como, Busto Arsizio). Si è classificata terza al XXV Concorso di Poesia “Arci ASSOCIAZIONE CULTURALE CULLEZIU” di Sassari, nel maggio 2017. Gira per la Sardegna e per l’Italia su richiesta di presentazione dei suoi libri, già proposti a: Roma, Milano, Biassono (Monza), Sassari, Telti (Olbia), Porto Torres, Bolotana  (Nuoro), Nuoro, Cagliari.

Ecco invece come la descrive la Giornalista Giulia Cantarella Girardelli, in un suo articolo di qualche tempo fa:

 

Energica, genuina e spontanea, Maria Teresa Tedde è una donna con la D maiuscola. Eclettica nel vestiario e alquanto singolare nella sua chioma azzurra, come il mare ‘glamour’ di Stintino, Maria Teresa ha fatto della poesia una forma di comunicazione per trasmettere ai suoi lettori momenti di vita vissuti ed emozioni indossate e, oggi più che ieri, non più trattenute e taciute. La poesia e il suo accostamento di parole, i versi legati al suono musicale e la capacità di esprimere concetti e stati d’animo in maniera evocativa e terapeutica; Tedde fa centro, mentre le sue parole sono come un balsamo, che scuote e ammorbidisce le coscienze annodate in universali minimi comun denominatori: l’amicizia, la vita e soprattutto l’amore. Maria Teresa ci insegna che non c’è età per i sogni: “se sei capace ad amare le tue giornate, la bellezza della natura, degli animali, di un fiore e di ogni incontro umano, allora sì che hai veramente trovato il seme segreto della felicità”.

 

L’Accademia Internazionale degli Empedoclei, Istituto Superiore di Studi Filosofici di Agrigento, il cui  Rettore e Presidente  è l’Illustre Docente Alfonso Mula, (che qui saluto), dopo un’approfondita valutazione sul percorso poetico- letterario della Poetessa Sarda Maria Teresa Tedde da Sassari,ha deciso di renderle omaggio,con questo ambito riconoscimento:

 

 

A questo punto, penso sia doveroso da parte mia, farvela conoscere attraverso un’intervista, così senza far rumore, entreremo in punta di piedi, nella dolce poesia della sua anima .Vi anticipo che vi sorprenderà davvero, per come sa scrivere- Avrete la netta sensazione come  è successo a me, che i suoi versi, siano a voi indirizzati: Vi assicuro che vi sentirete Veri Protagonisti. Questa Autrice come sopra menzionato nell’articolo del giornalista, saprà entrare nei vostri cuori e sbalordirvi davvero, credetemi, con la potenza comunicativa, dei suoi messaggi.

 

Sento a pelle, che sto stuzzicando un poco la vostra curiosità, quindi partiamo subito con l’Intervista:

Domanda- Buona giornata Maria Teresa e Benvenuta in questo fantastico salotto Culturale-letterario, in cui oggi avremo l’onore di parlare di te e del tuo meraviglioso mondo poetico: Siamo più che sicuri, che riuscirai a farci sognare, con i tuoi versi. Offrici un’anteprima, parlandoci un po’ di Te e della tua meravigliosa Terra di Sardegna, alla quale naturalmente sei molto legata.

 

Risposta- Buongiorno a te Pasquale Solano, pregiato critico d’arte che mi onori della tua attenzione in questo importante Salotto Culturale – letterario.

Mi presento con questi miei versi pubblicati nella mia seconda silloge “Il Volo dell’Aquila, la Luna nel cerchio” perché mi rappresentano

“Non riesco a togliermi la giovinezza di dosso.

Si infiltra tra le rughe seminate nel dolore

impasta i miei sfacciati capelli bianchi

e ride ad ogni angolo di cuore.

E non riesco, no, non riesco a togliermi

la giovinezza di scoprire la vita

prima che sia finita”

 

Ecco, sono una Insegnante in pensione che ha ritrovato la libertà da orari e doveri di varia natura e che, radicata nelle mie rocce sarde di grezzo granito, nei soffi anche turbolenti del mio maestrale, nell’ azzurro del mio eterno amante- il mare – nelle distese infinite di cielo,

nei prati arsi di sete, nel silenzio che mi circonda fra gli ulivi pazienti, ha riscoperto quella parte di sé soffocata dalla vita.

