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Star Dust – Patrizia Romani, di Pasquale Solano


La Poetessa Patrizia Romani da Roma, si presenta a noi,con queste sue testuali parole:

Sono nata in Trastevere, nel cuore di Roma  ed è mio vanto essere romana da tantissime generazioni.

Conduco una  vita che scorre tranquilla, in una famiglia amorosa e premurosa, in cui regnano ancora, i valori tradizionali della Comunità e del rispetto reciproco.

Patrizia Romani

La Poetessa Patrizia Romani, in una recentissima foto.

Da sempre ho amato viaggiare per il mondo e naturalmente dentro me stessa, con il sorriso sulle labbra, ho sempre affrontato le intemperie dell’anima ed i problemi che si sono presentati nella vita, come da  sempre, ho sentito quella spinta, cioè  quella necessità di scrivere, per esporre i miei sentimenti. Fin dalla tenera età,  ho sentita una particolare tendenza verso la poesia e tra i ricordi della mia infanzia, ne prevale uno, in modo particolare: Quello di quando frequentavo la scuola elementare, in cui fu indetto un concorso a livello nazionale ed un mio tema d’italiano, vinse il primo premio,come miglior svolgimento più bello d’Italia.

Sono passati tanti anni d’allora, ma la voglia di scrivere, ancora è sempre presente in me. Di solito, mi sveglio presto la mattina,  mi siedo alla mia scrivania  e la penna, guidata dalla mia fantasia, inizia a scrivere. Lascio che sia la mia momentanea ispirazione  a guidarmi, in  mondi diversi,  per  un incontro poetico d’amore o in qualsiasi altro posto essa voglia andare … e qui su questi fogli, metto a nudo la mia anima e nascono le mie poesie.

Concludo io, questo suo intervento, dopo che Patrizia, mi ha confidato, che ha sempre creduto nell’amore, nella genuinità e schiettezza dei suoi valori e principi,anche se il destino, ha deviato il corso delle sue aspirazioni. Infatti, le informazioni a me pervenute, continuano così:

“Avrei voluto amare un solo uomo nella mia vita, ma ne ho amati tanti ed anche  intensamente, come intensa e frenetica, è stata la mia esistenza, nella quale  ho conosciuto grandi gioie e molti dolori, come la morte di mio fratello, nella quale  appunto, credevo di non farcela. Poi  con il tempo, la mia  volontà di vivere mi ha aiutata, perché  credo che vivere,  sia il dono più grande: Amo la vita, mi coinvolge, mi appassiona, restituendo alle delusioni, la giusta buona ricompensa .

Sono un’Anima libera ed aperta, soprattutto nel modo di pensare e scrivere mi dà quella forza interiore necessaria, per inoltrarmi nel mio fantastico mondo, dove mi immergo nel profondo, di una dimensione tutta mia”. Questa, sono io : Patrizia Romani.

Ogni Essere Umano si sa’, nasce ed ha una propria storia. Alcuni sostengono che tutto sia pilotato dal destino, anche se sono convinto che quello che i poeti chiamano il fato, spesso e’ un contesto, che potrebbe anche essere condizionato da fattori esterni. Posso ammettere per esempio, che una persona ha un brutto destino, magari quando nasce con una patologia o infermità non voluta dalla stessa, ma non sono d’accordo magari su una situazione che si va a creare e diventa in seguito incontrollabilmente negativa, anche se originariamente voluta. Patrizia qui parla, della morte del Fratello, al quale era molto legata e naturalmente ci troviamo di fronte ad un caso non voluto, quindi parliamo di un destino avverso. Mi piace la frase:” Avrei voluto amare un solo uomo nella mia vita”, che attesta dei seri valori morali, che la nostra Poetessa, si era imposta, magari a conseguenza, di una buona educazione impartitale .Ma le cose, non sono andate per il verso giusto, il tempo e’ trascorso ed e’ difficile ricominciare, dopo le negative esperienze vissute. La forza di lottare e continuare nella vita, genera e favorisce quei meccanismi di autodifesa, per cui la persona interessata, pur lasciandosi andare, cerca di recuperare la propria forza intellettiva e rigeneratrice. Non tutto è perduto e la poesia potrebbe rappresentare quella valvola risolutiva, o meglio ancora  quel filtro che attutisce il dolore del vissuto, con le sue tristi vicende. A questo punto, una silloge poetica nel suo insieme, potrebbe rappresentare  un diario vero e proprio e potrebbe celarsi  nei versi delle liriche, con una flebile maschera poetica, il riassunto di un’esistenza. Detto questo, cercheremo di entrare in punta di piedi, nel suo fantastico mondo poetico, leggendo insieme qualche suo componimento, analizzandolo nella forma e nel contenuto:

Accettabili Vanità

 

( Fosse solo per un giorno )

 

Vorrei sentirmi bella                      ( ricerca introspettiva

Bella, per un giorno!                      ( che vorrebbe annullare

Mi accarezzerei,                            ( il vissuto reale,

specchiandomi                              (tentando di addolcire

negli occhi…                                 (le rimembranze non certo felici)

 

 

