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ALLMAN BROTHERS BAND At Fillmore East

Gregg Allman – voce principale, piano, tastiere. Jay Johanny Johanson – batteria, congas e percussioni.

Duane Allman – chitarra elettrica solista e slide guitar. Berry Oakley – basso.

Dickey Betts – chitarra elettrica ritmica e solista. Butch Trucks – batteria e percussioni.

Blues e campi di cotone, questa la visione che ci da’ “At Fillmore East” della mai dimenticata Allman Brothers Band. Chitarre caldissime nelle notti turbolente del Sud degli States. Ma il doppio disco e’ anche un’ anima rock capace di rivitalizzare vecchie e un po’ rinsecchite radici blues.

E’ dal vivo che gli Allman B. B. esprimevano la loro dimensione migliore, con le chitarre di Betts e Duane Allman in perenne rincorsa su binari paralleli e spesso convergenti. Le geometrie ritmiche di Jay Johnson, Butch Trucks e Berry Oakley facevano da supporto. Ed i ricami tastieristici all’ Hammond e la voce ruvida ed efficace di Gregg Allman impreziosivano il tutto…

Una formazione irripetibile e purtroppo troncata dalla scomparsa improvvisa il 28 ottobre 1971 di Duane Allman in un incidente motociclistico e di Berry Oakley l’ anno successivo, l’ 11 novembre, in un incidente analogo.

“Statesboro Blues” e’ di Will Mc Tell. Gli Allman aprono il disco con un festoso e canonico blues-rock abbastanza deciso.

“Done Somebody Wrong” proviene dalla coppia Clarence L. Lewis ed Elmore James : si tratta di un altro corposo blues dai tratti antichi, ma comunque elettrico : che non guasta.

Da T. Bone Walker gli Allman ‘rubano’ “Stormy Monday” . Voce sofferta e strumenti d’ accompagnamento molto d’ effetto.

“You Don’ t Love Me” e’ di Willie Cobbs. Qui i sei si spingono nelle loro celebri cavalcate in stile blues rockeggiante. Il pezzo viene aggredito da batteria e percussioni e dilatato a diciannove minuti, forse troppo. La fase centrale e’ lasciata ad un divertimento elettrico tra le due chitarre elettriche di Betts e Duane Allman. Ma non e’ il loro massimo creativo.

“Hot ‘Lanta” e’ accreditata a tutta la band ed e’ un capolavoro. Assolutamente strumentale. Qui il blues-rock offre suggerimenti melodici notevoli. Grandissimi gli incontri delle due chitarre elettriche.

“In Memory of Elizabeth Reed” e’ un pezzo di Dickey Betts. Anche qui siamo dinanzi ad un capolavoro. Linee melodiche elettriche e tappeti di tastiere descrivono un rock bluesato, leggermente acido, ma solido e libero.

“Whipping Post” di Gregg Allman e’ la conclusione estetica ed esaltante degli Allman. Con i suoi 23 minuti e’ una cascata meravigliosa di note e note vigorose e delicate. Una corsa straordinaria ed epica di puro rock distillato. Un pezzo di leggendarie cavalcate elettriche e di fasi sognanti addolcite dall’ Hammond e dai piatti di Butch Trucks, nel quale tutti gli A.B.B. concorrono con gli strumenti a creare bagliori di bellezza.

Un album di straordinaria potenza e bellezza, ci si ripete : ma e’ dovuto. Soprattutto la seconda parte di “At Fillmore East” : e’ stupenda; mentre nella prima : alcune parti non sono eccelse. Il doppio album comprende classici come “Statesboro Blues”, “Stormy Monday” riportati a nuova vita ed illuminazioni rock come “In Memory of Elizabeth Reed” inventato dal grande Betts e “Whipping Post” di Gregg Allman. Quel suono “Allman” erano la fusione irripetibile delle chitarre duellanti dei due grandi solisti ed un genuino amore di tutti e sei per le radici nere ed il blues.

Duane Allman e’ stato un genio della chitarra elettrica, della slide e del bottleneck, capace di fare cose incredibili con estrema semplicita’ e genialita’; e capace di magnifici e pulitissimi assoli venati di piccola acidita’, semplicemente ponendo le sue dita sulle corde della sua chitarra.

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