E la mia Terra mi incanta, mi culla, mi protegge.

 

Domanda-  So che ora sei in pensione, però qualche anno fa, ancora insegnavi nella scuola pubblica. Tra le materie che proponevi ai tuoi allievi, mi hai confermato Lettere, ossia Lingua italiana, nelle sue varie discipline. Il tuo percorso scolastico è iniziato molto presto. Infatti mi hai parlato in privato di aver insegnato nelle elementari, per poi fare un salto di qualità, nelle superiori, dove ti sei professionalmente parlando, trovata più a tuo agio ? Rimpiangi qualcosa di quel periodo?

 

Risposta-  Si, all’età di diciannove anni ho sostenuto il Concorso per l’Abilitazione all’insegnamento nella scuola elementare (allora la dicitura era questa), superandolo brillantemente e passando di ruolo a venti anni.

Mi son ritrovata ad insegnare con passione, utilizzando metodi alternativi per  ben trenta anni: ma poiché la mia molla vitale é la passione e l’entusiasmo, alla fine sentivo che andava scemando e, seppur quasi cinquantenne, mi son buttata a capofitto nello studio per partecipare al concorso per l’abitazione all’insegnamento di italiano e storia alle scuole superiori ( mi ero laureata in pedagogia con indirizzo psicologico mentre insegnavo): superata anche questa sfida, seppur con voti medi ( ero assuefatta ad exploit…) visto il poco tempo  intercorso fra il risultato dello scritto e la data dell’ esame orale, ho fatto il grande salto.

Ho amato il mio lavoro ricavando grosse soddisfazioni sia nel campo elementare che nelle superiori ed anche a posteriori posso affermare che ho scelto per davvero il lavoro adatto a me ed alla mia indole.

Ho stabilito sia coi bambini che con i ragazzi, un rapporto di amore consapevole e quando le cose si fanno con passione tutto diventa più semplice.

Non voglio auto-incensarmi (anche se poi lo sto facendo…), credo di aver peccato forse nella preparazione curricolare alle superiori, perché insegnando in scuole professionali, dove l’interesse per la letteratura e la poesia era alquanto scarso, avevo escogitato metodi “empatici ” per aprire queste porte a ragazzi disinteressati: Avevo fatto scrivere loro alla lavagna i valori in cui credevano.

Ne erano scaturiti ” Amore, musica, ballo, sballo, amicizia, lettura, natura, sesso…”

E da lì mi sono agganciata, dicendo che gli scrittori ed i poeti esprimevano questi valori.

Li ho portati nel prato in primavera chiedendo loro di scrivere o versi o prosa che manifestassero il loro sentire.

Che belle esperienze! Si sono soddisfatta, forse l’insegnamento è stata la cosa che più mi è riuscita nella vita e non ho rimpianti, soltanto bei ricordi immortalati in un racconto-resoconto

” E non andartene prof.” Chiuso in un cassetto.

 

Domanda-  Finalmente dopo una vita dedicata alla scuola, ora è giunto il tempo di dedicarti meritatamente un poco a te stessa-  Io penso e sono sicuro di non sbagliarmi, che la poesia sia nata con te, cioè a mio avviso sei nata con la penna in mano. Quando ho letto le tue prime poesie, tra me ho detto: ”Finalmente leggo qualcosa di veramente sentito, questa Autrice a mio avviso è di serie A”. La domanda che vorrei porre a proposito è questa: Sentivi già da ragazza o da bambina, la voglia di scrivere, oppure hai scoperto questo tuo desiderio o passione in seguito?  Illustraci un po’, da cosa nasce la tua poesia e la vocazione che percepisci ispirandoti ad essa.

 

Risposta- La scrittura è stata la mia forma di vera comunicazione sin da bambina: In collegio, come figlia orfana di ferroviere dall’età di sette anni, strappata agli affetti e inviata “in Continente” (per il mio bene, disse mia madre e solo a tarda età compresi ed accettai) fino al diploma di maestra elementare, comunicavo con mia madre ed i miei fratelli attraverso le lettere, a stretto giro di posta.

