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” Quando la natura parla , attraverso la magia del colore , di una Figlia della Sardegna” – Critica by Pasquale Solano

Maria Cecilia Angioni

” Quando la natura parla , attraverso la magia del colore , di una Figlia della Sardegna” – Critica by Pasquale Solano

3 settembre 2015 alle ore 21:03

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E’ con vero orgoglio , che oggi,vado a proporvi , l’operato di  un’Artista Sarda , che a mio avviso, ha enormi potenzialita’ pittoriche e sicuramente , ne sono piu’ che certo , non passera’ molto tempo , che sara’ riconosciuta , in campo nazionale , come un’Eccellente Esponente italiana , del colore. Detto questo,vi presento la Pittrice:

Maria Cecilia Angioni da Burcei ( Cagliari)

Maria Cecilia Angioni da Burcei ( Cagliari)

 

Mariacecilia Angioni , nasce a Burcei , un paese in provincia di Cagliari , il 09-04-1949 e sin dalla piu’ tenera eta’, si sente portata al disegno ed alla pittura.Oggi risiede a Quartu S.Elena ed ha insegnato nella scuola primaria , per ben 35 anni-.Dopo una vita dedicata all’insegnamento , nel 2006, va in pensione e finalmente , puo’ coronare , quell’antico so-gno di bambina , ossia dipingere. Affermare che sia una Pittrice autodidatta , cioe’ che si -e’ creata da se’ , mi sembra un po’ azzardato , in quanto , per perfezionarsi nelle varie tecniche pittoriche , ha seguito dei corsi , sotto la guida di Eccellenti Maestri del colore , come: Angelo Liberati , Luciana Fadda , Cristina Zara , Franco Meloni , Katia Cianchi , Elisabetta Mentasti e Sergio Contu , Illustri Esponenti,del settore artistico italiano. Sotto la guida di questi ottimi Docenti , con il tempo ha perfezionata la sua mano ed oggi , e’ da ritenere una brava Artista Sarda del pennello. Ha frequentato corsi per apprendere le tecniche del decoupage e dell’acquerello , nonche’ quella ad olio , che le sta offrendo grandi soddisfazioni professionali e riconoscimenti-. I suoi dipinti , hanno fatto ormai, il giro di Burcei, Quartu e Cagliari, ubicati , nei siti piu’ importanti , posti frequentati da Validi Cultori dell’arte , riscuotendo cosi’ il favore dell’opinione pubblica , nonche’ della critica nazionale. Infatti nel giugno del 2015 , ha partecipato ad una mostra collettiva nazionale , i cui proventi , sono stati assegnati ad un’indigente famiglia di Firenze , segnalata dalla nota trasmissione televisiva: ” Striscia la Notizia” , di Canale 5 . In questa competizione,l’” Angioni”, si e’ aggiudicata , tra centinaia di opere , l’ambito riconoscimento: “Menzione d’onore della Critica” , che io stesso le ho conferito. Il dipinto in questione , e’ un acquerello su cartoncino , dal titolo “ Roseto “, che ora vi propongo,accompagnato sempre , da un  mio giudizio globale sulla sua arte,, stilato poco tempo fa:

Mariacecilia Angioni da Burcei:" Roseto"- cm 30 x 40-acquerello su cartoncino 2011

Mariacecilia Angioni da Burcei:” Roseto”- cm 30 x 40-acquerello su cartoncino 2011

 

 

