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Banco Mutuo Soccorso Banco Mutuo Soccorso

Francesco Di Giacomo – voce principale. Gianni Nocenzi – piano.

Vittorio Nocenzi – tastiere, effetti, Moog, clavicembalo, fiati, clarino. Renato D’ Angelo – basso.

Pier Luigi Calderoni – batteria, percussioni. Marcello Todaro – chitarra elettrica ritmica e solista, chitarra acustica.

Banco Mutuo Soccorso “Banco Mutuo Soccorso”.

E’ conosciuto come “Il disco del salvadanaio” per via della copertina e rappresento’ nel 1971 il travolgente ingresso del Banco Mutuo Soccorso nel mondo del rock progressivo; uno degli elementi caratterizzanti di questo disco e’ la scelta del linguaggio, aulico, letterario.

Musicalmente non c’e’ unita’ fra i vari brani, ma le caratteristiche salienti della musica del Banco emergono : alternarsi di ritmi a volte selvaggi, con ascendenti in alcuni momenti illuminati della musica classica del ‘900; e momenti di lirismo ben resi dalla particolare voce di Francesco Di Giacomo. L’ uso ampio di tastiere, grazie alla presenza di una coppia perfettamente complementare di tastieristi, i fratelli Nocenzi, fornisce il suono-Banco Mutuo Soccorso ed in definitiva ricchezza di timbri e di dinamica musicale.

Il recitativo iniziale evoca l’Ariosto sopra suoni rinascimentali, ma in “In Volo” si afferma l’intenzione di usare il medioevo come una metafora delle vicende umane, sempre attuali.

“R.I.P.” e’ una condanna della guerra espressa in un modo indimenticabile. Siamo proiettati nel pieno di una furibonda battaglia e l’incalzare del ritmo da’ proprio l’idea della terribile situazione finche’ una scala ascendente di pianoforte non conduce improvvisamente in un’altra dimensione umana e musicale che e’ quella del riposo, della morte, del trapasso. Il brano emerge rockeggiante con un Todaro in cattedra ed inserimenti pianistici e tastieristici ben giocati. Il lirismo di Francesco Di Giacomo sale ancora di piu’ nella seconda parte del brano.

“Metamorfosi” presenta un iniziale rock grintoso con la chitarra elettrica a disegnarne la trama; quindi una parte pianistica molto raffinata ne riduce il ritmo; poi totale dominio d’ organo e tastiere; e via verso un’ altra fuga-rock con un’ altra cavalcata-Banco con tastiera e chitarra che si scambiano i ruoli fino a quando il ritmo si quieta e Todaro va in un solo toccante che Francesco riprende con un finale cantato breve ma intenso con tanto di cori e sferzate di Hammond.

La lunga suite, oltre 18 minuti, “Il giardino del mago”. e’ grande progressive del BMS. L’ inizio e’ psichedelico con tracce barocche tutto giocato su poche note prese e riprese; quindi intensi suoni rock con canto e contracanto imperversano; ritornano frasi di piano e cantato lirico toccante; per poi ripartire in accelerazioni con grande varieta’ di suoni, con cambi di tempo, frenate improvvise e nuove accelerazioni. Nell’ intero brano ritorna ogni tanto ripetutamente ripreso da buona parte della strumentazione una melodia … Insomma : rock progressivo di grande effetto!

“Traccia” e’ una conclusione solo strumentale e corale. Ha in se’ parecchie coordinate del rock progressivo del Banco.

Prima opera di questo eccezionale gruppo rock italiano che dopo pochi mesi dara’ alle stampe discografiche il suo capolavoro “Darwin!”.

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