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Vincenzo Cantatore

Mi chiamo Vincenzo Cantatore e  sono nato a Bari il 22 settembre del 1952, dal 1958 mi sono trasferito e vivo a Milano.

Sono una persona semplice; Ho iniziato a scrivere nel 1972 però, non riuscivo mai a portare a termine, ciò che la mia penna desiderava scrivere e solo successivamente e molto lentamente, ho ripreso gli scritti imponendomi di portarli a fine.

Ho pubblicato due libri e ho partecipato a due antologie.

Credo che l’arte, scorra nel mio sangue, in quanto mio Padre è cugino di Domenico Cantatore (Pittore di Ruvo di Puglia), morto in Francia.

Oggi a Ruvo di Puglia c’è una rassegna permanente in memoria di questo famoso artista.

Da ragazzo, ai tempi dell’apprendistato, facevo il meccanico, proprio in quell’officina dove c’era il reparto di carrozzeria ed io ero sempre là, perchè ero attratto dai colori. Alla fine il Datore di lavoro si stancò di vedermi andare avanti ed indietro e mi sistemò nel reparto carrozzeria.

Con le vernici per auto, mi divertivo a dipingere le damigiane di vetro impagliate usate per contenere vino oppure olio.

Durante il servizio militare, scoprii di avere una vocazione: Quella di  scrivere poesie, e fù in quel periodo, quando facevo il servizio di piantone notturno alle camerate che ne scrissi alcune.

Capitava che gli amici commilitoni mi chiedevano alcuni versi, per fare una gradita sorpresa alle loro fidanzate, oppure alla loro mamma, e non mi dispiaceva farlo, in quanto mi aiutava anche a far passare il tempo.

Scrivo come se fosse una vocazione; Scrivo soprattutto ciò che colpisce la mia attenzione, o quello che mi circonda, in questo mondo turbolento.

Un mondo dove la parola rispetto s’è persa chissà dove, un mondo dove gli emarginati sono diventati peggio dei lebbrosi, un mondo dove il sociale è una serie di numeri che ormai non contano più.

Non riesco a restare indifferente, davanti a tante realtà  e certamente non chiudo gli occhi, per far finta di di non vedere, perché di questo contesto, ne faccio parte ed allora visto che bisogna combattere contro i mulini a vento, volo fantasticando in quel mondo, dove non esiste la malvagità e gli orrori che ci circondano, per respirare aria pura.

Sono un sognatore, mi basta isolarmi ed il tempo di ricaricarmi, ma sempre rimanendo con i piedi ben ancorati al suolo. Mi sono identificato in un  “Airone”, un maestoso volatile protetto, dato che è  in via di estinzione, il quale spicca il volo, per poter osservare dall’alto questo mondo, che ogni giorno di più, rotolando va verso il dio denaro, figlio dell’arroganza, sberleffa i deboli che cercano giustizia;  quello che non riesco dire con la voce, la mia penna, lo urla nello scrivere.

La strada è maestra di vita, la sola capace d’inculcare ed indirizzarci verso i veri insegnamenti. Mi rispecchio moltissimo, nei testi delle canzoni di Renato Zero, al quale ho voluto dedicare un mio libro di poesie, in cui molte le ho scritte, usando i titoli delle sue canzoni, che in realtà esse stesse sono pura poesia.

Ringrazio l’amica e Poetessa Luigia Di Sabatino per aver scritto insieme a me, questa silloge poetica, di prossima pubblicazione. Spero che piacerà, a chi attentamente leggendolo, saprà coglierne il significato per quella speranza alla quale ci aggrappiamo con tutte le nostre forze, per un mondo migliore.

Vincenzo Cantatore – Visitate la sua pagina facebook


Ecco alcune splendide poesie di Vincenzo …

“Un numero in meno”

Numeri alti con le loro storie,

menti lucide e capelli bianchi

si avviano verso il viale del tramonto,

sballottati come pacchi postali.

Nel loro tempo, hanno dato tanto,

ritornando dei bambini

che voglion essere coccolati

ma, col nulla, vengon ripagati.

Non si senton più considerati.

Diventati solo un peso,

via dal loro quotidiano,

sono inevitabilmente condannati.

Dagli affetti vengono allontanati,

mentre, lacrime silenziose

bagnano le stanche rughe,

in un deposito bagagli parcheggiati.

Spaventati, impauriti e persi,

con la loro umana dignità,

lentamente muoion dentro,

diventando un numero in meno.

© Vincenzo Cantatore “Airone”

Tutti i diritti riservati ai sensi della Legge

 

Temporale

I brontolii di un improvviso temporale

si ascoltano da una finestra aperta;

battente è la pioggia che inizia a scendere,

rumoroso è il suo scrosciare.

