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Pasquale Solano critica a Giorgio Melis

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Premiato Artista Sardo : Giorgio Melis da Selargius

giorgio_melis (14)La Pieta’ Vaticana, e’ un’opera  scultorea  realizzata,Tra il 1497 ed il 1499 dallo Scultore italiano Michelangelo Buonarroti: E’ ubicata nella basilica vaticana di S.Pietro, anche se in passato e’ stata collocata in altre sedi provvisorie. Il Buonarroti, avendo fraternizzato con il banchiere Jacopo Galli, il quale avendolo introdotto nelle amicizie ecclesiastiche del tempo, ossia Cardinali, ottenne grazie al  suo intervento, molte commissioni. Una di queste, e’ appunto la Pieta’: Fu un Cardinale Francese, un certo Jean de Bilheres, Ambasciatore del  Re Carlo  VIII°, presso la Santa Sede, ossia Papa Alessandro VI°, ad ordinare l’opera al famoso Scultore, con il progetto che  la statua, facesse parte del suo mausoleo, una volta che sarebbe  deceduto: almeno originariamente questo era il desiderio del Cardinale Francese – Nell’estate del 1498, fu firmato, alla presenza del Galli, l’accordo per l’esecuzione dell’opera, che  avrebbe dovuto essere consegnata entro 1 anno. Il Buonarroti  sceglieva i marmi da lavorare, a  Carrara, nella sua bella Toscana, recandosi sul luogo. Quando l’opera  venne terminata, per la bellezza che le aveva conferita  il grande scultore italiano, la critica e l’opinione pubblica vollero  esprimere il loro giudizio e se e parlo’ talmente tanto , che i pettegoli , arrivarono al punto di affermare, che la  Pieta’, fosse l’ opera di un altro Scultore. L’opinione pubblica, quindi si senti confusa e smarrita ed allora Michelangelo, per far tacere le voci inappropriate,  firmo’ la statua ed infatti e’ l’unico dei suoi lavori, in cui si legge  il suo autografo- Michelangelo volle infrangere gli schemi  artistico-religiosi tradizionali , in cui Maria , cioe’ la Madonna, appariva giustamente, con un’eta’ piu’ avanzata: Infatti nella Pieta’ vaticana, notiamo una Maria Giovanissima, rispetto al  Figlio. Era un modo di accentuare maggiormente, la Verginita’ della Madre del Figlio di Dio , in un’epoca in cui la Chiesa Cattolica , con le riforme , prendeva   le dovute distanze dal  Protestantesimo. Nel 1736, il gruppo marmoreo, necessitava di un primo restauro, alle dita della mano destra della Vergine e cosi’ fu. Nel 1972 ivece un uomo che aveva problemi  psichici , eludendo la sorveglianza, prese a martellate la statua, provocando un ingente danno artistico-culturale.  L’autore di questo  stupido gesto, venne momentaneamente internato in uno di quegli istituti, che ormai non esistono piu’, cioe’ il manicomio – La Pieta’ quindi, subi’ il secondo restauro, che sbalordì  il mondo dell’arte, per come era stato professionalmente eseguito e da allora, per proteggere la statua, furono posti  dei cristalli  anti-proiettili  – La Vergine, siede su una piccolo ammasso roccioso, che simboleggia il calvario , cioe’ il monte di Gerusalemme( Golgota o luogo del cranio), su cui Gesu’ consumo’ il suo estremo sacrificio-Prima di Michelangelo, La Pieta’, veniva rappresentata con opere lignee e solo dopo di Lui, illustri Scultori, vollero esprimersi con altri materiali. Uno di questi, e’ appunto  L’Artista Sardo Giorgio Melis da Selargius – Il Melis, abile e riconosciuto Pittore, che eccelle specialmente nella ritrattistica, ha voluto rendere omaggio al Buonarroti, modellando con l’Argilla bianca e  mantenendo il rapporto  in scala, la celebre statua e a vedere la foto, pare che abbia ottenuto, eccellenti risultati. Mentre Michelangelo, sostenva che la scultura e’ l’arte del levare, ossia del togliere, Il Melis fa eccezione alla regola, in quanto con la malleabilita’ che offre l’argilla, si puo’ togliere, modificare o aggiungere, durante l’esecuzione di  un’opera. Il Buonarroti, come sopra menzionato, sceglieva il marmo per le sue opere, perche’ sapeva benissimo che all’interno dei blocchi da Lui scelti, esistevano Personaggi che lui doveva portare alla luce e far conoscere al mondo intero, per cui si e’ sempre creduto, e Liberare dei Personaggi, prigionieri nella pietra grezza – L’opera del Melis, rispecchia alla grande, le affinita’ dell’originale, specialmente nello sguardo giovane di una Maria, che con la mano sembra dire: “Questo e’ mio Figlio, morto per Voi”- I  volumi nell’’esecuzione dell’Artista Sardosu ampia scala le misure originali una miniatura davvero eccezionale – Se e’ vero infine che Giorgio Vasari, che secondo me e’ stato il piu’ grande Critico Italiano di tutti i tempi, parlo’ di Michelangelo Buonarroti e della sua Pieta’, mezzo secolo dopo la realizzazione del famoso gruppo marmoreo, anche io ho voluto dire la mia, su uno dei migliori Scultori-Modellatori dei nostri tempi, ossia Giorgio Melis da Selargius: Un giorno, sono piu’ che sicuro, che la storia dell’arte  parlerà di Lui: Complimenti quindi all’Autore, per  avere realizzato questo meraviglioso  omaggio a Michelangelo Buonarroti.