Ho sviluppato così la mia predisposizione alla scrittura, ma non in versi.

Però un mio fratello, che scriveva racconti e poesie, mi diceva che ero poetica nelle mie descrizioni e narrazioni.

La Poesia ha fatto la sua comparsa circa sette anni fa: improvvisa e irruenta, é entrata a gamba tesa ad un mio risveglio mattutino e non mi ha più abbandonata.

Sono sua umile serva, lei bussa al mio cuore ed io scrivo.

I miei temi sono l’amore in ogni sua forma, la tristezza o il dolore vissuti ma mai palude in cui immergermi e auto-commiserarmi, bensì visti come momenti salienti di esperienza, di crescita e di creazione del mio essere nel qui e ora.

Anche poesie inizialmente malinconiche, finiscono sempre per capovolgere quello stato e ribaltarlo in Speranza e Fiducia nell’ oggi e nel domani, con leggerezza quasi adolescenziale, lo so.

Il tutto non calcolato né costruito ad hoc, avviene spontaneamente come il passaggio dalla oscurità alla luce.

Ora la Poesia é la mia inseparabile compagna, il mio sostegno, il mio nutrimento, il mio svago, il mio entrare in contatto profondo con le persone che mi leggono o che partecipano ai miei vari readings o presentazioni delle mie sillogi, la mia occasione di viaggi sempre più frequenti su richiesta o selezione poetica.

La

Mia

Vita-

Domanda- Tu, hai insegnato tanti anni e mi sembra obsoleto, porre alla tua attenzione la seguente domanda, comunque voglio sentire la tua opinione. C’e’ un Autore, che preferisci in particolare, tra quelli che proprio la scuola italiana, ci ha proposti?

Risposta- Oh siii!!!

Ho iniziato ad innamorarmi dei Cavalieri della Tavola Rotonda, di Ginevra ed Artù, dell’amore clandestino…e poi mi son sentita attratta dall’ Inferno dantesco, nello specifico da Francesca e Paolo: Non mi andava molto a genio la loro eterna condanna conseguente ad un amore genuino, al contrario di quello ” regolare” di interesse.

E poi mi conquistò il Dolcestilnovo, la donna angelicata tanto amata ed esaltata.

Essendo in collegio, non avevo testi o romanzi cui attingere, né libere trasmissioni televisive; dunque erano proprio gli studi scolastici la mia fonte di conoscenza.

Così ho amato, tanto, Leopardi che comprendevo col cuore, poco D’ Annunzio e i poeti futuristi.

Poi, quando da sola ho scoperto Saffo, che ai tempi era clandestina, ho percepito la bellezza della Poesia.

Solo a studi ultimati e nei pochi mesi di libertà da lavoro, matrimonio e figli, ho potuto assaporare poetesse e poeti vicini al mio animo: Alda Merini, Viviana Lamarque, Garcia Lorca, Quasimodo, Pablo Neruda ah Neruda…e tanti altri-

Domanda- Di solito ogni Autore che si diletta nei suoi versi e la storia della letteratura, ampiamente lo dimostra, racconta attraverso i suoi scritti o componimenti poetici, qualcosa di suo o del suo vissuto, cioè di Autobiografico. Anche tu osservi questa procedura con qualche tua poesia, o ti senti come tanti uno spirito poetico libero, che propone odi, il cui messaggio può migliorare, quel tenore di vita che stiamo vivendo?

Risposta- Per quel che concerne romanzi e racconti, scrivo molto di fantasia, con si qualche episodio autobiografico o con episodi di esperienze di amici che però rielaboro e trasformo.

Per la poesia sono alla mercé della emozione del momento, sia di tipo personale che sociale e non sempre l’emozione tiene conto ragionieristico dei fatti, ma li vive e li mette in versi in modo viscerale.

A volte mi basta osservare uno sguardo, o dare o ricevere un abbraccio, vedere un mendicante piuttosto di una foglia che mi parla nel silenzio o il mare…oh si, il mio mare, o la mia cagnetta col suo dolce sguardo, la parola di un amico, un sogno, un amore lontano, un bacio dei miei nipoti, un passo di danza…un ballo improvvisato in una piazza sconosciuta con un amico che ti tiene per mano, un profumo, una canzone, un barcone che affonda vite e speranze, una mostra di quadri famosi, un dipinto che mi accarezza gli occhi, sculture famose che parlano ancora…

Non mi pongo obiettivi di cambiare gli altri o la società per quanto ingiusta, questo è stato un ideale di gioventù per cui ho lottato.