Ottimi i passaggi intercromatici , che sfumano abbellendo , i delicati contrasti e contorni . La forma , e’ abbastanza aggraziata , ricca come si puo’ vedere , di volumi ben definiti , che riportano per associazione di idee , in un gentile quanto magico mondo di favola , dove tutto appare incontaminato , ove ancora non esiste l’intervento dell’uomo. La nostra Brava Autrice , procede con una ritmica alquanto fine e nello stesso tempo aggraziata , nel distribuire le tonalita’, nella magistrale tecnica dell’acquerello , che e’ una tra le discipline dell’arte,piu’ complessa , superiore in difficolta’ e sotto certi aspetti , a quella della tempera , dell’acrilico e dell’ olio. Ho sempre sostenuto che l’acquerello , non e’ una disciplina per tutti gli Artisti , in quanto a differenza delle altre tecniche , deve , data la trasparenza , essere distribuita nelle campiture interessate , con eleganza,e soprattutto omogeneita’. Ogni zona interessata, nella sua esecuzione di pitturazione , deve partire necessariamente dal centro , per proseguire verso l’esterno , in modo da escludere la fastidiosa ‘goccia’. Se dovesse capitare a voi , basta assorbirla , con un pennello a pelo morbido, asciutto. Attraverso la lettura psicografica , si puo’ giungere a quantificare la personalita’ dell’Artista: Diciamo innanzitutto che Mariacecila Angioni da Burcei,e’ una grande sognatrice,una donna alla quale piace l’ordine ed apprezza soprattutto la sincerita’, pero’ non come forma di abbellimento biologico , ma artistico. Lei vede il lato migliore in ogni cosa , discondandosi spesso, dagl’apparenti contesti , di una Societa’ negativa. In parole povere , vede o sogna di vedere il bello della vita , dappertutto e questo concetto, stimola di riflesso , anche Noi che visioniamo le sue opere- Le sue elaborazioni , inducono ad uno stato di tranquillita’, di totale relax , dove regna sovrana la pace, non solo con noi stessi , ma con l’universo intero.In parole povere , la sua pittura , esalta,in maniera panteistica la natura , con il suo Creatore , ed e’ meraviglioso, cari Amici, credere ancora in questi valori. La natura primordiale , doveva proprio essere , come l’ha descritta pittoricamente l’Angioni , la quale propone una dialettica pittorica , dai sapori genuinamente surreali , ove tutto e’ permesso : Praticamente un sogno , che attutisce la tristezza della realta’, quella di un creato , ormai purtroppo manipolato e contaminato . La saggezza pittorica , con la quale l’Angioni , descrive una fatiscente natura , con colori tenuamente garbati e nello stesso tempo rivelatori , di un’utopia cromaticamente rielaborata , argina addirittura nella poesia , per cui mi permetto di onorarla , come ‘ Poetessa del colore’, una lirica, che esprime la bellezza naturale , del linguaggio della sua anima, che magistralmente ha saputo trasferire sulla tela-

Quello , che umanamente piu’ mi piace nell’Artista Mariacecilia Angioni , e’ il suo profondo senso di umilta’, virtu’ non tanto in voga , con i tempi che corriamo. Difatti , mi sono accorto che , vive un’esistenza che valorizza , le tradizioni ed il costume del Popolo Sardo , mentre la sua vita , si svolge in una normale quotidianita’ , come la cura del giardino , la vendemmia e quando occorre anche altre piccole mansioni . Naturalmente , dipinge spesso saltuariamente , in considerazione delle necessita’ piu’ urgenti , che si presentano. La terra , che le ha dato i natali , e’ spesso il soggetto preferito delle sue opere , come in questa , il cui titolo e’  : ” Su cuilli de sa Pedrixi” -(Rifugio di pastori nelle campagne di Burcei).

Mariacecilia Angioni- " Su Cuilli de sa Pedrixi" ( Rifugio di pastori nelle campagne di Burcei.)-Acquerello su cartoncino cm 48 x 34 -. 2015

Mariacecilia Angioni- ” Su Cuilli de sa Pedrixi” ( Rifugio di pastori nelle campagne di Burcei.)-Acquerello su cartoncino cm 48 x 34 -. 2015

 

 