Le gocce sembran danzanti ballerini,

cadendo, bagnano strade, case e giardini

in un via vai di veloci passanti

che, a vista d’occhio, fuggono in fretta.

Auto in corsa, alzan spruzzi d’acqua

che schizzano pedoni imprudenti.

Nell’aria, cerchi di fumo svaniscono

disperdendosi lentamente,

mentre richiudete dietro voi

Il mondo, con tutto il suo vociare.

In un caldo abbraccio silenzioso,

la vita si colora di rosso passione,

nell’accarezzar un fremente corpo.

Curve armoniose vestite di pelle,

dal desiderio, catturano lo sguardo,

desiderio che nuovamente s’accende,

annullando tutti i pensieri

per vivere ancora… intensi momenti.

© Vincenzo Cantatore “Airone”

Tutti i diritti riservati ai sensi della Legge

 

“Bataclan” (Parigi 13 nov. 2015)

 

Manichini vuoti senza età.

Belve feroci e sanguinarie

eseguono ordini ben precisi,

inneggiando al loro dio,

che non ammette tutto questo.

Per le strade, han seminato il terrore

con raffiche di piombo e crudeltà,

in una assurda guerra

che nessun dio ha mai dichiarato.

Fanatici, privi di qualsiasi volontà,

nascosti dietro un dio,

portan, nuovamente, tra la gente:

paura, morte e disperazione.

Colpendo vittime innocenti

che, inermi e senza difesa alcuna,

come tanti birilli son caduti giù,

mentre cercavan di fuggire

da una mattanza organizzata.

Macellai che, senza nessuna distinzione,

né un minimo accenno di pietà,

han fatto di giovani vite un massacro,

lasciando per terra pozzanghere di sangue

e corpi senza più un alito di respiro.

© Vincenzo Cantatore ” Airone ” 16 nov.2015

 

” Quando la notte scende “

 

Quando la notte scende,

disteso sopra una panchina,

fai riposar le membra

di un corpo sempre più alla deriva.

In quel tuo letto

riposi ma non dormi,

coperto da abiti logori, rimediati.

Il cielo hai come soffitto

con stelle, acqua e freddo.

Riposi ma non dormi.

L’orecchio è sempre vigile

a passi che s’avvicinano.

Non cerchi pietà, né compassione

ma qualche parola che

possa riscaldarti il cuore.

Vita brutalizzata la tua che,

schiaffi ormai, non ti può più dare.

Nessuno conosce la tua storia

e quello che eri un dì.

Oggi, nella tua libertà

non accetti compromessi.

Hai la consapevolezza di chi,

ormai, ha vissuto i suoi giorni

nella solitudine di una triste dignità.

Leggi negli occhi dei passanti

un mascherato buonismo

e, tra l’indifferenza e l’ipocrisia,

un giorno ti troveranno…

disteso sulla solita panchina,

coperto da un vestito di ghiaccio che

avrai indossato nella tua libertà.

© Vincenzo Cantatore  “Airone”

Tutti i diritti riservati ai sensi della Legge

 

” Scempio “

 

Prelevata con forza. Schiaffi e minacce,

a nulla è servito il tuo dimenarti.

Nell’animo un’immensa paura,

nell’ascoltar voci che ridevano di te

e sul tuo corpo allungavano le mani.

In silenzio, con gli occhi sgranati,

speravi in un aiuto inaspettato.

Nella corsa, in quel luogo appartato,

là, dove nessuno poteva vedere,

nessuno le tue urla doveva sentire.

A nulla è servito il tuo supplicare,

nel sentirti, con furia, strappare i vestiti

e, mentre ti sbattevano per terra,

prendendoti a calci e ceffoni,

continuavano nel loro sghignazzare.

Nessuna pietà, in esseri immondi,

alle lacrime che ti bagnavano il viso.

Tenuta ferma e poi immobilizzata.

Bestie orrende, martoriando l’anima tua,

a turno hanno fatto scempio del tuo corpo,

mentre urla di dolore ti morivano dentro.

© Vincenzo Cantatore ” Airone ”

Tutti i diritti riservati ai sensi della Legge


Le copertine delle sue pubblicazioni:


 

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1 Comment

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  1. Ciao Vincenzo, complimenti per questa tua nuova iniziativa, l’arte scorre nelle tue vene, perché oltre ad avere talento, hai una una sensibilità oltre misura, sei un difensore dei deboli e degli oppressi, accudisci chi non può accudirsi, consoli il triste e lo sconsolato. Davvero una gran persona. Ad Maiora, amico mio !

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