Iron Butterfly In A Gadda Da Vida

Doug Ingle – tastiere e voce principale ed effetti. Erik Brann – chitarre elettriche, effetti.

Ron Bushy – batteria e percussioni. Lee Dorman – basso e voce.

Iron Butterfly “In A Gadda Da Vida”.

Gli Iron Butterfly, formati dall’organista Doug Ingle nel 1966 a San Diego, erano inizialmente un gruppo con sonorita’ a meta’ strada tra il garage-rock di complessi come Blue Cheer e l’acid-rock di complessi come i Doors. Finirono per essere piu’ influenti come precursori dell’ Heavy-Metal, perdendo in parte la virulenza del garage-rock e la trascendenza dell’ acid-rock. Il primo album, “Heavy” (Atlantic, 1967) mise in mostra soprattutto una grinta insolita per il rock psichedelico.

Il secondo LP, “In A Gadda Da Vida” (Atco, 1968), vide un piccolo ma importante cambio di formazione, con il chitarrista Erik Braunn al posto di Danny Weis, passato ai Rhinoceros. Incredibile il fatto che “In A Gadda Da Vida” divenne uno degli album piu’ venduti di tutti i tempi. L’ “Iron Butterfly Theme” invase il mondo nel 1968 …

“Most Anithing You Want” e’ un rock quasi roll con coretti molto sixty carino-leggero e frizzantino con basso ben evidenziato e tastiere scivolanti; solo di chitarra appena accennato.

“Flowers and Beads” e’ ancora piu’ legato ai sixty muovendosi poco rispetto al brano precedente.

“My Mirage” apre ecclesiale con basso poderoso; quindi scivola su trame di un leggero rock acido con chitarra grezza e tastiera.

“Terminaton” e’ ripetitivo nel riff; mediocre nella melodia; un brano che non alza il tiro dei sixty sia nei suoni che nel cantato … il pezzo va a chiudere dolcemente appoggiandosi su tastiere e chitarra arpeggiata e leggere percussioni …

“Are You Happy” e’ un rock-easy con brevi ma buoni fraseggi della chitarra elettrica sopra tastiere che la bordeggiano; basso e batteria soprattutto si fanno sentire…

Nei 17 minuti e 5 secondi di “In-A-Gadda-Da-Vida” prendono posto un riff elettrico (heavy-rock) dettato da basso e chitarra alla Cream sulo quale si staccano imperiose i fraseggi di tastiera. Il canto e’ ottimo ma anch’ esso ripetitivo sia nelle strofe che nel ritornello. La parte ritmica-ripetitiva viene squarciata da un ottimo solo di chitarra elettrica. (Purtroppo) il riff si ripete praticamente per tutto il brano, interrotto piu’ avanti da un modesto solo di batteria (che non utilizza i piatti). Interessante lo spunto delle tastiere, quasi una litania ecclesiale con accenni di Bach. Superbo lo stacco elettro-elettronico-supersonico con distorsioni vibranti e nuove (per l’ epoca) della chitarra elettrica (hevy metal della preistoria …) … Non mancano nel brano accenni tribali africani e melodie orientaleggianti …

Il disco in vinile del 1968 vedeva i due lati completamente differenti : piu’ elettro-rock-easy il primo con cinque pezzi di facile ascolto, ma non eccezionali; piu’ interessante il secondo lato : era coperto dalla suite-title-track… che venne anche stampata su 45 giri con la parte piu’ bella e grintosa della suite …

“In A Gadda Da Vida” degli Iron Butterfly fu il primo album di platino della Storia del Rock, con le iniziali tre milioni di copie vendute (se ne vendettero altrettante negli anni successivi). Con il senno di poi si potrebbe dire che il suono della chitarra elettrica inciso nell’ ultima parte della suite se fosse stato adoperato maggiormente nel disco avrebbe marchiato piu’ a fondo il Rock di allora … facendolo incamminare (era il 1968!) in territori appena esplorati dalla chitarra di Jeff Beck e da quella di Jimi Hendrix.

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