Sebbene la costruzione , potrebbe apparire come un rudere immaginario , in realta’ esiste davvero e si trova nelle campagne di Burcei. Un tempo era raggiungibile attraverso dei sentieri di montagna , a piedi o a cavallo , mentre oggi lo si raggiunge anche con la macchina . Questa rudimentale costruzione , veniva poveramente innalzata , dai Pastori ed utilizzata dai Contadini del luogo , per cui oggi rappresenta , la Sardegna di un tempo , con tutta la sua poverta’ , molto prima che la nostra bella isola italiana, fosse presa d’assalto dal turismo. Certo , la struttura , non rispetta i parametri dell’edlizia moderna , mentre i materiali necessari per edificarla , come potete ben vedere , sono stati , pietre del luogo , con una lamiera per tetto  e  la porta e’ stata probabilmente ottenuta , con tavole di legno , magari di scarto o inservibili . Sicuramente era l’habitat naturale , o un ricovero di fortuna , per i Pastori , specialmente quando portavano le loro greggi al pascolo e magari pioveva o soffiavano forti venti. Il reticolato sulla sinistra del dipinto , sembra far da cornice , ad un povero mondo , dove l’unica ricchezza era proprio il lavoro . Pur mantenendo una precisa cognizione pittorica della realta’ , la nostra brava Autrice , riesce a concentrare la tradizione ed i costumi di un Popolo , in una perfetta esposizione , in cui ritornano i valori-, affievoliti dal tempo. Lei e’ nata in questa zona , che non e’ da considerare una localita’ di miseria , bensi’ l’espressione piu’ veritiera , degli anni che furono: Quindi questa sua realizzazione pittorica, deve essere considerata effettivamente storia dell’isola . I passaggi relativi ai contrasti sono tenuamente eccellenti , ottenuti con tinte che garbatamente , mettono in risalto il soggetto , mentre il tronco , visibile nella campitura centrale di sinistra, sembra con la sua presenza, innalzare un grido al cielo , in quell’aere cupo ed infinito, che viaggia nel labirinto dei ricordi. Sara’ solo un pezzo di legno, in una natura ancora incontaminata,ma vi assicuro che il : ” Su cuilli de sa Pedrixi” , ha visto tante generazioni e tante ancora ne vedra’-

Passiamo ora cari Lettori,all’analisi di un’altra sua opera:

Mariacecilia Angioni-“ Cavallo nella battigia”- cm 45 x 30 – anno di produzione 2014

Mariacecilia Angioni-“ Cavallo nella battigia”- cm 45 x 30 – anno di produzione 2014

 

 

Qualcuno potrebbe pensare , che questo dipinto, potrebbe essere solamente , il puro frutto della fantasia dell’ Artista , anche se in realta’ non e’ cosi’ , in quanto quello che vediamo in lontananza non e’ altro che  “ La sella del diavolo”  (Cagliari) , quindi viene illustrato un posto reale. L’Angioni , con questo suo saggio pittorico , ci propone il senso della liberta’ , espresso da un cavallo in corsa , senza briglie , che galoppa festosamente sulla battigia , ossia sul bagna-asciuga marino.  Rispettando i parametri ambientali della paesaggistica , il dipinto appare in tutta la sua spettacolare grandiosita’ , in una paesaggio immenso , in cui la prospettiva , viene ben calcolata. Questo e’ uno di quei pochi saggi pittorici , che offrono una magnifica alternativa: Se fisseremo per qualche minuto l’opera, avremo una netta sensazione auditiva , o meglio ancora una percezione : infatti accadra’ anche a Voi , di udire ,-il ” rumore del mare ” , con le sue onde, mentre Qualcuno avra’ l’impressione di sentire anche, il galoppo equino. La nostra Artista ha dato vita al suo saggio pittorico , con colori tenuamente garbati , non intensi , tanto per capirci , proprio , per mettere a fuoco  ,il linguaggio dell’anima , con il suo prepotente desiderio di liberta’- Questo infatti e’ il messaggio che viene sviluppato da questa bella opera-
Passiamo quindi ad analizzare un altro suo dipinto:

Mariacecilia Angioni da Burcei:" Veliero nella tempesta " ,acquerello su cartoncino. cm (47x33) -2014

Mariacecilia Angioni da Burcei:” Veliero nella tempesta ” ,acquerello su cartoncino. cm (47×33) -2014

 

 

