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Quando il colore diventa Storia – Critica di Pasquale Solano

“ Quando il colore …… diventa Storia” – Critica di Pasquale  Solano

 

Pasquale Solano La chiesa di Santa Maria del Patire, in realtà è un’abbazia, con annesso monastero. Ha secoli di storia e fa parte dell’ Arci – Diocesi di Rossano  –  Cariati ed è,  uno dei migliori Monumenti cristiani – Cattolici, che abbiamo nell’Italia meridionale –  Disponeva nel convento,  di una ricca biblioteca e quando ancora ,  non era stata inventata la stampa a caratteri mobili da Gutemberg,  molti frati. trascrivevano opere famose,  con ricche decorazioni e spesso per illustrare un libro,  come la Bibbia,  occorrevano interi anni di lavoro. I Monaci addetti, si chiamavano Amanuensi, che ci hanno lasciata un’intensa eredità culturale. In realtà,  inizialmente,  la Chiesa,  venne dedicata a:” Santa Maria Nuova Odigitria” anche se è maggiormente conosciuta come: Santa Maria del Patìr,  o del Patire, in onore del Pater Fondatore Sacerdote e Monaco Bartolomeo di Simeri,  che riuscì a far erigere il complesso architettonico,  grazie anche all’aiuto di Alcuni ricchi Normanni  –  Lo stile architettonico, come si può ben vedere ,  è quello bizantino,  che ebbe origine a Costantinopoli,  la moderna Istanbul,  che in origine, dopo che l’Imperatore Costantino,  gli diede il nome,  si chiamava Bisanzio. Da qui il l’attribuzione a stile Bizantino. È stata una Civiltà,  che ha lasciata una grande impronta nella storia dell’arte,  specialmente per i meravigliosi mosaici,  di Cui Ravenna in Italia,  potrebbe essere considerata,  la Capitale – Sono giunte fino a noi, numerose testimonianze,  dell’applicazione dell’arte del mosaico, in epoca romana,  ellenica,  etrusca,  arte che si è protratta fino al tardo medio – evo e pare che sia stata ripresa,  anche adesso,  in piena età contemporanea. Penso che Santa Maria del Patir,  sia una delle massime espressioni dell’arte bizantina in Italia. All’interno di questa Chiesa, viene custodito, un Crocifisso ligneo, datato al ‘ 600 –
Analizziamo insieme,  il dipinto che illustra questa famosa Abbazia,  nella sua monumentale spettacolarità:

Alida Visciglia da Francavilla Marittima:” Chiesa di Santa Maria del Patire” - Tecnica mista su tela - Cm 70 x 50

Alida Visciglia da Francavilla Marittima:” Chiesa di Santa Maria del Patire” – Tecnica mista su tela – Cm 70 x 50

L’opera,  una tecnica mista tra olio e acrilico su tela,  è stata creata da Alida Visciglia da Francavilla Marittima, che attualmente è residente a Castrovillari,  in provincia di Cosenza  –  L’Autrice in questo sua realizzazione,  si esprime con differenti stili,  tanto è vero ,  che ho creduto che il dipinto,  fosse stato realizzato da due mani diverse. In realtà non è così: Infatti la parte Architettonica esterna , viene minuziosamente dettagliata nei suoi particolari,  nelle zone d’ombra e nelle campiture interessate,  da un totale flusso luminoso,  ossia la luce solare –  Quindi l’esposizione, rispetta la realtà,  addentrandosi in un verismo fotografico di forte impatto cromo – emotivo –  La zona inferiore dell’opera,  invece, osserva un’altra metrica artistica,  che si concentra sullo stile Naif ( Pittura ingenua, dalla parola francese),  rappresentata in un semplice figurativo,  che nella sua stesura,  allude ad un profondo significato. Infatti,  tra i fiori rossi,  che hanno il compito di abbellire il contesto pittorico,  s’erge maestosa, come la Chiesa,  la pianta dell’agave,  simbolo della mediterraneità , nel nostro caso quella meridionale d’Italia  –  Eppure attraverso un generico simbolismo, viene accentuata, anche la biologia umana: Una scaletta sul lato sinistro,  raffigura la nascita,  cioè la prima età,  l’inizio della vita umana e lo possiamo stabilire,  in quanto la suddetta con i suoi gradini in salita,  porta alla chiesa ( Il battesimo,  cioè l’inizio della vita cristiana) –  Sulla parte opposta invece,  una coppia di Anziani,  si sta dirigendo verso quelle arcate che introducono al Chiostro,  ossia all’antico monastero –  Dalla forte presenza di luce solare, visibile nell’opera della Visciglia,  si può senz’altro stabilire che sia un’ottima giornata,  probabilmente estiva,  considerata la presenza dei papaveri. La bellezza dell’opera, oltre alla paesaggistica rappresentata con l’imponente abbazia,  viene minuziosamente rappresentata dalla serie di alberi,  che vanno a costeggiare la scaletta. Infatti la chioma di detta vegetazione, rispetta i parametri dello stile dei Macchiaioli,  che non curavano i particolari nei loro soggetti,  mettendo in risalto invece i contrasti ed i passaggi intermedi delle tonalità con una felice e sostitutiva saturazione,  proprio come ha elaborato la nostra Brava Pittrice Calabrese –  Il muretto visibile alla base degli alberi,  costituito da pietre,  cerca di mettersi in evidenza,  per assumere una flebile speranza nell’accompagnare il soggetto, anche se in realtà,  la sua disposizione, rimane nascosta –  Le campiture verdi,  solfeggiano in una risoluta melodia cromatica,  offrendo lo spettacolo della natura,  nella sua piena enfasi e vitalità –  Grazie, Alida Visciglia,  per la tua proposta Pittorica, che teniamo nettamente e gelosamente in considerazione: La Calabria,  è anche questa ! – Il tuo Amico : Pasquale Solano

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