Credo che esprimere emozioni di gioia e di speranza in un mondo in cui sembra che tutto vada a picco ed i mass media sottolineano sempre e solo notizie pessimistiche da rotocalco nero, alimentando paure e cancellando speranze, ecco credo sia questa la vera rivoluzione poetica ed a me sembra di farlo in modo spontaneo: incentivare cambiamenti attraverso sogni, speranze di un presente non più ingessato-

Domanda- Sono a conoscenza, che la tua presenza viene richiesta in importanti readings poetici, specialmente nell’Italia settentrionale. Il fatto che stai attraversando un periodo poetico pieno, come lo definisco io, ha influenzato sul tuo stile di vita, ossia ti senti poeticamente realizzata, nel sapere che il settore italiano della letteratura, ti stia rendendo omaggio, collocandoti pian piano su un ipotetico quanto importante podio poetico – letterario? Che effetto fa, essere considerati dall’opinione pubblica o trovarsi sotto i riflettori? Dovrebbe essere una sensazione magnifica, secondo il mio punto di vista-

Risposta- Il mio stupore ha avuto inizio su Facebook, allorquando cinque anni fa, fui sollecitata da un amico Pittore italiano che vive a Parigi – Giacomo Miceli, cui sono sempre grata- a pubblicare il mio primo libro di poesie ed andare a presentarlo a Parigi in un convivio artistico (pittorico, scultoreo, fotografico e poetico), in una galleria della città.

Avevo mai pensato di arrivare a tanto?

Sinceramente no. Nè pensavo di pubblicare altre tre sillogi e di aver materiale per moltissimi altri libri, né di essere selezionata per numerosi readings in varie città italiane, né di fare numerose presentazioni personali. Ed ogni qualvolta accadeva o accade, io mi sento come “Quando i bambini fanno ooohhh… che meraviglia, che meraviglia” .

Mi stupisco, mi emoziono e mi nasce sempre una profonda gratitudine verso la vita ” che mi sta dando tanto”.

Inoltre mi ha emozionata immensamente anche il fatto di essermi classificata terza nel concorso poetico della mia città – Sassari – e di essere stata richiesta per ben sette volte, in questo 2017, a presentare la mia terza silloge “Azzurri fili d’oro” nella mia terra.

Avevo esordito due anni fa nei locali museali “La Frumentaria”di Sassari insieme ad una mostra pittorica del Pittore materico Maestro Pier Domenico Magri che fa Pitto – sculture, Creatore del Neo Spazialismo Cosmico, evento creato per opera dell’Associazione Paco Mustela di Sassari, col patrocinio del Comune di Sassari.

Così ho proseguito nel mio Volo.

Quando mi trovo sotto i riflettori, tremo, più per l’emozione che per la paura: ma poi il silenzio attento degli ascoltatori, le parole che mi dicono alla fine, la condivisione di loro esperienze, l’empatia…si, mi affascinano e mi ricaricano!

Un segreto?

Prima di ogni mio intervento mi isolo mentalmente, mi raccolgo, mi concentro sul respiro e chiedo assistenza affinché i miei versi giungano ai cuori.

Domanda- Sai meglio di me, che le tue poesie, mi hanno toccato il cuore, al punto che, ho voluto esprimermi, con delle recensioni appropriate, che sono state da te ampiamente poi gradite. Stavolta invece, preferirei che commentassi tu in prima persona, questo tuo componimento poetico, in quanto so già in partenza, che te la caverai egregiamente:

 

Risposta- Si, confermo il mio apprezzamento per le tue recensioni che sanno entrare nella sostanza delle mie poesie, denotando una tua innata capacità introspettiva nei confronti dell’autore che osservi nei movimenti interiori e psicologici, l’ho notato anche in altre tue recensioni e te ne rendo merito.