In quel giorno mi darei                  ( Utopico progetto dell’Autrice

così tanto amore                           ( carente di vero affetto

Tutto quello che                            ( che si esprime contro la vita

non mi ha                                      ( cioè un destino avverso.

mai dato lei…                                ( Il fato per intenderci-)

 

 

Chè stata così avara                    (l’esistenza con gli ostacoli

a far sì che                                   ( che si sono presentati

subito imparassi                           ( la repentina responsabilità

a volteggiar sui sassi                    ( e gli inciampi

guerriera nella vita                        ( il coraggio di continuare

sempre pronta                              ( senza mai arrendersi

a battagliare                                  (pure se indifesi,

senza armi                                    ( con le sole proprie forze

nella mano                                    ( senza recare alcun danno

per non far                                     ( a nessuno)

male alla gente

Con lo scudo                                ( la forza della poesia

Solamente                                    ( che riesce a migliorare

proteggevo                                   ( uno stato di depressione

la mia mente                                 (Si fa strada un’insolita

Nell’animo                                     ( innocenza( candore)

un pudore

così simile

a candore

Sempre pronta                               ( involontaria accettazione

ad imparare                                   ( degli eventi,pur mantenendo

nella strada                                    ( la cognizione della realtà

volli andare                                    ( Viaggio introspettivo

Camminando                                 ( dell’anima,la cui meta

per il mondo                                   ( riporta al punto iniziale)

mi accorsi

ch’era tondo                                    ( l’ostilità diventa partecipazione

Tenendolo                                       ( accompagnata

per mano                                         ( con gentilezza

ne ho fatto

il mio bonbon                                   ( in una dolcezza infinita)

Ed ogni tanto

Ne assaggio

ancora un po’

Son sincera                                      ( trionfa un po’ la vanità,

ve lo dico                                          (con un’accennata femminilità

mi sento bella                                   ( da belle epoque

bella veramente. ..                            ( però in un breve

Fosse solo ,                                        ( e utopico sogno,che forse

per un giorno

solamente!                                         ( mai si avvererà )

 

Patrizia Romani


Certo dare una equa e sommaria interpretazione ad una lirica di questo genere, non e’ relativamente facile, in quanto i versi da uno stato apertamente dichiarato, invece alludono ad un carente contesto biologico, nel quale l’emarginazione e’ fiorente, anche se costruttivamente d’impatto. Resta solo il fatto, che dopo tante peripezie, si nota nel finale l’addolcimento poetico della speranza, con quel positivismo dal tipico effetto Montaliano.

Leggiamone insieme ancora qualcuna e vediamo cosa ci propone questa volta, Patrizia Romani da Roma:

 

Stringimi     

Stringimi…

stringimi  forte !

Si è alzato il vento.

Profumo di gelsomini

nelle narici…

nella pelle

Respiro…

respiro forte.

Vorrei raggiungerti

in trasparenza. ..

essere un sogno

nella tua mano,

non un tarlo

nella tua mente.

Stringimi. ..

stringimi forte

si è alzato il vento.

Ho affidato

al vento

Ho affidato

al vento

il mio pensiero…

Per raggiungere

il tepor della tua mano.

Assaggiare il tuo sorriso:

Entrare nel tuo sguardo

Sorvolare la tua pelle in

un enfasi garbata,

penetrarti fino in fondo,

con dolcezza smisurata;

arrivando finalmente

a toccare la tua mente.

 

Ambedue le liriche vanno a dilettarsi nella sfera di un sano romanticismo e qui dobbiamo aprire una parentesi, per capire a fondo lo stato d’animo della nostra Autrice. Notate cari Amici Lettori, il verso finale della prima poesia, il quale viene enunciato così: ”Stringimi … stringimi forte, si è alzato il vento”. Se ci fate caso, lo stesso soggetto, cioè il vento, viene ripreso nella lirica successiva, per cui, siamo propensi ad ammettere, che la seconda poesia, sia la parte continua della prima. Addirittura l’Autrice, è in grado di farci  rivivere, un amore d’altri tempi, magari con uno stile Shakespiriano. Infatti la nostra Poetessa, affida  il suo pensiero al vento, con la speranza che la potente forza eolica, porti un messaggio d’amore, all’uomo amato, iniziando dal: ”Tepor della tua mano”, per poi includere l’anima vera e propria, attraverso il sorriso, lo sguardo, la pelle e quindi far breccia nella mente del destinatario. In “Stringimi “ invece, l’impatto emotivo, cioè il pathos, essendo fluente, viene distribuito con una fine eleganza poetica, associando il sentimento, agli effetti naturali come il vento con nell’aria il profumo dei gelsomini.

Nell’undicesima riga Patrizia,vorrebbe essere un sogno, tramutare la sua anima in un disegno surreale e sinceramente questo suo progetto, ha fatto presa anche su di noi, che leggendo le sue poesie, siamo rimasti coinvolti in un sogno, un sogno che mai si spegnerà, perché  fino a quando esisterà la Creatura Umana, avremo sempre bisogno d’amore.

Grazie per avermi letto: Pasquale Solano

 

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