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Picasso

Pablo Ruiz y Picasso, semplicemente noto come Pablo Picasso (Málaga, 25 ottobre 1881 – Mougins, 8 aprile 1973) è stato un pittore,scultore e litografo spagnolo di fama mondiale, considerato uno dei maestri della pittura del XX secolo.

Usava dire agli amici di considerarsi «anche un poeta». Picasso è figlio di María Picasso e di José Ruiz Blasco Lopez dè Onate, anch’egli pittore ed insegnante.

Dopo aver trascorso a Málaga i primi dieci anni della sua vita, nel periodo tra i dieci e i quattordici anni, Picasso arriva dunque a Barcellona e vi resta fino all’età di diciannove anni. Si trasferisce in Francia dove resterà fino alla sua morte, avvenuta l’8 aprile del 1973. I suoi ricordi di Málaga sono ricordi d’infanzia in una città molto provinciale e in seno ad una famiglia della piccola borghesia, di condizioni modeste, molto chiusa nel proprio ambiente, formalista ed abitudinaria. Tuttavia, il fatto che il padre di Picasso fosse professore di disegno alla scuola di belle arti ebbe un influsso decisivo sulla formazione culturale dell’artista.

Picasso, come ha ricordato in seguito, non avrebbe potuto partecipare ad un concorso di disegni per bambini in quanto, già nella sua infanzia, aveva nozioni tecniche di un adulto, imparate sì dal padre ma dovute anche all’innato dono prodigioso che egli fu ben presto in grado di sviluppare. Durante i quattro anni che passò a La Coruña, Picasso sviluppò queste nozioni tecniche ad un punto tale che suo padre, un giorno, notando la qualità eccezionale di un esercizio di disegno che egli stesso aveva proposto, spinto dall’emozione, decise di consegnare definitivamente al figlio la tavolozza e i pennelli, considerandolo fin da allora in grado di farne un uso migliore di quanto lui stesso ne avesse mai fatto. Il passaggio da una città andalusa piena di allegria e di luci ad una più seriosa, ma al contempo serena, città galiziana fu sicuramente, nella formazione della personalità del pittore, un’esperienza importante.

La sua mente era già presa dalle preoccupazioni e dall’eccezionale potere creativo che diedero vita, in seguito, alla sua opera. Picasso, avendo raggiunto il massimo grado di perfezione nella tecnica appresa da suo padre, acquistò una grande fiducia in sé stesso, al punto tale da realizzare, non ancora quattordicenne, una mostra dei suoi lavori a La Coruña. Durante il periodo barcellonese, l’opera di Picasso ha subito una evoluzione di capitale importanza per capire le sue tappe successive e l’insieme in generale. Picasso arrivò a Barcellona con una solida formazione accademica, acquisita soprattutto durante il periodo di vicinanza al padre. Le sue doti eccezionali ne fecero subito un giovane pittore di grandi qualità, come dimostrano gli onori tributati al suo quadro Scienza e carità. Ma il contatto con gli artisti barcellonesi lo portò a riflettere sulle possibilità che la libertà creatrice, allora fermamente proclamata, poteva offrirgli. Era più che naturale che Picasso, tenuto conto delle realizzazioni dei suoi nuovi amici e delle opere che richiamavano all’impressionismo e al postimpressionismo, cominciasse a liberarsi dalla rigidità accademica per lanciarsi in creazioni di ben più ampio respiro e di maggior forza espressiva.

Agli inizi si avverte un certo schematismo delle forme e l’uso di un cromatismo più audace e più libero. Non si può dire che Picasso sia passato attraverso una tappa impressionistica; in realtà, se adottò la tecnica divisionista non fu affatto con lo scopo di dissociare la luce e di fissare gli elementi fuggenti della natura. Egli usa forme semplici e colori puri soprattutto per ottenere una maggiore intensità espressiva.

Il lavoro di Picasso è spesso suddiviso in “periodi”. Benché i nomi dei periodi più recenti siano oggetto di discussione, quelli più comunemente accettati sono il “periodo blu” (1901-1904), il “periodo rosa” (1905-1907), il “periodo africano” (1907-1909), il “cubismo analitico” (1909-1912), il “cubismo sintetico” (1912-1914).

Secondo il neuroscienziato olandese Michel Ferrari, all’origine dei quadri cubisti di Picasso ci sarebbe stata l’emicrania: volti tagliati in verticale e particolari del volto sproporzionati sono infatti il frutto delle visioni “spezzate” dei malati di aura visiva, una patologia di cui Picasso probabilmente soffriva, come anche De Chirico. Picasso era inoltredislessico.La tesi di Ferrari non è condivisa da molti studiosi di Picasso; il fatto è che il confine tra il genio e la follia è labile, e Picasso portava dentro di sé la partecipata consapevolezza del male, dell’orrore che avvelena il nostro mondo, e soprattutto questo esprimeva nei suoi dipinti, nelle sue sculture e nelle ceramiche. L’animo avvelenato di Picasso lo rendeva perfido, perfino sadico, soprattutto con chi lo amava; ma tale era il suo magnetismo che nessuno di coloro che lo amavano ha mai smesso di amarlo, neppure le sue innumerevoli e maltrattate donne, una sola delle quali ebbe la forza di lasciarlo.

Alcuni dei quadri di Picasso sono tra i più costosi dipinti del mondo

  • Nudo su una poltrona nera – venduto per 45,1 milioni di dollari statunitensi nel 1999 a Les Wexner, che ne fece dono al Wexner Center for the Arts.
  • Le nozze di Pierrette – venduto per oltre 51 milioni di dollari statunitensi nel 1999.
  • Ragazzo con pipa – venduto per 104 milioni di dollari statunitensi da Sotheby’s il 4 maggio 2004, stabilisce un record.
  • Dora Maar e il gatto – venduto per 95,2 milioni di dollari statunitensi da Sotheby’s il 3 maggio 2006.
  • L’arlecchino cubista – valutato oltre 30 milioni di dollari.
  • Nude, Green Leaves and Bust – venduto per oltre 106 milioni di dollari statunitensi da Christie’s il 4 maggio 2010 a New York, stabilisce un nuovo record.
  • Le rêve – venduto nel marzo 2013 per 155 milioni di dollari da Steve Wynn a Steven Cohen. È il secondo quadro più costoso dopo I giocatori di carte di Paul Cézanne.
  • Il salvataggio – venduto per 31,5 milioni di dollari all’asta a New York l’8 maggio 2014.

Fonte Wikipedia

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