Il soggetto del Veliero nella tempesta , e’ un motivo, ossia una paesaggistica marina , con il quale , molti Artisti,piu’ o meno noti , si sono espressi , specialmente a partire dalla fine de XIX° secolo . E’ un tema , ricorrente che i Pittori , hanno spesso proposto , non solo per la bellezza cromatica , con cui la loro opera veniva presentata , ma per l’associazione biologica umana , dai netti riferimenti , quanto profondi contenuti . Infatti, dipinti di questo tipo , corrono in parallelo , con i sentimenti umani , magari illustrando un’anima o un comportamento un po’ disordinato od irrequieto , come forti stati d’ansia , associati a momenti di panico. -In questo caso la pendenza del vascello o veliero , sta ad indicare non certo una posizione di assoluta calma . Il movimento , viene espresso dal rumoreggiare del mare , con i suoi flutti , mentre anche se non visibile , una forte presenza eolica , fa maestosamente da padrona alla scena illustrata. La pioggia ed il guizzo di un fulmine che si nota sulla campitura sinistra , per la nostra Autrice , non rappresentano altro che la tempesta della vita A bordo, ci saranno logicamente dei Naufraghi , che in uno stato d’ansia e di panico , rivolgeranno la loro supplica all’Onnipotente , affinche’ la tempesta possa presto sedarsi e ritorni la calma . Probabilmente la scena, si svolge di notte , al chiaro di luna , con una scenografia un po’ confusa , proprio per accentuare maggiormente , la situazione di pericolo , mentre il minaccioso cavallone sulla parte destra , sembra” divorare” pericolosamente il Veliero. Tutto pero’ ritornera’ alla pace ed il pericoloso attimo descritto , dall’abile pennello dell” Angioni” , sara’ solo un ricordo , come sono ricordi , gli avvenimenti , a volte angoscianti , che hanno caratterizzato la nostra esistenza , anche se talvolta , e’ difficile dimenticarli. Ritornera’ certamente il sereno , proprio come sentenzia un celebre detto: “ Dopo la tempesta ,vien sempre il sereno” ed un benefico raggio di luce , illuminera’ nuovamente la vita . Ottimi gli accostamenti cromatici tra le tinte fredde , che in una magica didascalia del colore , fantasticano , alla ricerca dell’assolutismo pittorico , ossia cercano di mettere in evidenza , il frenetico messaggio dell’anima.-Arcanamente magnifiche , le campiture raffiguranti la schiuma marina , che come una ponderata eco pittorica, cerca di mimetizzare e attutire i risvolti,della scena rappresentata-

Passiamo quindi ad illustrare sinteticamente,altre sue elaborazioni:

Mariacecilia Angioni-“ Regata velica a Marina Piccola” Poetto .Cagliari . Acrilico a spatola, su tela

Mariacecilia Angioni-“ Regata velica a Marina Piccola” Poetto .Cagliari . Acrilico a spatola, su tela

 

 

L’estro dell’Angioni , viene illustrato con varie tecniche , anche se di consueto preferisce l’acquerello , che vi posso garantire e’ una tecnica tra le piu’ difficil i, mentre a volte ama pronunciarsi anche con l’acrilico.
In ambo i casi , i colori vengono diluiti con l’acqua , solo che il colore acrilico , risulta , molto piu’ coprente, rispetto all’acquerello , che invece per ottenere una buona copertura , necessita di una bassa soluzione d’acqua , o anche di piu’ passate di colore , sempre -a piu’ riprese. Il dipinto raffigura un momento di una regata velica , evento abbastanza diffuso , in molte localita’ dell’Isola , quasi come se fosse una tradizione. Probabilmente , sara’ solo una competizione sul mare , su acque leggermente agitate , che esprimono un vago movimento naturale. Molto eleganti e risolutivi , i riflessi , delle vele sull’acqua , che vanno a perdersi , in ragione della presenza , delle spumeggianti onde , sapientemente dosate e calibrate al punto giusto,con la densita’ del colore, con quei riflessi schiumeggianti bianchi , senza per questo entrare in un’eccessiva distorsione dell’iconografia marina- Sullo sfondo , fanno da effetti scenografici , una folta e verdeggiante vegetazione , dominata da ruderi , testimoni di una innata e grande civilta’ , che ha visto intere generazioni di Pescatori. Il senso allegorico-iconografico , viene distribuito con grande professionalita’, tra l’alternarsi delle tinte fredde , dominate nella campitura superiore , da quelle della luce ,s otto un cielo , che sembra far da testimone alla situazione , ossia alla “ Regata Velica ”. Dobbiamo ammettere che queste gare,non vanno ad urtare e rovinare la natura , anzi la valorizzano e quindi l’intervento dell’Uomo,in questi casi e’ ben accetto.
Passiamo dunque ad analizzare l’ultimo acquerello . In questo dipinto,Mariacecilia Angioni da Burcei, offre al Visionatore , la sua capacita’ di espressione, con la tecnica acrilica.

