Museo dell'Arte

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Nuova critica alla mostra di Stefania Vena – di Pasquale Solano

E’ stato per  me e lo dico convinto e con orgoglio,un felice motivo professionale. aver presentato, assieme ad altri validi  Relatori, la mostra: ”Ritratti dell’Anima”, dedicata all’Artista Stefania Vena da Cosenza, in una location di prestigio, come il Museo delle arti e dei Mestieri di Cosenza.

Ho avuto modo di conoscere magnifiche Persone, con le quali esisteva già, un buon rapporto di amicizia virtuale. Le ho abbracciate una per una, manifestando la mia profonda commozione. All’Amico Andrea Fabiani, ho spiegato uno dopo l’altro, i dipinti presenti nella mostra . Sarà un’esposizione o meglio ancora il ricordo di una mostra, che lascerà  un profondo e felice riverbero, nella mia anima, ve lo posso garantire. L’ho confermato subito, all’inizio della mia oratoria, nel Museo, che l’Artista Stefania Vena, si differenzia dai suoi Colleghi, che hanno proposto da sempre, ottime paesaggistiche, nature morte, nudi, scorci panoramici, ritratti ed altri soggetti ancora,che passano dal semplice figurativo, fino a confluire nell’arte contemporanea.

La” Vena”, laureata all’accademia di Catanzaro, invece propone un suo stile di vita, con annessi stati d’animo, che hanno segnato indelebilmente la sua esistenza di Donna e soprattutto d’Artista. Tutta la sua produzione artistica, ha un comune denominatore, ossia la conquista di una sottintesa libertà, che da soggettiva, viene proposta al giudizio collettivo, come progetto di vita, specialmente nell’universo femminile.

La Donna,tempio della vita ed insostituibile Compagna dell’Uomo, nel corso dei secoli, ha subito violenza, non solo di ordine fisico, ma anche psicologico, che e’ molto più terribile, del primo. Il Patriarcato, secondo un’errata interpretazione di natura anche religiosa, ha penalizzata la sua immagine e presenza, facendola arrivare  pure al sacrificio ed al martirio.

E’ stata resa schiava, umiliata, derisa, solo per essere nata donna,quindi in una condizione,a detta di alcuni Benpensanti, d’inferiorità. Ci ricordiamo di lei, nel renderle il dovuto omaggio, nella festa della donna o quando magari in un letto d’ospedale, partorisce un figlio, ma poi la violenza continua imperterrita il suo corso .  Dobbiamo portarle rispetto e ringraziare Dio, della sua Presenza nella nostra vita.   Senza lei, la vita si spegnerebbe, sul pianeta terra.

Il soggetto principale nei  dipinti di Stefania Vena, e’ proprio il senso di una libertà  da conquistare, troppo spesso calpestato e se quel sogno, non potrà  mai realizzarsi nella realtà  umana, Stefania, da grande Artista qual’e’, si può permettere il lusso, di realizzarla con i suoi colori, probabilmente come una forma di protesta cromatica .   Si dice,che un’Artista, “sposa”, l’arte,nel giorno in cui propone al pubblico, la sua prima esposizione e tale data, viene riconosciuta dal mondo dell’arte.

Vi assicuro che Stefania  Vena, ha iniziato un percorso artistico, da classificare tra le maggiori Firme del firmamento artistico italiano e sono più che sicuro, che la Storia mi darà ragione.   In molti suoi dipinti, il colore dominante e’ l’azzurro, che in arte viene inteso,come simbolismo dell’infinito, della pace, della tranquillità dell’anima e dello spazio aperto.   Non per niente, menzioniamo  in alcuni contesti, Dio, come il Padre Celeste. Quindi l’azzurro o il celestino  suo derivato, allude al Divino ed anche a forme paradisiache, dove questo colore, svolge una precisa funzione, tramite la sua presenza, con  l’ autorevole e suggestiva importanza.

Nelle opere della” Vena”, non manca certo il movimento, che viene espresso nei flutti di un mare in tempesta, dove le onde, sembrano inglobare l’aspetto iconografico del dipinto. In effetti, quel contesto marino, non e’ altro,che il linguaggio dominante, notoriamente in tumulto, dell’anima, della nostra brava Artista.   Di solito una presenza femminile, viene raffigurata in questo tipo di scenografie, che spesso inneggiano ad un caotico paesaggio, dove sembra apparente ed imminente un presagio escatologico finale.

La donna viene di solito illustrata, quasi sempre con un look assente, che ha il solo scopo di quantificare in una chiave prettamente cromatica, che a Lei, e’ stato tolto tutto, a volte pure la sua dignità  di Essere Umano.   Ma oltre, quei cieli infiniti o all’orizzonte, una luce di speranza fa capolino, per indicare,che non e’ tutto finito e la condizione universale femminile, potrebbe notevolmente migliorare. Permettiamo a quel flusso luminoso di illuminare l’universo della donna e parta da noi il principio di rispettarla ed onorarla. Solo così,quella luce, farà  il pieno ingresso nelle nostre vite,mentre sono più che convinto,che una nuova Stella, e’ nata nel firmamento artistico italiano, un’ Astro che brillerà  della propria luce artistica ….. Una Stella che si chiama Stefania Vena da Cosenza .

Vi ringrazio cari Amici per avermi letto, anche se mi sono un po’ dilungato un po’ di pù’ del previsto: Converrete con me, che per un’Artista di questo Calibro, ne e’ valsa veramente la pena.

P.S. Autorizzo i Signori Michele Sirca e Teresa Loriga, Titolari della rivista ”Il Museo dell’Arte”, a prelevare, questo mio scritto, per fini esclusivamente promozionali e a diffonderlo, nella loro pubblicazione.  Questa mia relazione, potrà  essere condivisa, subito dopo l’intervento di www.museodellarte.it .

Grazie.

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