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BALLETTO DI BRONZO YS

Gianni Leone – tastiere, piano, effetti, voce, mellotron, celeste, spinetta, Moog.

Vito Manzari – basso. Giancarlo Stringa – batteria, percussioni.

Lino Ajello – chitarra elettrica ritmica e solista, chitarra acustica.

Dopo un disco tra beat e pop “SIRIO 2222″ del 1970, con l’ ingresso del tastierista Gianni Leone arrivano nel Balletto Di Bronzo nuove idee di rock progressivo. Leone aveva gia’ fatto esperienze nei ”Volti di Pietra” prima ed era poi approdato nelle fila dei ”Citta’ Frontale”. L’ album “YS” che ne scaturisce consente al gruppo napoletano di lasciare un bel segno nella scena rock italiana. Il disco non e’ di facile presa, troppo tecnico, con alcune parti che suonano sgraziate e cacofoniche, ma presenta ottimi intrecci tra voci corali, tastiere e batteria. Originali risultano gli arrangiamenti, anche se a volte fuorvianti. Potente l’ affiatamento strumentale, soprattutto nei ritmi piu’ frenetici e complessi, sintomo di grandissima preparazione.

“Introduzione” inizia delicata : bella; quindi si getta in un rock progressivo, dai tratti psichedelici e cacofonici. I suoni che ne escono sono tenebrosi, parecchio strani. Il cantato risulta estraneo al contesto sonoro. Nuvole di tastiere primeggiano sopra un ottimo tessuto ritmico : poco distante dalla ripetitivita’. La chitarra elettrica entra senza strappare primati. Sul finale : ritmi e atmosfere si addolciscono.

“Primo incontro” appare grezzo, cerebrale, con un ottimo piano ed un bell’ assolo di chitarra elettrica.

“Secondo incontro” con parti tecno-rock e parti suggestive per tastiere e voci traghetta verso “Terzo incontro” il cui ritmo rallenta e la parte melodica migliora con fraseggi di Hammond, Moog ed elettrica. Il cantato e’ inefficace.

In “Epilogo” il tema inizale e’ ottimo. Poi motivi sgraziati, taglienti, cacofonici, spettrali, quasi d’ oltremondo : dilatano il brano. Piu’ che rock progressivo, sembra un brano di psichedelia. Il piano intelaia melodie free-jazz mentre il basso incide metronometriche cadenze. Finale in crescendo con voci, ritmica, piano e tastiere all’ unisono. Gli ultimi secondi sono lasciati a voci ”galattiche”.

Una serie di quadri-brani compongono l’album “YS” del 1972 : “Primo incontro”, “Secondo incontro”, ecc… . La lettura dei testi e’ di difficile comprensione. Od anche troppo elementare ?. Il Balletto di Bronzo ha dato vita con “YS” al di la’ dei testi e del cantato non bello di Leone, ad un album musicalmente ottimo che richiede parecchi ascolti per essere assimilato. Il ritmo e’ sorretto da una vitalissima sezione che non cade mai nell’hard rock; le numerosissime tastiere di Gianni Leone percorrono il disco in lungo ed in largo. Poco lo spazio che Lino Ajello riesce a prendersi all’ interno del LP.

Il gruppo napoletano aveva le carte in regola per un successo di gran lunga piu’ ampio, ma la band si scioglie nel settembre del 1973, dopo che il tastierista e batterista registrano il singolo «La tua casa comoda», brano incluso come bonus track nel cd “Ys” in diffusione da qualche anno.

Nota curiosa : alle prove di registrazione Gianni Leone si sottrasse al ruolo di cantante che, all’ occasione, venne ricoperto dalla cantante Giusy Romeo (poi meglio conosciuta come Giuni Russo, deceduta nel 2004). Sarebbe interessante ascoltare lo stesso disco “YS” con alla voce principale Giuni Russo. Probabilmente il disco ne avrebbe guadagnato.

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