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” Quando il colore sulla tela , diventa poesia della natura”- Critica by Pasquale Solano

Luigina Cocco

” Quando il colore sulla tela , diventa poesia della natura”- Critica by Pasquale Solano-

18 settembre 2015 alle ore 18:57

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Oggi cari Amici Lettori , ci occuperemo di una Pittrice veneta , che attraverso i colori , esprime il linguaggio della natura , trasferendolo direttamente e magicamente sulla tela : Per questo vi presento:

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La Pittrice Luigina Cocco da Cittadella (Padova), in una foto recente

Sebbene l’Artista Luigina Cocco , sia un’artista Autodidatta , cioe’ che si e’ creata da se’ , ( La storia dell’arte e’ piena di questo tipo di Artisti , specialmente di Coloro che hanno aderito alla corrente naif) ,  e’ una Pittrice che sa’ valorizzare attraverso i suoi dipinti , la natura incontaminata , cioe’ un contesto nel quale , e’ ancora assente l’intervento dell’Uomo , che sta trasformando tutto , in cemento armato o strutture dalle quali , puo’ trarre dei vantaggi , spesso economici. La nostra Pittrice , propone quel suo lontano sogno , trasferendolo sulla tela , immaginando una retrocessione nel tempo , quando ancora l’aspetto naturale , non era violato dalle attivita’ umane. Dobbiamo purtroppo ammettere , che la natura spesso si ribella e manifesta il suo disappunto , con disastri , di cui la televisione quasi quotidianamente , c’informa.

Quando accadono queste penose vicende , l’Uomo cerca sempre un capro espiatorio , senza ammettere che la pietra dello scandalo , e’ proprio Lui , con il suo modo d’agire . Difatti , oggi si parla di bombe d’acqua , di esondazioni , di crolli delle dighe ed altre tristi realta’ , come l’effetto serra . Luigina Cocco da Cittadella , ci trasferisce attraverso le sue tele , alla fine del XIX° secolo , quando ancora le fabbriche , non scaricavano i loro residui nei fiumi , avvelenando di conseguenza anche il mare , quando ancora l’acqua piovana sapeva del prezioso liquido vitale , mentre oggi in alcune zone della terra , non e’ altro che un composto di acqua e petrolio. Non e’ una novita’ , che molti cetacei , tipo le balene , escono dal loro habitat naturale , cioe’ il mare , per cercare la morte sull’arena , probabilmente come forma di protesta. Detto questo occupiamoci di Luigina Cocco , attraverso una sua sintetica biografia , cosi’ avremo modo di conoscerla meglio :
Luigina Cocco , e’ nata e vive a Cittadella , una bellissima  Citta’ medioevale , in provincia di Padova. E’ un’Artista Autodidatta , come abbiamo gia’ sopra menzionato e sin dalla tenera eta’, sentiva un forte impulso o meglio ancora la vocazione verso la pittura . Per aver piu’ confidenza con il colore , ha frequentato nel 2005 , un corso di pittura su ceramica , a cui ha fatto seguito , un corso sull’acquarello. Ha perfeziona infine la sua esperienza artistica , dedicandosi all’argilla, alla scrittura gotica , alla miniatura e rilegatoria, quindi all’affresco , proprio per arricchire la sua capacita’ d’Artista-  Finalmente , quel suo lontano sogno di Bimba, si e’ avverato ed a partire da questo momento , inizia la sua attivita’ artistica . Molta gente erroneamente , da’ piu’ significato e valore , alle opere,di Artisti,che hanno conseguito un titolo di studio , senza rendersi logicamente conto , che esistono Pittori/ Pittrici , che a volte , superano in bellezza con le proprie opere , chi ha accumulato esperienza e cultura con lo studio: Quindi ricordiamoci sempre che l’arte e’ un dono di Dio , che distribuisce secondo la sua Volonta’ , a molte persone. Andiamo dunque ad analizzare la 1° opera di Luigina Cocco:

Luigina Cocco da Cittadella- “ Tempesta”,acquarello su tela –cm 24 x 32.

Luigina Cocco da Cittadella- “ Tempesta”,acquarello su tela –cm 24 x 32.