Rispondo ora alla tua richiesta cercando di commentare questi miei versi, cosa che faccio molto di rado, poiché preferisco la libera interpretazione di chi mi legge.

La Poesia ” Saprò ” è una sorta di abbandono/accettazione della vita nei suoi aspetti reali che seppur non piacciano, vanno accolti ed accettati per quel che sono.

Anche le bellezze che la natura elargisce vanno ammirate con la consapevolezza di essere noi un granello nell’infinito.

Ma c’è una cosa che so e posso fare: guardarmi allo specchio in senso metaforico, vedere me stessa per quello che sono, fragile a volte, coraggiosa altre volte, dipendente e indipendente, tenera e aggressiva, volitiva e inerme, libera e sola, giovane nel cuore e verso il declino degli anni che scorrono veloci.

E guardandomi da questa prospettiva senza sconti, saprò davvero accettarmi fino in fondo così come sono e sapermi riscaldare il cuore senza più una presenza amorosa al mio fianco con cui condividere la vita?

Domanda- In realtà cara Maria Teresa, cosa rappresenta per te la poesia, una voce dell’anima, un sorprendente effetto momentaneo d’ispirazione, oppure in taluni casi potrebbe essere uno sfogo? Te lo sei mai chiesto?

Risposta- Non credo di poter fare una netta demarcazione fra i tre aspetti da te elencati caro Pasquale: sono fermamente convinta che la mia Poesia sia la Voce della mia anima, che con tumulto ora si esprime, perché forse repressa per tanti anni seppur inconsciamente. Forse bussava da tempo, inascoltata e lei ha saputo spalancare la mia porta e imporsi.

“Ci sono ed ora mi ascolti e mi liberi dagli anfratti oscuri delle tue riserve mentali e psicologiche”

E l’ha fatto e lo fa con tanta forza da farmi sua compiacente schiava.

Sfogo?

In taluni versi può essere, ma sempre collegato alla urgenza di portare a galla sentimenti ed emozioni che alla fine sono universali e pertanto divengono rinascita.

Domanda-  Da quanto risulta pare, che tu abbia hai già pubblicato diversi libri e ciò sta a dimostrare, che già hai una tua particolare identità sociale, nel firmamento letterario italiano, quindi ormai sei abbastanza nota. Quale degli eventi ai quali hai partecipato ti ha dato maggiore soddisfazione? Cos’hai in programma per il futuro?

Risposta- Si Pasquale, ho pubblicato un romanzo e tre sillogi e la quarta è pronta per la stampa.

In realtà scrivo talmente tante poesie ogni giorno, che potrei pubblicarne molte ancora.

Non so quanto sia nota in senso lato, so che ho un seguito di persone di genere e di età diverse che apprezzano le mie poesie e le sentono proprie e questo mi rende felice, è la mia coppa che innalzo al cielo per ringraziare.

Ho partecipato a molti eventi e sempre più ho richieste: spero di essere sempre in forma per poter viaggiare ovunque mi chiamino e così condividere i miei sogni.

L’ evento che maggiormente mi ha soddisfatto è stato quello svoltosi all’aula magna dell’Università di Sassari, la mia città.

Come ti ho già detto sono stata premiata come terza classificata ad un concorso…

Smentendo così il detto” Nemo propheta in patria “.

Aula gremita di persone, con la Giuria completa sul podio, persone di spicco che ascoltavano, amici, familiari…

Mi sembrava di essere stata catapultata indietro nel tempo, alla mia tesi di laurea e poi a quella di mio marito e poi ancora a quella di mio figlio, la quadratura del cerchio, insomma.

Il futuro?

Non programmo, lascio che sia e accolgo

ciò che la Vita vorrà offrirmi ancora.

Sono qui e le mie porte sono aperte.

Domanda- Se dovessi dare un consiglio alle nuove generazioni, per quanto concerne il mondo della poesia, cosa proporresti?  Secondo te, scrivere versi, potrebbe avere un futuro? Sia bene inteso, ti pongo questa domanda, solo per farti notare che l’interesse allo scrivere poesie, allo stato attuale e con l’avvento dell’informatica, è diminuito notevolmente.