Mariacecilia Angioni da Burcei, "Marina di Chia " Sardegna. acquerello su cartoncino - cm 45 x 30 - 2013

Mariacecilia Angioni da Burcei, “Marina di Chia ” Sardegna. acquerello su cartoncino – cm 45 x 30 – 2013

 

 

Esistono Autori , in grado di esaltare con i loro colori , gli aspetti naturali del creato , come in questo caso , sa magistralmente fare , Mariacecilia Angioni da Burcei. Siamo piu’ che convinti , che e’ molto complesso , esprimere attraverso i colori ,  il linguaggio della natura. Nel dipinto   “Marina di Chia” , la nostra brava , quanto preparata Autrice , non fa altro , che confermare in bellezza pittorica ,  un suggestivo quanto caratteristico scorcio,della Sardegna  e qui’ notiamo ,  il  talento pittorico , col quale  si esprime , con quella  raffinata e profonda maestria panteistica , nell’esaltazione appunto , del creato isolano . Una povera , quanto fitta vegetazione mediterranea , caratterizzata da  ginepri contorti dal maestrale , che appunto , in questa zona soffia molto forte , abbellisce il primissimo , quanto desolato piano , mentre il mare , si pronuncia,con il suo ruggito-movimento , lambendo la spiaggia . Le montagne , con un altro lembo di terra che si allunga sul mare , a mo’ di promontorio , vanno a formare un golfo naturale , in una suggestiva , quanto espressiva presenza. La Sardegna , e’ anche questa , con tutta la sua bellezza  ed un mare incontaminato e cristallino , che tutto il resto del mondo c’invidia .  Infatti la purezza dell’acqua marina , viene spesso proposta nella sua trasparenza e cristallineita’ , dal settore fotografico , che sovente promuove il turismo dell’Isola.  Nonostante la pronunciata e visibile Immensita’ e profondita’ d’immagine , l’opera nel suo insieme , esprime un isolamento parziale , una motivata pochezza biologica , probabilmente quella percepita , dallo stato d’animo della nostra Autrice , la quale con colori tenui,non esagerando nella loro corposita’ e densita’ , cerca di mantenersi in una garbata condizione cromatica , particolarmente convincente : L’assemblaggio o l’insieme dei colori infine , non va ad urtare lo sguardo interessato dell’Osservatore . Concludendo , dobbiamo solo ammettere , che con una particolare elaborazione , la nostra brava Pittrice , e’ riuscita ad esprimersi davvero, con tanta potenzialita’ ed energia pittorica.
Finalmente cari Amici Lettori,siamo arrivati alla conclusione di questa significativa recensione , con la quale,abbiamo conosciuta una magica Interprete del colore , che con grande responsabilita’ pittorica , ci ha condotti in un fantastico viaggio virtuale , per visitare una parte, della meravigliosa Terra di Sardegna . Vi ringrazio per la vostra pazienza , ma certamente converrete con me , che un’Artista di questo calibro , non avrebbe mai potuto essere sinteticamente illustrata , per questo mi sono un po’ dilungato: A motivo di cio’, vi domando scusa , ringraziandovi , per avermi letto:
Buon’arte a Tutti :
Pasquale Solano Critico

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