Il dipinto Tempesta , pur se osserva una colorimetria gentile ed attenuata , risulta essere di forte impatto pittorico-emotivo-pitto. Lo possiamo suddividere in tre fasi: La campitura superiore , mette in risalto un cielo , i cui elementi in causa , si abbattono , con sinistra prepotenza , sulla seconda campitura , ossia il mare che si esprime invece , con la potenza incontrollata dei suoi flutti , per poi dileguarsi nella terza zona , ossia la terra. In tutte e tre le fasi , sono presenti gli elementi dell’aria , con  una forte presenza eolica , che sembra , voler distruggere, l’intero scenario , anche se tra le minacciose nuvole , sembra farsi strada uno spiraglio di luce , indicativa fonte di speranza , con una forma davvero strana , in quanto e’ visibile, la sagoma di una bocca , cioe’ due labbra , nell’intento di baciare ed addolcire , la caotica situazione. Quindi , e’ presente un’ombra di surrealismo , che tende a mascherare in bellezza la situazione . La Cocco , oltre a quantificare l’aspetto naturale di una scena sulla soglia del kosmos , realizza la sua opera , inserendo , un’appropriata versione dei colori primari , proprio per universalizzare l’aspetto , che in realta’, rappresenta un tumulto dell’anima . Un sentimento puo’ esprimersi pittoricamente anche cosi’ e dobbiamo ammettere che la Cocco , e’ perfettamente riuscita nel suo intento pittorico. Dosate al punto giusto le campiture , che fanno assumere al dipinto , una posizione di austerita’ e rispetto , ma nello stesso tempo di sottomissione , espressa con tinte tenui , che non certo vanno ad urtare , l’occhio attento dell’ Osservatore , anche di Quello piu’ esigente . Passiamo dunque ad un’altra sua realizzazione pittorica:

 Luigina Cocco da Cittadella:” -- DONNA DEL MISTERO- acquarello su tela--cm 24 x 32

Luigina Cocco da Cittadella:” — DONNA DEL MISTERO- acquarello su tela–cm 24 x 32

Una ridotta area , per esprimere una grande rappresentazione , dal polivalente significato: Qui ,la nostra Brava Autrice , immedesima la sua anima , per proporla in grande stile , come :” Donna del Mistero”, ossia la presenza femminile , che colloca al centro dell’universo – Come nel dipinto precedente , la Cocco , presenta i suoi tre regni del creato , cioe’ cielo , mare e terra-  La traccia visibilissima del volto di una donna in atteggiamento riflessivo , spazia con una dimensione fatiscente  ,nella campitura centrale-superiore sinistra , con dei riccioli , che sembrano abbellire la figura del reale soggetto del dipinto. La donna ama atteggiarsi , come Figura al centro dell’universo , in quanto e’  il tempio e l’origine della vita , fazione a cui spesso diamo poca importanza e soventemente,  sottovalutiamo- Anche qui sono presenti i tre colori primari , che focalizzano il messaggio , per dargli  un netto riferimento. Sagome tenuamente appariscenti arricchiscono l’opera , conferendo alla stessa , una proporzione di mistero , da associare agli umori dell’anima-, che sembrano rincorrersi nell’infinito . In questa coincitata e violenta espressione della natura ,la sagoma di un volto femminile , che rappresenta l’anima della nostra Artista , assume a questo punto , l’importanza della chiave-cardine , del soggetto principale , che regge senza ombra di dubbio , l’intera elaborazione. Alla donna , Tempio della vita, deve essere riconosciuto il suo ruolo universale , in quanto a mio avviso , e’ la poesia umana per eccellenza , anche se spesso situazioni anomale , tendono a minimizzare ed anche a degradare , l’importanza della sua presenza , nella biologia umana. In realta’, ” La Donna del mistero” , pur se si notano i suoi tratti fisici nel figurativo presente , e’ una figura spirituale , ossia un coinvolgimento dell’anima , della nostra brava Autrice , che nelle sembianze celate di un’iconografia , e’ testimone dell’immenso , del creato stesso , essendo lei , la fonte della vita. Ottimi gli effetti dei contrasti , che si intervallano nella profondita’ dell’immagine , senza pero’ per questo , occupare un ruolo di primissimo piano o modificarne l’aspetto , che va repentinamente a sfociare in un’arcanita’ indissolubile , quasi al limite del raziocinio umano , sempre rispettando i parametri di una moderata credibilita’. Il punto di partenza delle opere della” Cocco” e’ e rimarra’ costantemente il cuore , ossia l’idea , formulata dal pensiero, per cui la nostra Autrice , e’ in grado di esprimere attraverso il colore , il suo stato d’animo,che sa abilmente trasferire sulla tela..Detto questo,sara’ nostro compito,analizzare la prossima opera:

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Luigina Cocco da Cittadella : ” Notte magica “ acquarello- Cm 24 x 32

