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Vincent van Gogh

Vincent Willem van Gogh (Zundert, 30 marzo 1853 – Auvers-sur-Oise, 29 luglio 1890) è stato un pittore olandese.

Autore di ben 867 tele e di più di mille disegni, senza contare i numerosi schizzi non portati a termine e tanti appunti destinati probabilmente all’imitazione di disegni artistici di provenienza giapponese. Tanto geniale quanto incompreso in vita, van Gogh influenzò profondamente l’arte del XX secolo. Dopo aver trascorso molti anni soffrendo di frequenti disturbi mentali,morì all’età di 37 anni per una ferita da arma da fuoco, molto probabilmente auto-inflitta. In quell’epoca i suoi lavori non erano molto conosciuti né tantomeno apprezzati.

Van Gogh iniziò a disegnare da bambino, nonostante le continue pressioni del padre, pastore protestante che continuò ad impartirgli delle norme severe. Continuò comunque a disegnare finché non decise di diventare un pittore vero e proprio. Iniziò a dipingere tardi, all’età di ventisette anni, realizzando molte delle sue opere più note nel corso degli ultimi due anni di vita. I suoi soggetti consistevano in autoritratti, paesaggi, nature morte di fiori, dipinti con cipressi, rappresentazione di campi di grano e girasoli. La sua formazione si deve all’esempio del realismo paesaggistico dei pittori di Barbizon e del messaggio etico e sociale di Jean-François Millet.

Van Gogh in età adulta lavorò per una ditta di mercanti d’arte, viaggiò tra L’Aia, Londra e Parigi. Per breve tempo si dedicò anche all’insegnamento; una delle sue aspirazioni iniziali fu quella di diventare un pastore e dal 1879 lavorò come missionario in una regione mineraria del Belgio, dove ritrasse persone della comunità locale. Nel 1885, dipinse la sua prima grande opera: I mangiatori di patate. La sua tavolozza, al momento costituita principalmente da cupi toni della terra, non mostra ancora nessun segno della colorazione viva che contraddistinguerà le sue successive opere. Nel marzo del 1886, si trasferì a Parigi dove scoprì gli impressionisti francesi. Più tardi, spostatosi nella Francia del sud, i suoi lavori furono influenzati dalla forte luce del sole che vi trovò.

C’è stato molto dibattito nel corso degli anni per quanto riguarda l’eziologia della malattia di van Gogh e quanto abbia inciso sulla sua produzione artistica. Oltre 150 psichiatrihanno tentato di classificare i suoi disturbi, con il risultato di circa 30 diagnosi diverse. Esse includono la schizofrenia, il disturbo bipolare, la sifilide, l’avvelenamento da ingestione di vernici, l’epilessia del lobo temporale e la porfiria acuta intermittente, con l’aggravante della malnutrizione, del lavoro eccessivo, dell’insonnia e del consumo di alcol, in particolare di assenzio.

Sono una trentina i film e i telefilm dedicati al grande artista olandese. Il più noto è forse Brama di vivere, del 1956, di Vincente Minnelli con Kirk Douglas nel ruolo di van Gogh eAnthony Quinn in quello di Paul Gauguin. Nel film Vincent & Theo, del 1990, di Robert Altman, il personaggio del pittore è interpretato da Tim Roth. Alain Resnais realizzò nel 1946 il documentario Van Gogh e Van Gogh è anche un film di Maurice Pialat, uscito nel 1991 e interpretato da Jacques Dutronc.La locandina del film Midnight in Paris diWoody Allen è un chiaro riferimento a Notte stellata.

Van Gogh è rappresentato anche in uno degli otto episodi del film Sogni di Akira Kurosawa, intitolato Corvi e interpretato dal regista Martin Scorsese. Nella quinta stagione della serie fantascientifica inglese Doctor Who, van Gogh (interpretato dall’attore Tony Curran) è il coprotagonista del decimo episodio, Vincent e il Dottore, in cui lo stesso pittore è in grado di vedere un mostro che risulta invece invisibile a tutti gli altri.

Nel film La notte dei generali (The Night of the Generals, 1967) il generale nazista Tanz, impersonato da Peter O’Toole, è ossessionato dall’autoritratto (“Van Gogh in fiamme”)

In omaggio al grande pittore, un gruppo spagnolo pop si chiama La Oreja de Van Gogh (L’orecchio di Van Gogh); un altro gruppo rock serbo si chiama Van Gogh. Di seguito, alcuni brani musicali dedicati all’artista:

  • Fré Focke, Tombeau de Vincent van Gogh, venti pezzi per pianoforte solo (1951)
  • Don McLean, Vincent, canzone rifatta fra gli altri anche da Roberto Vecchioni (1971)
  • Grigorij Samuilovič Frid, Lettere di van Gogh, opera in due parti per baritono, clarinetto, percussioni, piano e archi op. 69 (1975)
  • Bertold Hummel, 8 frammenti di lettere di van Gogh per baritono e quartetto d’archi op. 84 (1985)[149]
  • Einojuhani Rautavaara, Vincent, opera in tre atti (1986-1987)[150]
  • Einojuhani Rautavaara, Vincentiana, sinfonia nº 6 (1992)[150]
  • Henri Dutilleux, Corrispondenze, per soprano e orchestra (2002-2004)
  • Caparezza, Mica Van Gogh, contenuta nell’album Museica (2014)

Fonte Wikipedia

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