Risposta- La Poesia ora più che mai è un prodotto di nicchia da un lato, una rete bucata dall’altro: i giovani, come tu dici, sono attratti da materie informatiche in genere ed è per questo che bisogna utilizzare anche questi mezzi e divulgare, chi ha orecchie per intendere ascolterà, ma da ex docente ritengo che debba essere la scuola a proporre ed avvicinare i ragazzi alla poesia.

Penso anche al Rep che presenta a volte vere poesie nella sua forma ossessivo – espressiva.

A tal proposito cito l’ultimo evento poetico cui ho partecipato a Busto Arsizio nel Liceo coreutico e nella scuola media con la premiazione di tre poeti in erba che hanno scritto poesie sul tema dell’evento “

La Pace nel mondo”.

E poiché credo con tutta me stessa nei valori formativi di ogni Arte, dico che la poesia è il verde dell’anima, l’approdo del

guerriero, il respiro del mondo, il sogno realizzato e potrà avere momenti di

crisi, ma sarà eterna e so che su questo tema il nostro sentire è condiviso.

                                                            Conclusione

 

Ormai cara Maria Teresa, siamo arrivati alla fine dell’intervista; personalmente mi ritengo abbastanza soddisfatto e credo lo siano anche i Lettori. Le tue risposte sono state esaustive ed hai avuta l’occasione di farti conoscere finalmente su ampia scala. Questo tuo intervento, sarà alla portata di tutti, il che vale a dire, che Coloro che non hanno letto oggi, potranno farlo in seguito, dato che l’articolo rimarrà per sempre, sotto la visione di tutti e soprattutto alla portata di mano. Chiunque nel mondo potrà leggere con piacere e quando lo desidera, la nostra intervista. Mi congedo con un fraterno abbraccio poetico da te, che ripeto, sei stata all’altezza della situazione, ringraziando ovviamente la rivista IL MUSEO DELL’ARTE, con il suo Direttore il nostro carissimo amico Michele Sirca, nonché la sua Valida Collaboratrice, Signora Teresa Loriga. Infine cari Amici Lettori, il mio saluto con una stretta di mano individuale, è rivolto a Voi, che siete la vera anima, di questo giornale. Con un artistico abbraccio fraterno, vi do’ l’appuntamento al prossimi numero, grazie. Dio, benedica la nostra Arte e sia nel suo divino disegno. che possiamo portarla avanti sempre, con orgoglio e professionalità-

I saluti finali, certamente li lascerà l’Interessata, questa bella Figura, di cui ci siamo occupati oggi, indiscusso Orgoglio Poetico –Letterario, della Regione Sardegna –

Ringraziarti per il modo in cui mi hai posto le domande e per la loro profondità mi è naturale, caro amico Pasquale Solano.

Mi hai dato la possibilità di far conoscere ai lettori come ” funziona ” il mio pensiero e quel che sono: grazie di cuore.

Grazie al Direttore della importante rivista IL MUSEO DELL’ ARTE, Michele Sirca e la sua collaboratrice Teresa Loriga: la nostra comune terra sarda ci ha fatto incontrare in questo abbraccio poetico, ve ne sono immensamente grata.

A voi lettori?

Non vedo i vostri volti, ma sento i vostri cuori e vi dico ” grazie” per la vostra attenzione, per avermi letta, per avermi dedicato il vostro tempo: spero di potervi incontrare di persona magari durante una futura presentazione…che così sia.

Vi abbraccio da amica sincera

Maria Teresa Tedde –

(43)

(Visited 56 times, 1 visits today)
 

Disclaimer

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. Le informazioni contenute in questo sito, pur fornite in buona fede e ritenute accurate, potrebbero contenere inesattezze o essere viziate da errori tipografici. Gli autori di museodellarte.it si riservano pertanto il diritto di modificare, aggiornare o cancellare i contenuti del blog senza preavviso. Gli autori non sono responsabili per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post. Verranno cancellati i commenti ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy e, in ogni caso, ritenuti inadatti ad insindacabile giudizio degli autori stessi. Alcuni testi o immagini inserite in questo sito sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via email. Saranno immediatamente rimossi. Gli autori del sito non sono responsabili dei siti collegati tramite link né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Museo dell'Arte © 2016 Frontier Theme