Se la psicografia , come la matematica , non e’ un’opinione , possiamo senz’altro dedurre , che la “ Cocco”, durante l’esecuzione di questa sua opera , era senza ombra di dubbio, in una condizione di tranquillita’ d’animo. Le prime due opere che abbiamo visionate , esprimono un po’ la ribellione dell’immediato inconscio , ad uno status vitae , che riesce a condizionare , la visione pittorica della nostra Autrice , mentre qui , il discorso cambia. Addirittura , l’estro della nostra Pittrice , si avvicina , allo stile dei Macchiaioli , che avevano come regola base , una campitura da elaborare , inserendo nel loro statuto , l’esclusione del punto e della linea , in quanto nella realta’ , questi non esistono , mentre l’osservazione si concentra a loro dire su “ macchie “, che successivamente vengono elaborate , fino ad ottenere la forma desiderata , con tutta la potenza della sua espressività. La verita’ invece , per Luigina Cocco da Cittadella , viaggia su un’altra traettoria artistica , come legge di compensazione del colore , regola questa , che fa prettamente sua . Infatti dall’arte informale , la nostra brava Pittrice , arriva al figurativo , per esporre attraverso la tecnica dell’acquerello , un concetto , un’idea , che Lei tende a semplificare , attraverso alcune sue particolari applicazioni cromatiche. In un’area di appena cm 24 x 32, da vita ad uno spettacolare , quanto semplice nella forma , paesaggio notturno. Una sovrastante luna piena , lambisce con il suo netto e pallido chiarore , un paesaggio notturno , rispecchiandosi quasi per gioco , sulla superficie di un rio , che a sua volta restituisce dei fantastici giochi di luce ,.la cui intensita’ sembra illuminare parzialmente la scena. Una pianta di fichi d’India , in un primissimo piano , pare confermare , l’appartenenza del paesaggio alla fascia mediterranea , mentre proprio per la presenza di codesta pianta , possiamo arrivare alla conclusione appena citata. I riflessi lunari di “ Notte magica” , ci trasportano  ,per associazione di idee , ad un clima di romanticismo , incentrato pero’ sul linguaggio della natura e non su un atteggiamento umano , come potrebbe essere invece “ Il Bacio” di Hayez , massima espressione del romanticismo italiano dell’arte pittorica , mentre Alessandro Manzoni deteneva l’allora primato , di romanticismo letterario , con il suo romanzo: “ I Promessi Sposi”- La densita’ della luce , nella parte superiore , viene ottimamente distribuita nel dipinto dalla Cocco , che preferisce invece concentrare o condensare la notte , sul paesaggio sottostante , in cui i fantastici cromo-ritmi di luce su una pianta , sembrano creare l’illusione di un abat-jour naturale , tendente ad illuminare fiocamente la scena – I rapporti-contrasto-saturazione , sono ben equilibrati , offrendo una panoramica , seppur spenta , di tutto rispetto , con una calcolata emotivita’ – Ben distribuite infine , le tinte fredde , che vanno ad esaltare la notte , mentre i colori neutri grigi , tentano di “ Spezzare”, senza ovviamente riuscirci ,l’incantesimo spettacolare dell’immensita’,di una “ Notte Magica”, per poi essere assorbiti e neutralizzati dalla campitura semi-illuminata sottostante –

Un’altra gradita e recente immagine, della Pittrice Luigina Cocco da Cittadella (Padova

Un’altra gradita e recente immagine, della Pittrice Luigina Cocco da Cittadella (Padova

Proseguiamo nel nostro itinerario artistico , illustrando la prossima opera.

Luigina Cocco da Cittadella :” L’isola che non c’e’”- acquerello cm 24 x 32

Luigina Cocco da Cittadella :” L’isola che non c’e’”- acquerello cm 24 x 32

Per l’isola che non c’e’ , dobbiamo intendere , l’utopia di un desiderio , di un sogno anelato , che vorremmo si realizzasse , praticamente un nostro progetto , che vorremmo si concretizzasse nella realta’ , dopo il tragitto d’illusione,che gli abbiamo conferito o imposto . Tutti ne abbiamo uno ! Tutti vorremmo , che in un piccolo spazio , appunto un’isola immaginaria , si concretizzasse il nostro sogno . Infatti , come area illusoria , viene sempre scelto , un ridotto lembo di terra e dato che questo è circondato dal mare , appare come un luogo isolato dal resto del mondo , un luogo immaginario, dove potrebbe realizzarsi , tutto cio’ che aneliamo . Anche un famoso Cantante italiano , si e’ ispirato in una sua canzone , a questo tema . Per la Cocco,” L’isola che non c’e’” invece , non e’ altro che un’oasi , una specie di isolotto , circondato ovviamente dalle acque , presenti in una radura. Un cielo chiaro , in cui e’ presente una calibrata , quindi non un’eccessiva luce , illumina , l’intera scena , pure se il sole , viene mascherato , dalla presenza di nubi diffuse , che non hanno una reale forma. Un bosco lontano , funge da scenografia , che accompagna laconicamente  , il primissimo piano , in cui appunto e’ presente l’isola. Una vegetazione , non particolarmente pronunciata nei colori , ma solamente sottintesa , sembra incorniciare il soggetto principale: Il dipinto nell’insieme , mantiene delle incognite , riguardanti appunto il tenore , ossia  l’andamento biologico della nostra Autrice , la quale offre una versione , non molto pronunciata nel timbro dei colori , mantenendosi in una riservatezza cromatica , ove , purtroppo appare e regna sovrana , una buona dose di malinconia , di fuga da un contesto dissacrante , che potrebbe essere benissimo quello attuale , cioe’ un sistema di vita generalizzato , in tutte le sue carenze .  Niente e nessuno , potra’ mai spezzare le ali di un sogno , che sara’ desiderato all’infinito , fino a quando la Razza umana , sara’ presente sul pianeta terra , perche’ il sogno sul’” L’isola che non c’e’” , anche se non si avverera’ mai , niente e nessuno lo potra’ mai togliere , in quanto sognare , fa parte dell’uomo: Il resto poi , appartiene alla realta’-
Analizziamo ora insieme la sua ultima opera,che a mio avviso,esprime la monotonia dell’universo interiore:

Luigina Cocco da Cittadella- “ Solitudine” acquarello cm 24 x 32

Luigina Cocco da Cittadella- “ Solitudine” acquarello cm 24 x 32

Spesso e volentieri , molti Artisti , nelle loro opere , tendono ad esprimere , i loro sentimenti , per cui a volte questi risultano essere il riflesso dell’inconscio , appartenente alla loro anima. Un esempio classico nella storia dell’arte , lo abbiamo con Michelangelo Merisi , detto il Caravaggio , sul quale pendeva , a causa di un omicidio che aveva commesso a Campo Marzio in Roma , la pena capitale , mediante la decapitazione. Questo infatti fu il tema , di molte sue opere. Come un Insegnante a scuola , da’ agli allievi lo svolgimento di un tema , cosi’ avviene nel mondo dell’arte , attraverso i colori.  La “ Cocco”  qui’ , e’ fin troppo esplicita , nel mettere in evidenza , la tristezza del suo stato d’animo , che puo’ essere un fattore transitivo momentaneo , oppure la determinazione del carattere stesso della Persona. Senza ombra di dubbio , l’opera “ Solitudine”, esprime un totale isolamento e la nostra Autrice illustra questo stato , con un figurativo eccezionale . Qualcuno potrebbe obiettare , che l’iconografia cromatica generale dell’Artista Luigina Cocco , e’ leggermente diffusa , ossia accenna pittoricamente , a quantificare il soggetto , discostandosi da esporlo .con i valori della realta’ , osservando cosi’ , una metrica cromatica sagomata. Secondo il mio modesto parere , stà proprio quì , la vera professionalita’ di un’Artista , in quanto Luigina , esprime pittoricamente parlando , un pensiero , un sentimento , un concetto , un qualcosa di irrazionale , mentre noi sappiamo benissimo , che questi non hanno una forma fisica rilevante , poiche’ vengono formulati o partoriti dalla mente, per cui il suo operato , tende ad accennare giustamente la tematica , con elementi non eccessivamente elaborati o rivelati , dato che secondo la sua logica , riferiscono un contesto , al tema che vuole trattare – Quindi non aspettiamoci di vedere magari un albero , con tutte le foglie , i fiori o i frutti , ma solo il tronco con i rami , che indicano nel dipinto , una presenza vegetale : A ragion veduta , la fantasia pittorica ha un limite , perche’ l’Autrice , da’ un taglio netto , al superfluo artistico .  Vi immaginate un Pittore,che intitola una sua opera ,con questa frase :” La bellezza della gioventu’ ” e poi dipinge delle vecchiette col bastone , mentre vanno a messa? Sarebbe un controsenso: Quindi da buoni Intenditori , dobbiamo ammettere , che la “ Cocco” , ha pienamente ragione , come in questo caso , in cui tende a spegnere ogni riferimento allegorico , preferendo la solitudine di un paesaggio , illustrato con delle fatiscenti piante , in preda agli elementi dell’aria , piantate in un terreno isolato , che rappresenta appunto in questo caso ,l’esistenza umana ; Il tutto , si svolge, sotto una luna , quasi spenta o meglio ancora , sotto gli effetti di un’ eclissi.
Cari Amici siamo giunti cosi’ , al termine di questa mia recensione , in cui ho preferito mettere in risalto , le capacita’ di quella che io definisco :” Un’ottima Artista” , in grado di rappresentare il pensiero umano , in ogni suo aspetto e domandandovi scusa,per essermi un po’ dilungato , Vi abbraccio tutti , uno per uno , incoraggiando Voi e la Pittrice di cui abbiamo parlato, a proseguire nel vostro percorso artistico e ad arricchire l’olimpo dell’arte , con le vostre opere : Perche’ siete Voi e solo Voi , il nuovo linguaggio pittorico , di questo inizio millennio. Grazie per avermi letto:Un grazie particolare a Luigina Cocco , per averci offerta l’opportunita’ di parlare di Lei e del suo fantastico mondo di Pittrice:

 

Pasquale Solano Critico

 

 

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