Avendo preso atto, dei reali tratti somatici, del Soggetto raffigurato dal Maestro del colore Giorgio Melis da Selargius,enunciamo quanto segue: Il Melis, che viene considerato tra i migliori Pittori Ritrattisti,della Sardegna e del settore artistico italiano, si avvicina molto, con la sua elaborazione, al contenuto cromatico del Soggetto, avendo preso spunto da una fotografia. Il dipinto, illustra un Luminare della scienza medica, che con grande spirito umanitario, oltre che professionale, ha dimostrato,di mettere a profitto le sue capacita’ mediche, operando con eccelsa maestria, su una patologia del Melis, il Quale, grazie a Dio, sta superando brillantemente la prova. Eleganti e fini, i contrasti con le dovute sfumature, che mettono in risalto, in una magica risoluzione cromatica, l’insieme delle campiture interessate, che formano il ritratto. Abbastanza contenuti i volumi, ossia le proporzioni che rispettano indiscutibilmente la realta’. Il Melis, addolcisce la figura del viso, con tinte appropriate, che non varcano certamente la soglia della fedelta’ d’esecuzione, mantenendo una garbata e gentile forma, anche nell’esaltazione totale delle ben calcolate tonalita’, che assumono una proporzione, quasi tridimensionale , che successivamente va a sfociare, in una forte intensita’ pittorica-emotiva – I particolari oculari, molto elaborati,conferiscono al Soggetto ‘” Un’Anima “, per cui, l’opera viene finalizzata – con un forte impatto-pittorico Umano. La tinta scenografica di fondo, mette in evidenza i profili laterali dell’iconografia rappresentata, conferendo all’immagine, eleganza, plasticita’ e coinvolgimento:

San Nicola Arcella, lì Giovedi’ 24 settembre 2015-ore 21,30 –

Congratulazioni all’Artista ed al magnifico Soggetto rappresentato-

In Fede:

Pasquale Solano Critico d’arte. Premiato Opinionista Rai (Radio televisione italiana nell’anno Domini MCMLXXXVI- Critico d’arte delle mostre che accompagnano le edizioni del festival di Sanremo, Premiato  nel Teatro Ariston, sede dei Festivals di Sanremo il  07-06-2014 –

Grazie per la vostra attenzione: Pasquale Solano Critico.


Critica a cura di PASQUALE SOLANO Pasquale Solano La statua del ” Il Mose’ “, opera del grande Pittore, Scultore, Architetto e Poeta Italiano Michelangelo Buonarroti da Caprese, fa parte di quel complesso monumentale, che era stato progettato per il mausoleo di Papa Giulio II°, che invece fu sepolto in vaticano. A mio parere, e’ una delle opere, meglio riuscite, nella storia della scultura ed e’ ubicata nella basilica S.Pietro in Vincoli a Roma. Il Buonarroti, avendo studiata l’anatomia umana, come forma perfetta, una volta completata “Il Mose’ “, pare secondo la leggenda, che l’abbia ammirata e le fattezze erano talmente reali che il famoso Scultore esclamo’ : ” Perche’ non parli? “. Il Buonarroti e’ da considerare un Genio universale, proprio come Leonardo da Vinci e se quest’ultimo, nel ritratto di Monna Lisa Gherardini, ha mimetizzato l’enigma di un sorriso-triste, Il Buonarroti nel Mose’ ha nascosto il suo segreto: Infatti nella barba della Possente statua, proprio sotto il labbro, e’ visibile il profilo di Papa Giulio II° ed una testa femminile. Dicevamo poc’anzi, che Il celebre Genio Toscano, accusato di ” Terribilità “,per il suo carattere, pronunciando la fatidica domanda al suo Mose’, lancio’ contro la statua il martello di scultore, colpendola al ginocchio. In realta’ non e’ stata mai riscontrata, nessuna scalfitura sul marmo, nella zona interessata, se non una venatura, che c’e’ sempre stata. Ecco perche’ questo episodio, fa parte della leggenda.Qualcuno si domandera’, perche’ vado ad associare al ritratto di Giovane Sarda del Pittore Giorgio Melis, questo paragone; quindi vi diro’ subito il perche’: A volte un artista, senza rendersene conto, offre con la sua opera, un contatto immediato con la realta’; in parole povere, come nel caso del Buonarroti, crede che le manchi solo l’Anima, ossia il movimento- Infatti, quando ho visionata l’opera del Melis, ho notato subito che il Soggetto, sprigiona dagli occhi una forma di dinamismo, come se volesse parlare o dire qualcosa.Credo fermamente che se potesse farlo, ci racconterebbe della sua bella Sardegna,delle sue tradizioni e dell’Esser fiera di appartenere ad un Popolo ricco di Storia. Il messaggio oculare, incide moltissimo, nella dinamicita’ complessiva del ritratto. Colgo l’occasione per proporre agli Artisti ritrattisti, di iniziare i loro ritratti, dipingendo gli occhi, perche’ un ritratto si distingue nella buona riuscita, sempre da questo.Quindi gli occhi, il naso e la bocca, sono le parti piu’ importanti in opere di questo tipo. Se un Artista, magari involontariamente modifica di poco il resto, ha poco importanza, poiche’ il soggetto, si riconosce sempre nei giorgio_melis (11)tratti anatomici sopra menzionati. Suggerisco questo concetto, specialmente se un dipinto viene commissionato. Il Melis, ritornando al nostro discorso, non si accontenta di far assomigliare la giovane donna il piu’ possibile agli effetti reali, anzi completa l’opera, con un suggestivo, quanto tradizionale costume dell’Isola, ed ecco che il dipinto appare, in tutta la sua carica espressiva,con un’iconografia, cromaticamente risolutiva, espressa sui massimi livelli. A questo punto, al buon visionatore, fissando per qualche minuto gli occhi del dipinto, sorgera’ spontanea la domanda.” Perche’ non parli?”, perche’ ad un capolavoro come questo, si puo’ domandare anche, se ha l’anima.

Pasquale Solano 9 marzo alle ore 8.12 · · Giorgio Melis con Arianna Melis 26 gennaio Partecipo alla gara di Solidarietà’ uniti per Patrizia L’arte sei Tu” facendo riflettere su una frase famosa . ” Non basta guardare, occorre guardare con occhi che vogliono vedere ,che credono in quello che vedono (Galileo Galilei ).


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1 Comment

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  1. Giorgio melis

    Grande sorpresa e commozione per l’inaspettato commento del prof. pasquale solano nonchè critico d’arte che si è sempre distinto per pregi e meriti eccezionali a livello nazionale e internazionale .LUSINGATO DELLA SUA RECENSIONE ,VOLTA A MOTIVARE LA MIA OPERA .HO LETTO CON GRANDE PIACERE QUANTO HA SCRITTO è SONO PERFETTAMENTE D’ACCORDO RIGUARDO L’ANALISI SULLA MIA OPERA .rINGRAZIO DI CUORE PER LA SUA GRADITISSIMA CRITICA .

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